sabato 14 aprile 2007, 16:10
Il precario del blog di Grillo
Con riferimento all’articolo
apparso sul Giornale in data
11-04-07 a firma di Paola Setti
sotto il titolo "Io precario, licenziato
da Beppe Grillo" formulo la
presente. Pur non essendo mia
intenzione attribuire alle affermazioni
del signor Ricca maggiore
visibilità rispetto a quanto questi
è già riuscito a ottenere attraverso
la frettolosa pubblicazione,
da parte de "il Giornale", delle
sue esternazioni, ritengo che la
partigianità e, in buona parte, falsità
di quanto riportato nell’articolo,
impongano una breve replica,
a tutela del buon nome del
sottoscritto, della società che rappresento
e dello stesso Beppe
Grillo. Senza, dunque, entrare
nel merito delle attività svolte da
Piero Ricca - altre essendo le sedi
deputate ad approfondimenti
di questo tipo - intendo sottolineare
come nessun rapporto di lavoro,
tantomeno "precario", sia
intercorso fra il signor Ricca e Casaleggio
Associati o Beppe Grillo,
con il quale, il primo, non ha mai
intrattenuto alcun rapporto; il signor
Ricca ha svolto alcune prestazioni
professionali su incarico
di Casaleggio Associati, esauritesi
nell’arco di due mesi a fronte
delle quali ha percepito, 8 giorni
dopo l’emissione della regolare
ricevuta fiscale, all’inizio di Marzo
2007, il pagamento del corrispettivo
netto dallo stesso richiesto.
Si tratta, in tutti i casi, di circostanze
documentabili e che la
vostra articolista avrebbe avuto
la possibilità di verificare preventivamente,
qualora non avesse ritenuto
che la mia irreperibilità la
sera prima della pubblicazione
dimostrasse la mia indisponibilità
a fornire i chiarimenti del caso.
L’uso di espressioni come
quelle adottate nel titolo dell’articolo
- dove si accusa Beppe Grillo
di fare ricorso a "lavoro nero" o
di avere "licenziato" un "precario" - proprio perché di indubbia
portata sensazionalistica, credo
dovrebbe essere concesso solo a
fronte di riscontri oggettivi, e
non sulla sola base delle non confermate
affermazioni di chicchessia.
Gianroberto Casaleggio - Milano