Il governo non va a Bologna e la sinistra non sa chi insultare

di -
di Paolo Granzotto

Alla cerimonia commemorativa del trentennale della strage di Bologna, sul palco delle autorità non sarà presente il rappresentante del governo. «Uno schiaffo alla memoria delle 85 vittime e ai loro familiari», s'è premurato di dichiarare il dipietrista Leoluca Orlando. Che per una volta ha detto una cosa sensata: resta solo da vedere chi lo ha allungato, quello schiaffo. E Orlando farebbe bene a cercarlo non nelle stanze di palazzo Chigi, ma fra i politici della sinistra, fra le pieghe così detto ceto medio riflessivo e della società civile. Cercarlo nei piani alti della Associazione dei familiari vittime e nei centri sociali ove s'annida la cricca antagonista. Tutta gente che invoca a gran voce la presenza di un rappresentante - meglio se il massimo rappresentante, Silvio Berlusconi - del potere esecutivo per poi prenderlo nella migliore delle ipotesi a fischi e pernacchie, a sputi e a urla ferine, appena compare sul palco sotto l'orologio della stazione di Bologna. È successo in precedenza e sarebbe immancabilmente successo anche in questa occasione: Leoluca Orlando lo sapeva, come lo sapeva Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione delle vittime, che invece di tenere quieti i contestatori (molti dei quali di professione) gettava benzina sul fuoco riproponendo la questione dei fascicoli coperti (dal governo in carico, ovvio) dal segreto di Stato. Senza tener conto di quanto espressamente dichiarato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi: «La strage di Bologna non è coperta dal segreto di Stato. E non ci sono elementi di cui lo Stato sia a conoscenza e che vengano mantenuti segreti su quella strage». Punto.
Si ripete, dunque, il frusto copione della sinistra: appropriarsi di un fatto storico o di cronaca e ritenerlo di propria pertinenza per meglio strumentalizzarlo. Stabilendo chi ha i titoli per potersene umanamente o politicamente associare e chi invece deve restarne alla larga. Va così per le cerimonie attorno alla Resistenza (è difficile dimenticare la salva di fischi che accolse, durante un corteo milanese per il 25 aprile, il sindaco Letizia Moratti la quale, pure, era accompagnata dal padre Paolo Brichetto, medaglia d'argento della Resistenza e che i ragazzotti dei centri sociali liquidano come «falangista»), va così per quelle commemorative della strage di Bologna.
L'aspetto più mascalzonesco e ipocrita del copione è che se una «autorità» (sgradita) non si presenta all'appello, scatta l'indignazione con tutto il suo repertorio di fessi luoghi comuni. Se, al contrario, l'«autorità» si presenta, parte una orchestrata contestazione, una violenta aggressione verbale (e non) all'indirizzo del non meritevole intruso. Bene, a questo modo di intendere la democrazia in generale e il rispetto dovuto alle istituzioni in particolare, il governo in carica ha finalmente detto basta. Gli avvoltoi cerchino altre occasioni per mettere in mostra rostri e artigli: consumino il loro pasto politico senza contare sulla portata in più, l'invitato da fare a pezzi. Era ora. Era ora che quel genere di banchetto cessasse, anche perch´ ne trarranno vantaggi tutti. I presenti, domani, alla cerimonia: in assenza di «provocatori» sul palco magari volgeranno per un paio di secondi il pensiero alle vittime della strage, ch´ a quello sono chiamati, non per fare gazzarra. Un bene per il governo, capace di impartire ai marpioni della società civile una così decisa lezione di senso dello Stato. E per i cittadini, ai quali viene risparmiata l'ennesima sconcia, ributtante strumentalizzazione a fini politici di una tragedia, di ottantacinque povere vittime alle quali s'addice la pietas, non il bercio della piazza.

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

#4 giusburzagli (423) - lettore
il 02.08.10 alle ore 8:08 scrive:
Certo che la sinistra che ci ritroviamo è proprio inossidabile. Con quel fardello di passato continua a prentendere di essere l'unica interprete del sentimento popolare ed a voler imporre ai politici a lei sgraditi di presentarsi ed offrirsi ai suoi insulti ed a quelli dei suoi scagnozzi prezzolati. E continua a meravigliarsi se i consensi "coninuano" ad essere scarsi.
#3 filippini (381) - lettore
il 01.08.10 alle ore 16:06 scrive:
Finalmente Paolo Granzotto chiarisce l'ipocrisia della Sinistra che strumentalizza i fatti storici a suo uso e consumo e PRETENDE che coloro che addita a COLPEVOLI O COMPLICI DEI COLPEVOLI - naturalmente in modo falso- partecipino alle relative commemorazioni per prenderli a PAROLACCE come accaduto a Milano per la Moratti e a Roma per la Polverini TUTTI i 25 aprile. Speriamo che le autorità predette, sia locali che di governo, non abbocchino più ad inviti a partecipare il cui unico scopo è di trattarli in maniera incivile. Complimenti a La Russa e speriamo che il suo rifiuto sia di esempio per il futuro.
#2 killkoms (5935) - lettore
il 01.08.10 alle ore 16:04 scrive:
ma che ***vuole orlando cascio?pensi agli "affari" della sua sicilia!ormai i demagoghi aizzapopoli della sinistra e derivati hanno distrutto tutte le commemorazioni possibili ed immaginabili!se il governo ci và,sono fischi e insulti,se non ci và,è la memoria delle vittime ad essere offesa!è uno squallido gioco al massacro della sinistra***!felici gli italiani che si mettono in mano a questa gente!
#1 Lino1234 (761) - lettore
il 01.08.10 alle ore 15:18 scrive:
Sig. Granzotto. Lei non sa che il comunismo in Italia non c'è più. Non sa che il PCI ha cambiato nome. Ora si chiama PD. Cosa vuole di più: che spieghino anche il perché i loro eredi naturali gli hanno cambiato nome. Lei pretende troppo. Se crede che applichino ancora quei metodi si sbaglia di grosso. Ora sono democratici. .… Ma non si proclamavano tali anche prima? Mistero. Saluti. Lino
Alessandro Sallusti
Il Cav progetta la sua fondazione per rilanciare il Pdl  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Se c’è una cosa con cui non si creano posti di lavoro sono le...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Il mondo è in ansia per la Grecia. Non per la sua popolazione, sia...
di Alberto Taliani
Nell’era dei professor Mario Monti e dei “tecnici”...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Il numero di vittime in Siria cresce, ma nonostante le bombastiche...
di Sum ergo Cogito
Per diventare eretico occorre che si sia una chiesa che continua a...
- correlati
+ correlati