Il Papa: "Legge 194, ferita per la società"

Benedetto XVI: "L'interruzione di gravidanza non ha risolto i problemi delle donne, ma ha aumentato le sofferenze"

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Roma - L'anatema di Benedetto XVI contro l'aborto. "L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze". Lo ha detto il Papa agli esponenti del Movimento per la vita ricevuti a 30 anni dalla approvazione in Italia della legge 194 sulla interruzione di gravidanza. "Guardando ai passati tre decenni" successivi alla approvazione in Italia della legge 194 sull’aborto "e considerando l’attuale situazione, non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo" ha continuato il Pontefice.

Aiutare la famiglia "Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno". Lo ha chiesto il Papa. E le Istituzioni devono "di nuovo porre vita e famiglia al centro. Certamente - ha ricordato Bendetto XVI - molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni dolorose come l’aborto. Se da una parte la Chiesa, fedele al comando del suo Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel disegno del Creatore, dall’altra stimola a promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, e alla tutela dell’istituto della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna". Ma, ha osservato ancora Benedetto XVI, "diversi problemi continuano ad attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono. La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di tutela della maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo, mentre aprono le porte a un crescente senso di sfiducia nel futuro".

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COMMENTI

17 commenti su 1  2  3   4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#2 Emanuele (1901) - lettore
il 12.05.08 alle ore 14:09 scrive:
E' rimasto solo il Santo Padre a difenderci dalla barbarie.
#1 Ale! (552) - lettore
il 12.05.08 alle ore 13:45 scrive:
Beh, impossibile contraddire il Papa. I dati riportati sono impietosi. Decenni di discredito dell'intoccabilità della vita a favore di un'esistaenza ritagliata su noi stessi in modo egoistico ed opportunistico hanno portato a questa tragedia. E' un messaggio cristiano, ma appartiene pure a qualsiasi laico o non credente. Quello che fa specie è che i sinistri hanno proposto una "moratoria" sulla pena di morte di criminali, terroristi ma comunque parassiti della società, e mai si sono espressi contro la pena di morte inflitta, a loro insaputa, a bambini innocenti ed inconsapevoli. Lieti saluti.
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