Quel parroco anti Cav e la pioggia d’insulti contro il cardinale Scola

Don De Capitani offende Scola e Cl, ritenuti favorevoli al premier. Inviti alla rivolta di piazza: "Ribelliamoci a questo Vaticano, non ci interessa il Cristo di don Giussani"

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Milano Rieccolo. Don Giorgio De Capitani, parroco di Sant’Ambrogio a Monte, provincia di Lecco, due anni fa riuscì a stento a non farsi sospendere a divinis dopo avere definito dal pulpito «mercenari» e «maschioni fascistoidi» i soldati italiani morti in Afghanistan. Lo salvarono l’amore dei suoi parrocchiani e una certa indulgenza del cardinal Tettamanzi per le sue intemperanze da Savonarola brianzolo. Ma ora Tettamanzi sta per andarsene. E don Giorgio ritorna a fare parlare di sé prendendone a male parole il successore: il patriarca di Venezia Angelo Scola, che l’8 settembre a Milano si insedierà in Duomo.

Colpevole, per don Giorgio, di un peccato capitale: avere militato in Comunione e Liberazione. Ovvero nei «movimenti ecclesiali che parlano anche bene, ma razzolano nella m...». Onde per cui, «Angelo Scola, non dirci subito cretinate, non illuderci con parole accademiche e roboanti, non ci cascheremo».
Stavolta, anziché quello della chiesetta di Monte, don Giorgio sceglie un pulpito meno consueto: Micromega, la rivista di filosofia del gruppo Repubblica-Espresso. Ma in realtà il suo pensiero sull’erede di Tettamanzi don Giorgio l’aveva affidato già qualche giorno fa al proprio sito internet, e già allora c’era andato giù un po’ pesante. Tanto che il 29 giugno il vicario generale della Curia di Milano, Carlo Redaelli, gli aveva inviato una raccomandata tra il severo e l’accorato.

«Nonostante i ripetuti richiami in questi anni da parte mia e dello stesso Arcivescovo Tettamanzi e nonostante l’impegno assunto nell’incontro del 28 aprile scorso a usare un linguaggio misurato e rispettoso», «constato con rammarico sul sito www.dongiorgio.it la presenza di espressioni sconvenienti e ingiuriose, questa volta nei confronti della Santa Sede, dell’Arcivescovo eletto di Milano, di sacerdoti e fedeli di un movimento ecclesiale. Il tutto con l’incitamento alla disobbedienza rivolto ai fedeli».
Tempo ventiquattr’ore, diceva la raccomandata, e don Giorgio doveva togliere gli articoli dal sito: pena procedimento penale canonico. Don Giorgio esegue. Ma ieri ecco l’annuncio di Micromega, con l’articolo in cui il don rincara la dose: «Lo Spirito Santo non ha soffiato, il Vaticano gli ha tarpato le ali»; «ci dobbiamo ribellare a questo Vaticano che ha conosciuto lungo i secoli, ma soprattutto in questi ultimi anni, la più blasfema prostituzione al potere più corrotto»; «del Cristo di don Giussani ce ne freghiamo, ci interessa il Cristo, quello radicale». Contro la nomina del ciellino Scola, il parroco invita i fedeli alla ribellione di piazza: «Troviamoci tutti in Piazza Duomo e gridiamo così forte la nostra rabbia da far tremare il Vaticano e chiediamo allo Spirito santo che si tagli la testa ad una gerarchia che è ormai un mostro».

E, nel caso non fosse chiaro, ecco spiegato qual è la colpa più grave di Comunione e liberazione: «La cosa veramente blasfema di Cl è la sua scelta politica: sostenere il governo di Berlusconi, addirittura sostenere Berlusconi, è quanto c’è di più anti-evangelico, è quanto c’è di più orrendo, è quanto c’è di più criminale».
Eppure ieri sera, nel suo ufficio ingombro di carte e computer, don Giorgio ha l’aria candida di sempre: «Cosa ho fatto di male? L’articolo per Micromega l’avevo scritto prima che mi arrivasse la raccomandata. E le cose che penso sono quelle lì. Prima avevamo un grande cardinale, che secondo me sotto sotto la pensava come me: e infatti quando mi chiamava mi diceva «Eh, don Giorgio, cerchi almeno di limitare le parolacce!». Adesso arriva Scola, e cambierà tutto. Ma Scola a Milano non ci doveva venire, era già stato scartato. Invece cosa è successo? Che Pisapia ha vinto le elezioni, e allora in Vaticano hanno detto: «“Mandiamo Scola, così bilanciamo”...».

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COMMENTI

62 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#62 Abraracourcix (347) - lettore
il 05.07.11 alle ore 16:16 scrive:
Ribadisco il concetto: il futuro della cristianità è nel protestantismo.
#61 fossog (2239) - lettore
il 05.07.11 alle ore 14:53 scrive:
Basta con l'ignoranza dei preti che ci riporta indietro da sempre. Basta con uno stato dei preti che manteniamo col nostro lavoro per non averne nulla in cambio. Basta con il medioevo della religione, nessun'altra religione occidentale è così deleteria e retrograda come quella cattolica. E basta col dire che l'italia è cattolica.... non lo è più, non la segue quasi più nessuno questa idiozia che ha rovinato col suo perdonismo marcio anche la moralità minima della nostra popolazione. Guardiamo i protestanti, hanno schifato il vaticano secoli fà e le loro società civili sono molto più morali della nostra.
#60 Bruno Burinato (2874) - lettore
il 05.07.11 alle ore 11:37 scrive:
Se quel prete predica la rivolta contro il Vaticano e il Vicario di Cristo in terra, che ci sta a fare nella Chiesa, può uscirne come e quando vuole, sarebbe semplice coerenza, ma finché ci rimane dentro dovrebbe portare rispetto al Santo Padre ed ai suoi superiori
#59 Abraracourcix (347) - lettore
il 05.07.11 alle ore 10:43 scrive:
#42 agostino.vaccara Non confondiamo Cristianesimo con Cattolicesimo. Il Papa casomai è l'unica voce del Cattolicesimo, visto che il Cristianesimo ne ha tante altre (evangelici, ortodossi, anglicani etc.). Quanto all'Islam, anche l'Islam sunnita vede come punto di riferimento la facoltà di teologia dell'Università del Cairo.
#58 flavio simon (165) - lettore
il 05.07.11 alle ore 9:43 scrive:
Ma senti senti, questo infamone ancora parla? Anche il Cristo appeso ai crocefissi della sua chiesa è scappato per non sentirlo più blaterare e nonostante ciò questa mezzacalzetta continua a fare danni. Mi auguro che prima o poi qualche cristiano di buona volontà provveda a somministrargli una lunga sorsata di olio di ricino in maniera che purgandosi possa espellere tutta la cattiveria ed anticristianità che alberga nei suoi intestini visto che dubito abbia un'anima. Che i superiori gerarchici di questo coprofago lo allontanino dal sacerdozio perchè fa più danni che altro. E il tedesco che siede sul trono a Roma che fa, nicchia? Damose da fà come diceva il grande PG II e cacciatelo via e senza pensione!!!
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