Dopo la campagna del Fatto Padellaro e Travaglio beccati, furbetti dei soldi ai giornali

Il giornale del Pd, attaccato sui rimborsi, rinfaccia al suo ex direttore l’appello che fece a favore dei contributi statali. Ed è subito polemica

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Roma - Afflitti da penuria cronica di lettori, colpiti dalla crisi dell’editoria e, ancor di più, dalla scure sui finanziamenti pubblici, alcuni quotidiani hanno preso a suonarsele tra loro. Soprattutto da quando, loro malgrado, il nemico pubblico numero uno, Berlusconi, ha lasciato il timone.
Orfani inconsolabili, in particolare, i colleghi del Fatto quotidiano, che sembrano aver dissotterrato l’ascia di guerra in cerca di scalpi da esibire. La politica editoriale del giornale ne fa un prodotto difficilmente vendibile se non c’è sangue (politico) da apprezzare - anzi, preferibilmente, bere. Ma oltre alle meritorie campagne, condotte in nutrita compagnia, contro i privilegi dei «furbetti di Monti», il vicedirettore (e socio fondatore in possesso di stock option) Marco Travaglio ha preso a scorrazzare nei campi più «vicini» al suo, tanto per non sbagliare. Con attacchi diretti, talvolta pretestuosi assai, nei confronti di chi, di questi tempi, non se la passa benissimo in fatto di copie. Ecco sfottere Emanuele Macaluso del Riformista «corazziere capo del Quirinale», e persino incapace di «capire le sentenze». O Il Manifesto di Valentino Parlato per la questione dei finanziamenti pubblici.
La concorrenza tra giornali non è un pranzo di gala, si sa. Eppure questo maramaldeggiare per un gruzzolo di lettori non sembra il massimo dell’eleganza. Finalmente l’irruenza del Fatto per una volta pare aver trovato argine nella calma serafica - persino un po’ perfida - del direttore dell’Unità, Claudio Sardo. Collega dalle mille risorse e assai paziente, per chi lo conosce dai tempi del Mattino. Così, all’ennesimo attacco sferrato da un Marco Travaglio in crisi glicemica, ha deciso di non porgere l’altra guancia. «E alcuni giornali imbottiti di soldi pubblici - aveva scritto Travaglio due giorni fa- si sono adontati perché abbiamo fatto notare la coincidenza del loro silenzio su Malinconico (ex sottosegretario all’Editoria, ndr) che li aveva appena imbottiti di soldi pubblici: ma se la coincidenza non la fa notare l’unico giornale che rifiuta i finanziamenti pubblici, chi altri la farà notare?». Come sempre, nel travagliese, battute di satira si fondono con opinioni, dati veri a vere patacche. Parlare di «rifiuto» di soldi pubblici, per esempio, fa un po’ ridere. Ma i lettori gradiscono (tanto che sotto la testata campeggia un orgoglioso: «Non riceve alcun finanziamento pubblico») e tant’è: ognuno fa il pane con la farina che ha in casa.
Al giornale fondato da Gramsci, però, nessuno aveva voglia di prenderla con un sorriso. «Ma questo Travaglio, e il suo direttore Padellaro - si son chiesti -, non sono per caso gli stessi che lavoravano qui da noi poco tempo fa, rispettivamente come firma di punta e direttore?». Così ieri il fluire dei ricordi ha riportato in pagina un appello firmato proprio da Padellaro il primo agosto 2006, quando era direttore dell’Unità - assieme ad altri direttori di giornali finanziati da Palazzo Chigi (Europa, Liberazione, Il Secolo, La Padania) - nel quale si chiedeva «al governo e ai gruppi parlamentari di destra e sinistra di impegnarsi» a tenere in vita i giornali di partito, perché «se si rinuncia al finanziamento pubblico si rinuncia a una parte fondamentale della libertà di informazione». Simpatica la nota a corredo della ripubblicazione: «Ieri il Fatto è tornato ad attaccare, con i consueti toni inquisitori, i giornali che usufruiscono del finanziamento pubblico... Tra gli smemorati colleghi del Fatto ce ne sono molti che fino a poco fa si battevano a difesa dei giornali “imbottiti di soldi pubblici” e altri che ci lavoravano tranquillamente senza porsi alcun problema di coscienza... Ogni commento ci appare superfluo».
Commenti appaiono superflui anche a noi, considerato che non ci sembrano affatto questioni di feeling. Piuttosto banali, un po’ tristi, questioni di marketing.
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COMMENTI

47 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#47 NYMB (91) - lettore
il 17.01.12 alle ore 21:16 scrive:
Silvio torna! Se non lo vuoi fare per me, fallo almeno per Travaglio che è in piena crisi uterina!!!
#46 maxdavado (137) - lettore
il 17.01.12 alle ore 18:50 scrive:
Gli opportunisti,non hanno colore politico specie quando si parla di denaro, in questi anni abbiamo visto, ,politici,parlamentari, giornalisti primi ministri che dopo infangato gli avversari sono passati dal lato opposto comportandosi esattamente come coloro che avevano criticato
#45 mazimo (6) - lettore
il 17.01.12 alle ore 18:22 scrive:
Articolo molto triste, nonostante la pretesa vena ironica ((o forse anche a causa di questa). Ignorate, o fate finta, che Travaglio sbeffeggia il rifomista dai tempi di Polito, cosi' come che Il Fatto attacca Vendola, D'Alema, Veltroni e il pd tutto ogni volta che la cronaca lo impone. Ma per voi questo e' "mancanza di sangue politico" o "crisi glicemica". Rilassatevi, il mondo puo' andare avanti anche senza "il miglior presidente degli ultimi 1500000 anni", ed anche voi, cosi' indipendenti, potreste riuscirvi, chiaramente trovandovi un altro datore di lavoro.
#44 Angelo48 (4183) - lettore
il 17.01.12 alle ore 18:17 scrive:
SEGUE (2 di 2)Ed è il caso - per fare esempi notevoli e trasversali - de La Repubblica-Espresso che nel 2004 ha ricevuto 12 mln di €, di Rcs e Corriere della Sera 25 mln di €, de Il Sole 24 Ore della Confindustria 18 mln di E di euro, e di Mondatori 30 mln di €. Il Fatto, vanta 45mila abbonamenti dei quali soltanto 8000 sono cartacei: gli altri – riferiscono fonti interne al giornale – sono tutti online, spediti in formato Pdf. Lo sconto che si riceve in base alla legge, dipende dal peso fisico del giornale che, nel caso, è attorno ai 200 grammi e appartiene quindi allo scaglione che prevede uno sconto del 50 per cento; la tariffa di 26 centesimi per copia scende perciò a 13. Ergo: fanno poco più di 1000 € AL GIORNO. Calcolando le 312 uscite annuali de Il Fatto (che il lunedì non è in edicola) fanno circa 325mila euro che non vengono pagati e che le Poste si fanno rimborsare dallo Stato, cioè dal contribuente. ALIAS, da noi cittadini. LO PASSATE PER FAVORE? Grazie!
#43 stobeneconbac (216) - lettore
il 17.01.12 alle ore 18:12 scrive:
E bravo Il giusto (38) che ha capito come funzionano le cose; ma anche lui mi pare TRAVAGLIato come SANToro e cade dalla PADELLAro nelle braccia dell'UNITA' di intenti. Diradate la nebbia che avete nel piccolo cervello.
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