Il racconto della modella: "Eto’o mi disse: abortisci Se non lo fai ti ucciderò"

Il racconto dettagliato della modella rimasta incinta del calciatore: "Se non fai come ti dico, ti uccido, sai bene come facciamo noi in Camerun. E poi ho già quattro figli, non posso mantenerne un altro"

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Milano - «Se non abortisci ti uccido quando torno a Milano, tu ed io siamo africani e sai bene noi in Camerun cosa facciamo alle donne che non vogliono abortire». Sono queste le minacce che una giovane senegalese denuncia di avere ricevuto nelle settimane scorse dall’uomo che l’aveva messa incinta. Quell’uomo, secondo la denuncia della donna, ha un nome e un cognome importanti: Samuel Eto’o, camerunense, di professione calciatore, l’attaccante che sta svolgendo un ruolo decisivo nel portare l’Inter in testa alla classifica e alla finale di Champions. Ma che ora viene investito da accuse che rischiano di mettere a repentaglio la sua serenità nel periodo più delicato della stagione.

Della denuncia della ragazza aveva parlato il Giornale il 5 maggio scorso. Ora, dalla lettura del documento, emergono dettagli tanto circostanziati quanto duri da accettare, soprattutto per chi conosce Eto’o. Ma su questo racconto e su questi dettagli l’avvocato della ragazza, Marco De Giorgio, chiede che si faccia luce: «Perché il fatto di chiamarsi Eto’o e di giocare nell’Inter non può costituire in alcun modo un salvacondotto».

Ed ecco alcuni passaggi del racconto di A., 31 anni: «Risiedo a Milano dal 2006, ho intrapreso l’attività di commessa alla Rinascente, per merito della mia statura e del mio aspetto fisico svolgo anche l’attività di indossatrice. Durante l’autunno 2009 sono stata invitata da certi amici ad una cena al ristorante marocchino Yakut, in quell’occasione mi è stato presentato un giovane di origini camerunensi da poco venuto a Milano dalla Spagna. Questa persona mi ha rivelato che era un famoso calciatore acquistato dall’Inter, si è presentato col nome di Samuel Eto’o (...) agli inizi di gennaio 2010 ho ricevuto una telefonata dall’utenza Tim 3316864***, Samuel mi ha chiesto di uscire con lui quella sera stessa. Siamo andati al bar dell’hotel Bulgari per prendere un aperitivo. Da quella sera ha iniziato a telefonarmi con insistenza (...) il quarto incontro si è verificato un mercoledì dopo una partita disputata a San Siro, era molto tardi, ha insistito per non uscire e si è autoinvitato a casa mia. Ad una mia precisa domanda mi ha risposto di non essere sposato, di non avere figli e nessun legame sentimentale. Quella sera abbiamo per la prima volta fatto l’amore. Da allora abbiano iniziato a vederci almeno un paio di volte alla settimana. Gli incontri erano da me oppure a casa sua in via Spiga, il suo citofono non porta nessun nome ma solo il numero 6 (...) Samuel non aveva mai voluto usare il profilattico nonostante le mie raccomandazioni».

Agli inizi di aprile, A. scopre di essere incinta. «Il 6 aprile alle ore 14 ho chiamato Samuel che stava in Spagna per rendergli nota la mia gravidanza. Mi ha risposto infastidito di non avere tempo». Ma il giorno dopo la richiama: «Subito mi ha intimato con parole dure di abortire perché questo figlio non doveva nascere, gli ho spiegato che sono musulmana e la mia religione non ammette l’aborto, oltretutto non volevo uccidere il mio bambino. Samuel ha replicato: guarda che devi fare quello che ti dico perché ho già 4 figli e non posso mantenere un altro bambino. Sono rimasta sbalordita da questa notizia». Il 9 aprile Eto’o, sostiene la donna, torna all’attacco: «Tu mi tratti come fossi uno scemo inventando molte scuse pur di non abortire. Devi fare quello che ti dico, non mi fare arrabbiare. Tu hai la testa dura che non ti funziona ma se non abortisci te la taglio».
E infine l’ultima telefonata, la più dura, domenica 2 maggio, alle ore 11,47: «Se non abortisci ti uccido quando torno a Milano, tu ed io siamo africani e sai bene noi in Camerun cosa facciamo alle donne che non vogliono abortire, posso sempre scappare via dall’Italia». Aggiunge A.: «Un minuto dopo ha richiamato ed aggiunto: “Tu non mi devi cercare mai più, sai che non sono un senegalese io”, alludendo al fatto risaputo che i cittadini del Camerun sono notoriamente molto violenti e duri al contrario del popolo senegalese».

«Tale registrazione - conclude la ragazza - è disponibile per chi la volesse ascoltare. Specifico di non tollerare simili sopraffazioni perché voglio sentirmi libera di determinare il destino mio e di mio figlio. Non accetto che Samuel Eto’o possa impormi la sua volontà per costringermi ad abortire».

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COMMENTI

30 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#30 crepmaster (100) - lettore
il 28.05.10 alle ore 15:44 scrive:
peccato la signora abbia smentito e abbia citato il giornale in tribunale per calumnia...
#29 jjmelody (1) - lettore
il 14.05.10 alle ore 15:29 scrive:
...Ah non sapevo ke il CSKA Mosca giocasse in Spagna..! Dato ke lei dice: «Il 6 aprile alle ore 14 ho chiamato Samuel che stava in Spagna per rendergli nota la mia gravidanza. Mi ha risposto infastidito di non avere tempo»... ...eh si non aveva tempo stava per giocare a Mosca contro il CSKA..!!!!
#28 Lothar (102) - lettore
il 14.05.10 alle ore 8:48 scrive:
bravissimi!!! un'altra dimostrazione di professionalità! 2 giorni prima della partita scudetto e una sttimana prima della finale ecco comparire come per caso la sgualdrinella di turno che farnetica di minacce e violenze... i giornalisti del giornale e di mediaset usano lo stesso metodo degli avversari politici del premier...in quel caso la chiamano "demonizzazione dell'avversario"... ma attenzione che questo metodo ha empre fatto vincere berlusconi...imparate dalla storia!
#27 Carlo Marx (131) - lettore
il 14.05.10 alle ore 8:42 scrive:
MUAHAHAHAH!!! Complimenti a Luca Fazzo, autore dell'articolo!!!
#26 chimera1977 (29) - lettore
il 13.05.10 alle ore 21:27 scrive:
Mi sono iscritto a questo portale di "informazione pubblica" solo per lasciare questo commento:Samuel Eto'o il 6 Aprile 2010 era a Mosca per giocare la partita di calcio CSKA MOSCA-INTERNAZIONALE http://it.uefa.com/uefachampionsleague/matches/season=2010/round=2000030/match=2000481/index.html voi "giornalisti" prima di sparare bufale o falsita smentibili in pochi secondi controllatele le fonti...gli italiani sono stufi di farsi prendere in giro e non sono poi cosi allocchi da credere a qualsiasi cosa venga detta o scritta per far felice alcuni e mettere nella menzogna altri..
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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