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domenica 25 ottobre 2009, 09:00

Il vizio del governatore, a trans con l’auto blu lasciata in doppia fila

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di Massimo Malpica e Patricia Tagliaferri

Roma Era talmente un habitué della comunità trans di Roma nord che ai suoi appuntamenti a luci rosse andava con l’auto blu, sprezzante del pericolo di essere riconosciuto. «Lasciava la macchina di servizio in seconda fila, e i vigili neanche lo multavano, ormai lo sapevano», hanno raccontato ieri Brenda, Natalie e un altro trans, tutti interrogati dai carabinieri del Ros che stanno indagando sull’affaire Marrazzo, rilasciando dichiarazioni spontanee. Altre volte il governatore si faceva lasciare dall’autista ad alcune centinaia di metri e proseguiva a piedi fino al 96 di via Gradoli, nel palazzo dove abita Natalie, il transessuale brasiliano ripreso nel video con cui è stato ricattato il presidente della Regione Lazio. E in quel video ci sarebbe anche un breve fermo immagine dell’auto di servizio del governatore, con la targa ben visibile. Nel condominio sulla Cassia, lo stesso dove 31 anni fa si rifugiarono alcuni br implicati nel sequestro di Aldo Moro e che oggi si è trasformato in una sorta di casa di appuntamenti multietnica, Natalie non si fa vedere da qualche giorno. Ieri però gli investigatori hanno ascoltato un trans con lo stesso nome. Anche lei ha confermato di conoscere bene Marrazzo, ma ha negato di essere la stessa immortalata nel video insieme al presidente della Regione: la casa dove hanno fatto irruzione i carabinieri arrestati con l’accusa di estorsione, dice, non è la sua. I militari del Ros hanno perquisito quell’abitazione e anche lo «studio» di Brenda, in via due Ponti 180, il trans indicato proprio da Natalie come intenzionato a vendere un video compromettente di Marrazzo. E forse i militari qui cercavano proprio quel video. Ma in serata, tornando a casa, «Brendona» ha detto ai cronisti di non aver mai avuto rapporti con Marrazzo: «Si è visto da queste parti, ma io non c’entro. È stato con Natalie, l’ha detto anche lui». Altri trans amici di Brenda avrebbero confermato che Marrazzo era spesso in zona, e giustificato la chiamata in causa di «Brendona» da parte di Natalie «perché Brenda gli levava meno soldi». Al di là delle invidie tra «colleghe», negli uffici del Ros ieri è stato sentito anche un terzo trans, forse proprio l’altra Natalie, quella ripresa nel video. Tutti comunque hanno confermato di conoscere i quattro carabinieri che hanno messo nei guai Marrazzo. Sarebbero stati gli autori di frequenti blitz «mirati», finiti spesso con vessazioni e ricatti. In qualche occasione durante le irruzioni sarebbero spariti soldi e droga. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire il ruolo di Natalie - quella giusta - nella vicenda. Non è chiaro se il trans del video sapesse dell’imminente irruzione dei carabinieri né se fosse al corrente del progetto di girare un video per ricattare Marrazzo.
Intanto gli arrestati, interrogati ieri dal gip Sante Spinaci nel carcere di Regina Coeli, hanno respinto ogni accusa, dicendosi loro stessi vittime di un complotto, di una macchinazione ordita da qualcuno più in alto di loro per colpire Marrazzo. Luciano Simeone, 29 anni, Carlo Tagliente, 30 anni, e Nicola Testini, 37 anni, hanno ribadito al giudice di essere militari «al di sopra di ogni sospetto», odiati da tossici e trans della zona nord di Roma per le loro capacità investigative. Il trans ripreso nel video, in particolare, ce l’avrebbe a morte con uno di loro. Insomma, loro sarebbero solo capri espiatori da sacrificare sull’altare di una non meglio precisata strategia per delegittimare il presidente della giunta regionale. Il quarto carabiniere, il maresciallo Antonio Tamburrino, 28 anni, accusato della ricettazione del video, ha cercato di smarcarsi dagli altri, sostenendo di non essere nemmeno sicuro che quello ripreso nel video fosse Marrazzo. Il gip però non ha creduto a nessuno dei quattro. E ha convalidato il fermo emesso tre sere fa, lasciando i carabinieri presunti ricattatori in cella a Regina Coeli. Secondo il giudice per le indagini preliminari, infatti, sussistono pericolo di fuga, inquinamento probatorio e pericolo di reiterazione del reato.
70 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#70 nino47 (730) - lettore
il 27.10.09 alle ore 9:08 scrive:
Gente mia! non siamo ipocriti, che è la cosa più nauseante sia in politica che in società! Già la sinistra ci ha abituato a certe ipocrisie a senso unico, non caschiamo anche noi nella rete! Che Marrazzo vada a Trans non ne può fregar di meno a nessuno. Mi sembra di ascoltare la storia di "bocca di rosa" del compianto De Andrè "alla stazione C'ERANO TUTTI, dal commissario al sacrestano, alla stazione C'ERANO TUTTI, con gli occhi rossi e il cappello in mano.Chi manda un bacio, chi getta un fiore, chi si prenota per due ore".Se i trans dovesseo parlare....L'unica cosa che mi indispettisce è che ci sia andato con l'auto che pago io ,che abbia pagato cifre esorbitanti (anche quelle pagate da me) e che il sig. Vigile non l'abbia mai multato in doppia fila, come invece fà con tutti voi appostato dietro ad un cassonetto dell'immondizia. Io indagherei il vigile!
#69 irenenittuzi (13) - lettore
il 26.10.09 alle ore 9:10 scrive:
E' chiaro che si tenta di far passare l'equazione Berlusconi come Marrazzo mal comune tutti assolti...Peccato che Berlusconi non abbia avuto l'onestà di autosospendersi...ONESTA' che parola grossa....
#68 coty (4) - lettore
il 26.10.09 alle ore 3:07 scrive:
Piero Marrazzo, solo un'altro sinistro IPOCRITA !! Tutti "DESVIADOS" questi sinistri. Guardate la sua biografia nel sito della Regione Lazio, viene voglia di VOMITARE. http://www.regione.lazio.it/web2/main/sala_stampa/presidente_bio.php Cito: "La famiglia è la sua vera grande passione. Ha tre figlie: Giulia , Diletta e la più piccolina, Chiara. Con loro e con Roberta, la donna della sua vita, passa tutto il tempo libero. É cresciuto, come molti ragazzi della sua generazione, frequentando l'oratorio e la parrocchia di Santa Chiara."
#67 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 25.10.09 alle ore 23:49 scrive:
*#37 franconicco*-Attenzione, amico!Non Sirchia ma Sircana e'stato sorpreso ad abbordare travestiti per strada.Quando era gia' portavoce del Governo Prodi.E tale,se non erro,rimase.C'e' un'improntitudine molto fastidiosa che si ricava da queste cronache,tanto servilismo e tanta omerta'.Lo ripeto:per me Sircana,Boffo, