Il criminologo Bruno: «Indagare anche sui servizi segreti deviati»

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Sulla morte del trans Brenda «bisogna indagare anche sui servizi deviati». Parola di Francesco Bruno (nella foto). Il criminologo, volto noto dei salotti televisivi, ritiene che il delitto rappresenti un «avvertimento in perfetto stile mafioso» rivolto «non tanto ai politici ma a quei viado coinvolti nei ricatti contro uomini potenti». Da qui il suo appello a scavare anche nell'ambiente dei servizi deviati: «In casi come questo è innegabile che le azioni vengano fatte da persone che hanno a che fare con i servizi». La morte del trans, aggiunge Bruno, «si inserisce in una situazione complessa. Da alcune settimane sono ricomparsi tanti fantasmi dal passato, vicenda Orlandi in primis. Se facciamo un'analisi dettagliata non possiamo non avere forti preoccupazioni per i fenomeni accaduti. È possibile che si stiano preparando eventi pericolosi per la nostra stabilità democratica perch´ si respira un clima da rapimento Moro. L'attenzione va tenuta alta». Tornando al caso specifico, il criminologo non esclude che anche l'ex governatore Marrazzo possa correre rischi. «Ma i rischi maggiori - aggiunge - li corrono sicuramente i trans e i carabinieri invischiati. Non tanto quelli che si trovano ancora in carcere, ma quelli fuori». Insomma, «l'uccisione del transessuale Brenda è una morte che preoccupa molto perch´ si inserisce in una vicenda oscura, in cui si sente il sapore e l'odore di una criminalità ricattatoria. È un delitto che inquieta. Chiunque abbia eseguito l'omicidio è senz'altro manovrato, sono persone mosse da qualcun altro. Questa morte, comunque, è il chiaro segnale che la questione Marrazzo si debba chiudere presto e in fretta: ci vuole una punizione per chi ha compiuto l'omicidio e, quindi, per chi ha commissionato il tutto. Forse questa morte si poteva evitare, alla luce della scomparsa dello spacciatore implicato in questa vicenda. Ci voleva una maggiore attenzione per Brenda e per la sua figura che, in questo momento, infittisce ulteriormente questo mistero. Per quanto riguarda Natalie, invece, ritengo che non sia in pericolo, visto che è stata coinvolta in maniera minore nelle polemiche».

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COMMENTI

#2 damiaenego (267) - lettore
il 22.11.09 alle ore 10:48 scrive:
mi sembra che il criminologo pur di apparire le spari sempre piu grosse.
#1 Giorgio Prinzi (496) - lettore
il 22.11.09 alle ore 9:03 scrive:
Vorrrei richiamare l'attenzione, oltre su quanto dice il professor Bruno, sull'ipotesi che l'elaboratore portatile sia stato messo a bagno non per distruggerlo, ma per preservarlo nel caso che il fuoco fosse divampato nell'appartamento. Altra analogia con il caso Moro, con la doccia lasciata aperta in una posizione idonea a irrorare una fessura e, attraverso essa, provocare quell'infiltrazione d'acqua che ha fatto scoprire il covo. Sembrerebbe che siano "opportunamente" usciti di scena i due che avrebbero portuto a chi tirava le fila della vicenda e che, nell'ipotesi dell'acqua al fine di preservare l'integrità dei dati del disco rigido, conferma ed avvalora quella del professor Bruno di un coinvolgimento dei cosiddetti servizi segreti deviati, che forse sono solo quelli veri ed effettivi, svincolati dall'ufficialità e dalle relative limitazioni.
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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