Il governo si fa bello coi fondi all’università trovati da Berlusconi

Il ministro Profumo annuncia mezzo miliardo in più nel 2012. Ma è il frutto della razionalizzazione della riforma Gelmini

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Roma Nel 2012 le Università avranno più soldi. Non solo, li avranno a disposizione prima rispetto agli anni precedenti. Si tratta di una cifra notevole, oltre mezzo miliardo di euro in più per il Fondo di funzionamento ordinario (Ffo), soldi che arrivano anche grazie ai risparmi imposti dal governo Berlusconi e alla riforma del sistema universitario, la razionalizzazione voluta dall’ex ministro Mariastella Gelmini.

A dare la lieta novella il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Francesco Profumo, in occasione della presentazione ufficiale dell’Anvur, il nuovo sistema di valutazione della qualità della ricerca e del sistema universitario che è indubbiamente il fiore all’occhiello della riforma e che ha preso il via con il decreto firmato dalla Gelmini il 15 luglio scorso. Sarà proprio l’Anvur a ridisegnare l’assegnazione dei fondi: non più «a pioggia» ma in base al lavoro svolto dagli Atenei soprattutto nel campo della ricerca.

«Anticiperemo i tempi per la distribuzione del Fondo di funzionamento ordinario per il 2012 -annuncia Profumo- Sarà un fondo abbastanza ricco per un totale di 7 miliardi e mezzo di euro. Ciascun Ateneo nella sua autonomia avrà i fondi per le spese di funzionamento, per le infrastrutture e per la ricerca».

Dunque già a partire da 2012 agli Atenei saranno assegnati i fondi entro marzo mentre di solito dovevano tirare il collo fin quasi alla fine dell’anno per sapere quanti erano i soldi a disposizione. Già qualche giorno fa Profumo aveva annunciato alla Conferenza dei Rettori che c’erano 300 milioni di euro in più disponibili che derivavano dalla legge di stabilità per il 2012,varata in autunno dal governo Berlusconi. Il ministro ha poi stimato un ulteriore incremento per il Ffo per le spesa corrente che deriva dall’economia da turn-over, dal piano straordinario per i ricercatori e pure dal consolidamento della programmazione triennale. Insomma la dieta imposta negli ultimi anni ha fatto un po’ soffrire gli Atenei che ora però dal prossimo anno dovrebbero poter respirare più liberamente.

Le Università italiane hanno un bisogno disperato di risalire le classifiche internazionali e l’avvio del sistema di valutazione con i nuovi criteri ha come primo obiettivo quello di rialzare il livello «medio» dei nostri Atenei.

«Parte una nuova policy di valutazione basata non più sull’eccellenza dei singoli ma sulla qualità delle strutture -spiega Profumo-Puntiamo a stimolare l’aggregazione, a creare un sistema che funzioni nel suo insieme. Occorre ci sia un passaggio culturale affinché nasca un sistema della ricerca, una struttura che sia competitiva in Europa e nel mondo».

A spiegare come funzionerà la valutazione il presidente dell’Anvur, Stefano Fantoni e il coordinatore dei gruppi di esperti valutatori, Sergio Benedetto. Sono 450 gli esperti, divisi in 14 gruppi, a loro è affidato il compito di esaminare e quindi giudicare circa 200.000 risultati della ricerca spalmati tra le 67 università statali, le 28 non statali, i 12 enti di ricerca vigilati dal ministero e i 24 enti pubblici e privati che hanno richiesto di essere valutati, 131 in tutto. Si tratta di un lavoro enorme che vedrà la sua conclusione nel 2014. Si terrà conto della rilevanza, dell’originalità, dell’innovazione e dell’impatto a livello internazionale del prodotto.
«Nel 2012 la valutazione si baserà ancora sui vecchi criteri con qualche aggiustamento -conclude Profumo-Nel 2013 saremo a semiregime e dal 2014 a regime».

L'università La Sapienza di Roma
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COMMENTI

#4 Bruno Burinato (2874) - lettore
il 21.12.11 alle ore 10:55 scrive:
E' un vecchio vizio il farsi bello con i meriti altrui, c'è chi lo fa con le leggi emesse dai propri predecessori e chi lo fa come l'uccello della favola con le piume del pavone, nel nostro caso bisogna però riconoscere che l'attuale ministro riconosce, almeno in parte, quanto di buono c'è nella riforma della ministro Gelmini, la quale è stata per questo sommersa da critiche, insulti e minacce appena velate
#3 giovanni PERINCIOLO (1384) - lettore
il 21.12.11 alle ore 10:24 scrive:
Bene riconoscere i meriti della Gelmini, come ha fatto almeno in parte Profumo, ma bisognerebbe andare oltre. L'assunto "università per tutti" dovrebbe essere modificato in "università per tutti coloro che la meritano". Basta con gli eterni fuoricorso, basta con gli asini che stanno all'università solo per far da cinghia di trasmissione ai partiti pronti al primo richiamo a mettersi in testa a tutti e qualsiasi corteo. Le università, fino a prova contraria, si dicono per statuto "università degli studi" non università dei fannulloni! Pochi ma buoni e con a disposizione tutti i mezzi necessari e sopratutto numero chiuso con indirizzi scelti in base alle prospettive di lavoro.
#2 linoalo1 (304) - lettore
il 21.12.11 alle ore 10:17 scrive:
Non c'erano dubbi!Gelmini costruisce(subissata da infinite critiche)ed i comunisti raccolgono!Non solo i meriti ma anche i soldi!Questo è l'operato degli infidi comunisti che si appropriano delle idee e del lavoro degli altri.Penso che sia un loro difetto innato!Lino
#1 doctormusic78 (2) - lettore
il 21.12.11 alle ore 9:30 scrive:
Il ministro Profumo ha chiaramente detto ieri sera su La7 di continuare ad attuare una buona parte del programma Gelmini. Se c'è una cosa che i ministri di questo nuovo governo (per fortuna) fanno è riconoscere i meriti dei oro precedessori. L'ha fatto ieri Profumo e giorni fa il ministro della difesa. Quest'articolo mi sembra quindi un po troppo fazioso.
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