Il Polo Nord? Mettiamolo in frigo

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In occasione del ventennale dell'annuncio di James Hansen ai parlamentari americani, ove lo scienziato della Nasa nel 1988 avvertiva del riscaldamento globale antropogenico e dei suoi effetti disastrosi che si manifesterebbero entro il 2100, il National Geographic azzarda, mi dicono, un annuncio ancora più clamoroso: i ghiacci del polo Nord spariranno addirittura quest'anno. Spa-ri-ran-no. Che dire? Basta avere pazienza e aspettare: facciamoci un nodo al fazzoletto e riparliamone dopo le vacanze. E se mi chiedete come poter fare fronte alla, a questo punto imminentissima, disgrazia, non saprei proprio che ricette darvi. Per conto mio, domani iscrivo mia figlia al liceo classico e non mi sogno di cancellare le solite 2 settimane d'agosto in montagna.
Certo che l'annuncio deve aver rotto un bel po' di uova nel paniere degli ambientalisti. Sicuramente li ha spiazzati non poco. L'ambientalismo ha servito per decenni come migliore scusa per il controllo delle azioni dei singoli individui, ricattandoli con avvertimenti del tipo: fa' questo per la salvezza dei tuoi figli o, se non ne hai, per la salvezza delle foche. Col riscaldamento globale è stato tutta un'altra forza: fallo per la salvezza dell'intero pianeta, il tuo comportamento qui a Milano ha conseguenze a Pechino. Avvertimenti che hanno anche il vantaggio di favorire il superamento dell'irritante ostacolo delle sovranità nazionali. Il riscaldamento globale, insomma, è la realizzazione perfetta del sogno ambientalista: esercitare il controllo totale sulla società e sui comportamenti individuali. Il problema del riscaldamento globale, poi, è così gigantesco che, in realtà, nessuna soluzione è sufficiente a risolverlo, e qualunque cosa si faccia non è mai considerata abbastanza: l'inutilissimo e costosissimo protocollo di Kyoto, ad esempio, è «solo un primo passo».
Se fossero veri i timori propagandati, la risposta dovrebbe essere una sola: non basta ridurre, ma bisognerebbe interrompere, senza se e senza ma, i nostri consumi delle risorse energetiche del pianeta. Se si vuole evitare che il clima impazzisca, anche le generazioni future dovrebbero astenersi dal servirsi di quelle che, a questo punto, «risorse» non possono più chiamarsi: la logica ambientalista, insomma, privando dello stato di «risorsa» l'oggetto delle attenzioni degli ambientalisti, toglierebbe a costoro il loro potere venefico. Ecco perch´ i «primi passi» sono tutto ciò conta: un veleno, per mantenere il proprio potere, deve essere somministrato in piccole dosi. Se no si muore avvelenati e addio potere. Invece, somministrata la prima dose politicamente accettabile di veleno, e digeritala, si passa alla seconda. La campagna sul clima è insidiosissima a questo proposito: si comincia col vendere l'imminente pericolo e la necessità di agire, quindi si prospettano azioni successive, tutte costosissime e totalmente inutili. Quando la loro inutilità sarà evidente, si dirà che non è stato fatto abbastanza, e che quello precedente era solo un primo piccolo passo. E via di questo passo: in ogni momento, naturalmente, la parola d'ordine è «agire subito».
Quelli del National Geographic hanno finalmente fatto cadere a terra l'intera fiala di veleno: dobbiamo solo aspettare che agisca il suo effetto. Non possiamo più «agire subito», perch´ non c'è nulla da fare: abbiamo solo da aspettare 3 mesi. Pazienza, quindi. E memoria.
Franco Battaglia

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COMMENTI

64 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#64 mariorossi (1) - lettore
il 04.07.08 alle ore 19:39 scrive:
Mi scuso se colgo l'occasione per chiedreVi ungrande favore: Avrei bisogno di sapere dove posso trovare il libro di Franco Battaglia " Elementi di fisica e chimica" introvabile anche con IBS.it - Forse l'autore mi potrbbe dare qualche indicazione. Grazie. Mario Rossi
#63 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 01.07.08 alle ore 17:02 scrive:
*vilpoiana*-Non le lascio interpretare quel che ho scritto a modo suo.Quel che ho scritto e' il contrario esatto di quello che lei sostiene.A ciascuno il suo,vilpoiania,senza travisamenti.La lascio poi alle sue illazioni *personali* sul mio grado di passione nel leggere questo o quello.Si diverta pure a stuzzicare il monitor,se gradisce.Non sono qui a farmi stuzzicare ne'da lei ne'da nessuno.
#62 vilpoiana (353) - lettore
il 30.06.08 alle ore 15:41 scrive:
per sylvia Mayer: mi limito a ribattere sulla questione centrale, cioè l'articolo del Prof. Battaglia, o per meglio dire, dell'opinionista Battaglia. Quello che volevo dire lo ammette lei stessa: il prof. Battaglia ha scritto un articolo di "colore", prendendo uno spunto qualsiasi (in questo caso l'articolo del National, domani sarà qualcos'altro) e usandolo per sbeffeggiare gli ecologisti. Non mi sembra quindi degno di uno scienziato, tutto qui. Per il piccolo consiglio (mi perdoni, la tentazione di stuzzicarla è forte), lo ribadisco: provi a leggere qualcos'altro con la stessa passione con cui legge il Giornale. Saluti
#61 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 28.06.08 alle ore 18:43 scrive:
1-Per *vilpoiana *-A parte il fatto che e'saltato,non capisco perche',il primo dei miei messaggi,continuo a non condividere ne'la sua tesi ne'le sue argomentazioni,queste ultime comprese.E no,non credo che Battaglia dovesse scrivere un articolo super partes,visto che si tratta di un opinionista e che l'articolo era chiaramente impostato sulla critica ad un altro articolo. Ne'intendeva scrivere un articolo scientifico,altrimenti avrebbe parlato di fatti scientifici ed avrebbe opposto dati a dati,teorie serie a teorie serie.Di rigore scientifico in quella notizia su National Geographic non ce n'era,solo tanti insignificanti e vaghi condizionali.Ho cercato di spiegarle il tutto secondo me,evidentemente invano.Amen.Infine,lei aveva scritto"Piccolo consiglio: provi a leggere anche altro oltre al Giornale, giusto per provare...".
#60 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 28.06.08 alle ore 18:42 scrive:
2-Provi a rileggersi,e mi ripeta se puo' che con quella frase mi avrebbe solo (invitata) "invitandola a leggere qualcos'altro, anzi!le ho dato un consiglio che lei già applica". Lei ha *dato per scontato* che non leggessi altro,e invitato "giusto per provare" a legger anche altro.L'italiano non e' un'opinione.Quanto alla sintesi...sa,io analizzero'troppo e sintetizzero'meno,ma credo che argomenti come questo avrebbero addirittura bisogno di molto ma molto piu'spazio,se se ne vuol parlare seriamente e non a slogan o ad asserzioni categoriche.Ho fatto del mio meglio per conoscere (lettura piu'precisa possibile dell'articolo originale),confrontare (rilettura dell'articolo di Battaglia),interpretare e spiegare quest'ultimo anche alla luce di quel che so di lui,di quello che ho abbondantemente letto scritto da lui ed anche di quello che e'stato scritto contro di lui,per poi risponderle.Non saro'sintetica,ma forse e'financo sbagliato esserlo,in molti casi.Se si vuol parlare seriamente.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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