Il premier: vogliono aggredire il mio patrimonio Pdl: "In piazza contro le manovre di palazzo"

Berlusconi furente dopo la sentenza contro Fininvest: 750 milioni alla Cir. Le accuse politiche, le escort e ora ci provano con le sue aziende. Cicchitto: azioni per manipolare la vittoria del 2008. Legali Fininvest pronti a depositare l'istanza di sospensione

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Roma «È un assedio ad orologeria». È metà pomeriggio quando ad Arcore arriva la notizia della sentenza con cui il Tribunale di Milano dà ragione alla Cir di Carlo De Benedetti, condannando in primo grado la Fininvest a un risarcimento danni - immediatamente esecutivo - di 750 milioni di euro. E per Silvio Berlusconi la notizia è del tutto inattesa, nel merito e soprattutto nei tempi. Mentre a piazza del Popolo va in scena la manifestazione per la libertà di stampa voluta da Repubblica, infatti, nello stesso giorno il Tribunale di Milano decide di depositare la sentenza che dà ragione a quello che di Repubblica è l’editore, un pronunciamento che rischia di mettere in ginocchio la Fininvest. Circostanza, questa, sottolineata non a caso dal vicepresidente dei senatori del Pdl Francesco Casoli.
Che il Cavaliere non la prenda affatto bene è piuttosto scontato. Intanto - ripete in diverse telefonate che fa nel tardo pomeriggio - perché si tratta di una sentenza profondamente ingiusta e poi - ragiona con più interlocutori - perché a questo punto è difficile non vedere un timing perfetto negli avvenimenti degli ultimi mesi. E via a mettere in fila il processo Mills con il Noemigate, la querelle sui voli di Stato, le foto di Villa Certosa, il caso D’Addario e la campagna di Repubblica. Oggi - è il ragionamento di un Berlusconi di pessimo umore - si è passati alla fase due e nel giorno della manifestazione sulla libertà di stampa arriva una sentenza assolutamente inattesa. La convinzione del premier è una sola: dopo averci provato prima con la magistratura e poi con il gossip, ora sono arrivati ad attaccare le aziende e il patrimonio. E se è vero che la Fininvest ricorrerà in appello e che lo spazio per un ribaltamento della sentenza sembra esserci, una valutazione strettamente politica della tempistica del pronunciamento del Tribunale di Milano non può certo tranquillizzare Berlusconi. Lo dice chiaro la figlia Marina, presidente di Fininvest: «Non posso non rilevare che questa sentenza cade in un momento politico molto particolare e dà ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti». Ma il ragionamento va oltre e il punto viene probabilmente affrontato nella lunga telefonata tra il premier e Niccolò Ghedini. Perché nella logica dell’assedio «a orologeria» è chiaro che la sentenza di Milano rischia di pesare anche sulla Corte costituzionale che la prossima settimana si pronuncerà sul Lodo Alfano. È, per dirla con le parole di un ministro molto vicino al Cavaliere, «una sorta di chiamata alle armi». Un segnale alla Consulta per invitarla a «completare il lavoro». Già, perché è chiaro che un’eventuale dichiarazione di incostituzionalità del lodo aprirebbe strade imprevedibili ed è soprattutto per questa ragione che il Cavaliere - forte della maggioranza parlamentare di Pdl e Lega - nel caso di sommovimenti pericolosi potrebbe decidere la via del voto anticipato.
La sentenza del Tribunale di Milano, insomma, segna in qualche modo il passo. E tanto era inattesa che fino a pochi minuti prima Berlusconi si occupava di organizzare la visita di questa mattina sui luoghi della tragedia di Messina («Voglio incontrare gli sfollati») e seguiva da Villa San Martino senza troppa preoccupazione la manifestazione di piazza del Popolo. Un po’ - era il suo ragionamento - perché era già tutto scritto da giorni e un po’ perché la percezione che ne hanno gli italiani è di una mobilitazione contro il Cavaliere e non certo a sostegno della libertà d’informazione. Considerazione, questa, avvalorata dalle ultime rilevazioni di Euromedia Research. «Tutta gente - spiega Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl - caricata sui pullman dalla Cgil...». Anche per questo durante tutta la giornata non si registra da parte del centrodestra il consueto fuoco di fila di dichiarazioni che in casi del genere serve a fare da contraltare alla piazza. Non solo il premier sceglie di non intervenire, ma persino Paolo Bonaiuti - più che titolato in quanto sottosegretario con delega all’editoria - resta tutto il giorno in silenzio.
silvio berlusconi
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COMMENTI

