IL GIOVANE SANTONE

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Chiunque conosca un po' gli americani e le loro solide istituzioni non ha esitazioni nell'affermare che il bagno di folla passatista di Barack Obama a Berlino, la contrizione ostentata a Gerusalemme, la competenza posticcia mostrata in Afghanistan, l'omaggio tardivo riservato al generale Petraeus, uno che la guerra la sta vincendo, altro che ritiro, in Irak, non hanno portato neanche un voto. Non dei suoi sostenitori liberal, i quali lo accusano di marcia indietro imbarazzante rispetto alle posizioni oltranziste e pacifiste mostrate fino al ritiro dalla competizione di Hillary Clinton, insomma, come ha detto l'ex capo delle Pantere Nere, «un finto negro»; non degli indecisi, elettori swing e Stati swing, in altalena tra l'opzione per un partito o per l'altro, i quali detestano l'idea che un candidato vada in Europa o in Medio Oriente a far campagna elettorale, invece di andare in giro di contea in contea a spiegare loro che cosa intenda fare se eletto, e hanno in odore di eresia le rock star, vere o aspiranti, quando si tratta di governo.
L'Europa cosiddetta pacifista, a caccia di idoli freschi che le ridiano vitalità, può anche fingere di eleggerlo Presidente, ma la realtà delle cose sta ben riassunta in una frase di piombo che giovedì John McCain, candidato repubblicano, ha detto agli elettori in Ohio: «Mi piacerebbe fare un discorso in Germania o un discorso al quale il popolo tedesco fosse interessato, ma preferirei di più farlo da presidente degli Stati Uniti, piuttosto che da candidato alla presidenza». È la pura verità: il sempre troppo osannato John Kennedy fece quel discorso da presidente, e lo fece contro i comunisti, altro che unità e volemose bene, Ronald Reagan lo fece, nell'Europa che lo detestava, da statista che aveva sconfitto i comunisti. Che c'entra con loro Obama Barack, e il suo messaggio da giovane santone che veste capi su misura? Niente.
Tanto è vero che basta leggere i giornali americani invece che subire gli entusiasti articoli dei corrispondenti italiani, almeno la maggior parte di loro, per venire a sapere qualche notizia. I sondaggi non sono sfavillanti per il senatore dell'Illinois. In Minnesota e in Colorado, due importanti «swing states», il democratico continua a perdere terreno rispetto al candidato repubblicano. Nel primo, secondo una rilevazione condotta dalla Quinnipiac University, ha perso otto punti, riducendo a un due per cento il vantaggio su McCain (46 a 44%). Nel secondo, è lui a dover inseguire il senatore dell'Arizona, che ha il 46% contro il suo 44. La convention di fine agosto dirà infine quanto il senatore dell'Illinois si porta dietro del partito, nel quale, dopo un'iniziale infatuazione, più che altro dovuta all'odio e all'invidia per Hillary Clinton, crescono i dubbi sull'inesperienza e le gaffe di Obama Barack. Tanto che gli ex finanziatori e sponsor della signora Clinton, che gli avevano offerto collaborazione, ora dicono apertamente che è inadeguato, presuntuoso e che copre la sua incapacità di programma con i viaggi all'estero e le esibizioni mediatiche.
Tra i suoi fans più sfegatati il candidato viaggiatore annovera gli italiani, veltroniani e via a scendere fino al girotondo, quanto è bello il mondo. Gli avrebbero fatto chissà quali feste, ma lui non è venuto. Nemmeno in Spagna, dove Jos´ Luis Zapatero già si preparava pettinandosi i sopracciglioni, invece gli è toccato Chavez.
Io non so se alla fine di questa troppo lunga campagna elettorale in anno di crisi economica Obama Barack sarà eletto, anche se credo che non accadrà. Quello che so è che gli americani raramente sbagliano presidente; l'ultima volta gli capitò con Jimmy Carter, e la ferita brucia ancora.
Maria Giovanna Maglie

COMMENTI

19 commenti su 1  2   3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 angela guareschi (868) - lettore
il 26.07.08 alle ore 16:10 scrive:
Articolo chiaro e condivisibile,brava MGM. Tutte le volte che vedo Obama vedo la bella copia del nostro uolter(lui almeno ha un bell'aspetto). Un giorno dice una cosa poi il giorno appressso,cambiando interlocutori ,può dire esattamente l'opposto,non mi piace affatto poi la dico tutta mi sembra anche un po' razzista nei confronti dei neri,perchè in Francia non li ha incontrati?
#8 Maurizio Gramigni (35) - lettore
il 26.07.08 alle ore 14:52 scrive:
Be qui dovevo proprio rispondere: credo che tutti hanno sottovalutato il giovane senatore dell'Illinois. Non sono d'accordo con lei qui in USA ne abbiamo abbastanza dei Bush (padre e figlio) ed un altro (McCain) non sarebbe accettato. I sondaggi sono solo sondaggi e quei numeri si sa hanno poco valore. Il carisma di Obama, il suo entusiasmo e la sua giovinezza sono le sue armi vincenti, e vincera'. L'ho detto da quando per la prima volta fece il suo straordinario discorso alla convention Democaratica diversi anni fa. Il prossimo presidente sara' Democratico e non perche' votero' per Obama, ma perche' dopo tanti fallimenti di questo Bush, non ne possiamo piu'. Il repubblicano non vincera' per alcune semplici constatazioni: prima di tutto 'non ha l'eta'', secondo non ha carisma e non e' capace di infiammare la platea, e' fortemente depresso e quello che dice non convince nessuno, e' facilmente irritabile e perde la pazienza troppo facilmente, ma soprattutto quando parla trasferisce trist
#7 Marving (240) - lettore
il 26.07.08 alle ore 12:04 scrive:
Cara Giovanna, credo che non è Obma che gli Italiani sostengono, ma quel desiderio forte di normalità, di tran tran che si è perso dal 2001. E' vero siamo molto esterofili, ma vedo che anche gli altri lo sono e forse peggio, ma nonostante io sia dalla parte di McCain, non posso negare che è forte il desiderio di trnaquillità e Obama nella sua inconsistenza riconosciuta anche a casa sua, ne è un piccolo barlume. Non vncerà Obama, lo sanno benissimo anche i Democratici, ma questo non toglie il bisogno di normalità che tutti desideriamo.
#6 Countrygirl (40) - lettore
il 26.07.08 alle ore 11:58 scrive:
Concordo in pieno con la signora Maglie....finalmente un articolo critico sull'unto del signore. Leggendo blog e editoriali americani ho l'impressione che il tipico signor Rossi americano inizia ad avere le scatole piene di sua "santità" Obambi. Peggio di lui sono i suoi seguaci che lo dipingono come unico in grado di salvare l'universo intero, ma se si chiede a un suo seguace qual'è il programma del senatore si assiste a scena muta. Obama ha davanti a se moltissimi ostacoli, prima di tutto i supportes della Clinton che al momento non hanno intenzione di votare per lui: in giro per internet ci sono moltissimi Blog tipo Puma antiobama fatti da sostenitori della Clinton, deve ancora convincere che è in grado di essere presidente. Nonostante la copertura mediatica a suo favore è alla pari con McCain e addirittura in Ohio (stato chiave) è indietro di 10 punti secondo l'ultimo sondaggio Rasmussem.
#5 Ailuros (347) - lettore
il 26.07.08 alle ore 11:34 scrive:
Un amico è appena tornato dall'America. Dice che in quelle terre la miseria è così profonda che in alcune città per chi ha perso la casa sono stati allestiti grossi parcheggi in cui possono vivere dentro le loro auto. Il sogno del cambiamento è allettante... ma Obama è addirittura surreale. Sanità gratuita per tutti? Significa più tasse. Ritiro delle truppe dall'Iraq? Significa più disoccupazione. Brutta a dirsi, ma se Obama venisse eletto gli americani sarebbero costretti a mangiarsi le suole delle scarpe.
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