Il falso spauracchio dello scontrino: per legge il cliente non rischia nulla

Non è necessario che i cittadini si sostituiscano ai finanzieri ogni volta che fanno un acquisto. Una norma del 2003 prevede solo per il negoziante l’obbligo di ricevuta, non per chi compra

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Non chiediamoci lo scontrino tra di noi visto che neanche la Finanza, neanche tutta l’Agenzia delle entrate, neanche Attilio Befera in persona, possono più chiedercelo. Sembra strano, ma esiste una legge liberale, con la quale è stato disposto che i cittadini non sono tenuti a fare i finanzieri di complemento ogni volta che comprano qualcosa, anche se non la conosce nessuno.

E appunto, continuiamo a chiederci gli scontrini. Anche quello del cotechino o quello del barbiere, come nel caso delle recenti sobrie spese del premier. Battuta idiota: in tempi di maggioranze che in realtà non sono proprio maggioranze ma, trovandosi a essere tanti in Parlamento hanno deciso di sostenere il governo, non c’è più lo scontro politico e bisogna accontentarsi dello scontrino. Vabbè, torniamo allo scontrino fiscale. Venne introdotto negli anni ’ 80, quando si decise di fare la lotta all’evasione. E venne subito presentato con tutto l’armamentario minaccioso tipico del legislatore italiano. E quindi: controlli, obblighi e soprattutto multe. Per tutti: negoziante e acquirente.

Ricordo un caso proprio nel primo anno di vita del Tg5 , il 1992, in cui un bambino in un piccolo paese della Basilicata venne multato perché non poté esibire lo scontrino dopo l’acquisto di un pacchetto di patatine da 100 lire (più o meno 5 centesimi di euro). Titolo di apertura al Tg, titoloni sui giornali il giorno dopo, e qualche polemica a seguire. Ovviamente c’era il partito di chi vedeva nella rivelazione di quella vicenda grottesca il tentativo di avviare una campagna di sputtanamento verso uno strumento prezioso nella lotta all’evasione (a proposito e se provassimo a cambiare terminologia, così tanto per fare del marketing politico, e parlare, che so, invece che di lotta di ricerca della contribuzione). Il dibattito durò poco e l’obbligo rimase. Poi, in modo tortuoso e ovviamente partendo da una norma provvisoria, l’obbligo è saltato.

Ma, fatto incredibile, non ne ha parlato quasi nessuno. Siamo nel 2003, arriva non so che legge con misure temporanee, esattamente due anni, per mettersi in pace col Fisco. Passati i due anni la parte transitoria (incredibilmente) sparisce, ma alcune norme restano, e tra queste c’era l’abolizione della punibilità per il cliente sorpreso senza scontrino. Restava, beninteso, l’obbligo per il commerciante di emetterlo e di conservarlo per un po’ di tempo, ma il cliente veniva del tutto sollevato da qualunque responsabilità. Bene no? Lo si può chiedere, si può verificare che la cassa faccia il suo dovere, ma chi compra non è passibile di multa. Mentre la Finanza può entrare, sorprendere, richiedere il pezzo di carta e multare senza pietà il negoziante omissivo.

Eppure, sembrerà strano dopo i blitz cortinesi, vengo regolarmente inseguito da commercianti che vogliono darmi lo scontrino. E io dico che non lo voglio, che sono contento se lo hanno emesso, che è un bello scontrino, ma non lo voglio. Loro insistono come padroni di casa cerimoniosi che ti vogliono ingozzare. E si arrabbiano pure ai miei rifiuti. Ma io non lo voglio il pezzo di carta, che poi non è neanche proprio carta, perché ho scoperto che, dopo il trattamento speciale ricevuto, non va smaltito nel normale contenitore della carta, ma in un altro che non saprei indicare. All’Agenzia delle entrate precisano che sì il cliente non è passibile di multa ma diventa corresponsabile, certo solo moralmente a meno che non sia provato il dolo, se non controlla cosa c’è scritto sullo scontrino emesso.

Ma che vuol dire? Uno può sbagliarsi, non ricordare bene il prezzo, specialmente per piccolissime spese (e che ne so se il resto è mancia, o chi ha pagato il caffè a chi?). Mentre è chiaro che se andate a comprare un oggetto costoso lo scontrino ve lo tenete eccome perché serve a chiedere il rimborso in caso di merce difettosa.

Che poi, visto che i controlli sono in capo a loro, i commercianti farebbero bene a tenerseli sti benedetti scontrini. Eppure niente da fare. Una legge liberale, che rende la vita più semplice, senza inficiare, mi sembra, la giusta ricerca di una maggiore contribuzione, non la vuole applicare nessuno... E vabbè. Amiamo i divieti? Vogliamo gli obblighi? Adoriamo le multe? Bè, forse, è su queste domande che andrebbe aperto il dibattito. E non sarebbe banale.

scontrino
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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 marcs (142) - lettore
il 07.01.12 alle ore 15:41 scrive:
Il signor Filippi forse non sa che resata l'obbligo per l'esercente di emettere lo scontrino, e che giustamente il cliente non è tenuto a conservarlo. Prima di scrivere bestialità sarebbe opportuno documentarsi.
#7 davidebravo (186) - lettore
il 07.01.12 alle ore 12:09 scrive:
Stefano Filippi, perché esorta a non chiedere lo scontrino, fin dalla prima riga del suo articolo? E' ormai chiaro che lo scontrino non è la miglior via che uno Stato può perseguire per veder pagate le tasse, ma oggi è l'unica che abbiamo. Quando chiede lo scontrino non si sostituisce alla Finanza, ma si assicura che una percentuale di ciò che sta pagando finisca anche a sostenere i servizi che utilizzerà in futuro. Non sarà mica uno di quelli che al ristorante rinuncia volentieri allo scontrino per magari uno sconticino alla visita successiva?
#6 g02827 (123) - lettore
il 07.01.12 alle ore 11:26 scrive:
Sta tranquillo blackbird, il benzinaio è controllato fino all'ultimo millilitro di benzina erogata alla pompa. Le sommette che incassa il benzinaio sono belle come quantità ma il margine è di pochi centesimi di percentuale, la maggior parte delle sommette vanno allo stato per le varie accise applicate. A quanto vedo a blackbird sono antipatici tassisti e benzinai, mancano solo i farmacisti e il quadro è completo.
#5 grandeoceano (98) - lettore
il 07.01.12 alle ore 10:56 scrive:
#2 aldopastore : Io non sono amante delle multe. Dare 50.000 euro di multa a una persona senza scontrino? Ma va la!!! Piuttosto facciamo che ogni singola spesa, dal caffè al Dentista, possa essere dedotta per intero. Allora si che tutti chiederanno lo scontrino.
#4 blackbird (588) - lettore
il 07.01.12 alle ore 10:42 scrive:
Se viaggiate all'estero (UE s'intende) noterete che nei bar e ristoranti (e in alcuni Paesi anche nei negozi) gli "scontrini", quando vengono emessi, sono delle semplici ricevute da esibire ai controlli interni come "prova" di aver pagato il conto. Non hanno alcuna rilevanza fiscale. Eppure in questi Paesi pare che le tasse si paghino e che le varie agenzie governative facciano dei controlli molto accurati sui conti degli esercenti, come fanno? Boh! Loro li fanno e dicono di essere precisi. Noi li facciamo e avviamo la lista dei ricorsi. A proposito, avete mai ricevuto lo scontrino da un benzinaio o da un taxista? E sì che incassano belle sommette...
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