Il Vaticano "spreta" Milingo

Già scomunicato per i suoi comportamenti scismatici, la Santa Sede ha sospeso definitivamente dallo stato clericale l’ex arcivescovo di Lusaka: "Milingo non potrà compiere nuovi gravi delitti"

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Roma - Spretato dopo la scomunica. Il Vaticano, che aveva già scomunicato per i suoi comportamenti scismatici l’ex arcivescovo di Lusaka monsignor Emmanuel Milingo, ha deciso di sospenderlo definitivamente dallo stato clericale per impedirgli di continuare a compiere nuovi "gravi delitti", come l’ordinazione di nuovi sacerdoti o vescovi.

La decisione della Santa Sede Il papa Benedetto XVI ha deciso la riduzione di monsignor Milingo allo stato laicale. Il vescovo esorcista, sospeso a divinis dopo il matrimonio del 2001 con Maria Sung e già incorso nella scomunica latae sententiae nel 2006, aveva continuato infatti a ordinare vescovi senza il premesso del Pontefice. Ne ha dato notizia il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, precisando che il decreto di "dimissione dallo stato laicale di Emmanuel Milingo" è stato notificato all’ex presule dal nunzio in Zambia, monsignor Girasoli. "Milingo - ricorda la nota resa pubblica oggi - si era trovato nella condizione di irregolarità a seguito dell’attentato matrimonio con Maria Sung, incorrendo nella pena medicinale di sospensione".

L'ordinazione dei vescovi "Successivamente si era posto a capo di alcune correnti per l’abolizione del celibato sacerdotale e non mancava di moltiplicare i suoi interventi nei mezzi di comunicazione sociale, in aperta ribellione ai ripetuti interventi della Santa Sede e creando grave sconcerto e scandalo nei fedeli. In particolare, il 24 settembre 2006 aveva effettuato a Washington l’ordinazione di quattro vescovi senza mandato pontificio" e incorse pertanto nella pena della scomunica latae sententiae dichiarata dalla Santa Sede il 26 settembre 2006 e che rimane in vigore. "Purtroppo - continua la Santa Sede - il predetto sig. Milingo non ha dato prove dello sperato pentimento in vista del ritorno alla piena comunione con il Sommo Pontefice e con i membri del Collegio episcopale, ma ha continuato nell’esercizio illegittimo degli atti dell’ufficio episcopale, attentando nuovi delitti contro l’unità della santa Chiesa. In particolare, nei mesi scorsi egli ha proceduto ad alcune nuove ordinazioni episcopali. Tali gravi delitti, recentemente accertati, che sono da ritenere segno comprovante della persistente contumacia del sig. Emmanuel Milingo, hanno costretto la Sede Apostolica ad aggiungergli l’ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale".

Le conseguenze dello stato laicale L’ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale, che ora "si aggiunge alla grave pena della scomunica", comporta le seguenti conseguenze: "La perdita dei diritti e dei doveri connessi allo stato clericale, eccetto l’obbligo del celibato; la proibizione dell’esercizio del ministero, salvo per i casi di pericolo di morte; la privazione di tutti gli uffici, di tutti gli incarichi e di qualsiasi potestà delegata, nonchè il divieto di utilizzare l’abito ecclesiastico". Di conseguenza, precisa la Santa Sede, viene dichiarata "illegittima la partecipazione dei fedeli ad eventuali nuove celebrazioni promosse dal sig. Emmanuel Milingo". Circa le persone ordinate recentemente da Milingo, la nota vaticana ricorda "la disciplina della Chiesa riguardante la pena della scomunica latae sententiae per quelli che ricevono la consacrazione episcopale senza Mandato Pontificio" ed esprime "speranza nella loro conversione".

Ordinazioni non riconosciute La Chiesa non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate e pertanto lo stato canonico dei presunti vescovi resta quello in cui si trovavano prima dell’ordinazione conferita da Milingo. "In quest’ora segnata da un profondo dolore della Comunità ecclesiale per i gravi gesti compiuti da Milingo", la Santa Sede "si affida alla forza della preghiera il ravvedimento del colpevole e quello di quanti - sacerdoti o fedeli laici - hanno in qualche modo collaborato con lui nel porre atti contro l’unità della Chiesa di Cristo". La nota rileva infine che "la dimissione dallo stato clericale di un vescovo è un fatto del tutto eccezionale, a cui la Santa Sede si è vista costretta per la gravità delle conseguenze che derivavano per la comunione ecclesiale dal susseguirsi di ordinazioni episcopali senza mandato pontificio; la Chiesa conserva tuttavia la speranza nel suo ravvedimento".

Milingo al Chiambretti night
Milingo al Chiambretti night
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Milingo e Maria Sung

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COMMENTI

#4 Edomus (173) - lettore
il 17.12.09 alle ore 18:28 scrive:
spalella, sempre provocatore. Se Lei non è credente ogni commento è inutile, ma ci provo lo stesso: Milingo è stato, come dice supermario, un notissimo esorcista inserito nella chiesa cattolica; ha poi perso completamente la testa o, più semplicemente, il diavolo che ha sempre combattuto lo ha giocato alla grande, trasformandolo in una macchietta: vittoria più grande il principe delle tenebre non poteva ottenerla per fare cadere tutto nel ridicolo. La Chiesa non ha potuto fare altro che arrivare, dopo anni di riflessioni e tentativi di farlo riavvicinare, all'estrema decisione. E ora si faccia pure una bella risata alla faccia di uno che pensa ancora a simili scemenze e stregonerie. Che però non sono state un'esclusiva del Medio Evo definito come al solito "oscurantista" ma anche dei secoli successivi.
#3 docorm2 (85) - lettore
il 17.12.09 alle ore 14:29 scrive:
E ci volevano anni per fare questo? Solo ora la Chiesa se ne rende conto? D'accordo i tempi biblici, ma qui, veramente, si sta facendo concorrenza ai patriarchi ...!
#2 spalella (4070) - lettore
il 17.12.09 alle ore 12:58 scrive:
Questo Milingo è di sicuro un mezzo squilibrato che forse cerca anche un suo spazio personale. Per contro la chiesa cattolica lo ''scomunica''. Nel terzo millennio c'è ancora qualcuno che ''pensa'' a simili scemenze e stregonerie medioevali. Un commedia delle parti degna di un film de'orrore demenziale***
#1 supermario53 (48) - lettore
il 17.12.09 alle ore 12:48 scrive:
Non sono d'accordo, con la decisione della Santa Sede, poichè ritengo Monsignor Milingo un galantuomo. Dotato sicuramente, di uno spirito, sicuramente, sovrannaturale. Ricordo che quando ancora poteva esercitare le sue funzioni, succedevano , per sua intercessione, delle guarigioni inspiegabili, per la scienza. Non dimentichiamoci, che era anche esorcista; dote non comune a tutti. Ciao grande Milingo.
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