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#173 Robinson (500) - lettore
il 04.10.09 alle ore 20:28 scrive:
Non riesco a vedere il problema. Il giudizio penale ha trovato, con giudizi e condanne, responsabilità di persone molto vicine al Presidente. Cesare Previdi per esempio. E non il solo. E' stata provata, sempre a livello penale, la responsabilità della Fininvest nel "truccare" il lodo e togliere la CIR a De Benedetti. Adesso è la volta del giudizio civile che segue, che è fedele al giudizio penale. Chi sbaglia paga. Persone intelligenti non dovrebbero dolersene. E' successo. Adesso si paga. In un paese normale è così.
#172 Francocesco59 (64) - lettore
il 04.10.09 alle ore 20:13 scrive:
750 milioni di euro sono talmente tanti che si commentano da soli pare evidente che vogliono colpire la maggioranza nella figura del presidente questo non fa che rafforzare la convinzione che il presidente stà lavorando bene e fa farebrutta figura all'opposizone che ci ha sempre detto che queste cose non si potevano fare.
#171 pellini susanna (2467) - lettore
il 04.10.09 alle ore 20:03 scrive:
Ha ragione il presidente Berlusconi,viene da chiedersi se,visto che De Benedetti aveva chiesto 480 milioni di danni ed il giudice ne ha liquidati 750 milioni,non sia il caso di indagare chi sia questo giudice,cosi stranamente generoso nei confronti di De Benedetti.
#170 xaiury (122) - lettore
il 04.10.09 alle ore 19:53 scrive:
Se prima, c'era chi poteva dire che Berlusconi è un vittimista nel parlare di complotti... ora è evidente pure ai sassi e nessuno può più mettere in dubbio la cosa!!! Troppe coincidenze... troppi assalti alla diligenza per poter liquidare il tutto con la frase: "è solo politica!" Quì si sta preparando da tempo un colpo di stato bello e buono, ingannando la gente e zittendo quelli che cercano di aprire gli occhi. A chi è di sinistra e sta ora con Repubblica & Co dico solo questo: svegliatevi e iniziate a vedere le cose che stanno sotto agli occhi di tutti ma fatte passare inosservate come il grosso scandalo della sanità Barese o quello della Unipol o quello dei mafiosi che escono per magistrati compiacenti o DiPietro che spiana la strada a Grillo ecc... aprite gli occhi xkè quì vi stanno prendendo per il **** alla grande!!! State facendo i fantocci. Come si fa a non vedere la disparità di trattamento tra chi sta con le caste (magistrati/giornalisti/politici/professori) e chi no???
#169 fabsugar (121) - lettore
il 04.10.09 alle ore 19:49 scrive:
#136 leopardo mi dispiace ma non e' il popolo sovrano a decidere le sentenze visto che non ne ha competenza ma sono i giudici. Il voto popolare non redime da criminalita' se Fini commettesse un omicidio dovrebbe andare in galera anche se eletto dal popolo, questo mi pare elementare e cosi' anche il sindaco di una citta'. Vediamo in appello cosa succede, fortunatamente le fasi di un processo sono 3. Se tutte e 3 le fasi condannano la Fininvest non si puo' certo dire che ci sono 3 giudici comunisti. Il fascismo e' stato eletto con grande favore popolare anche se era un governo criminale.
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Alessandro Sallusti
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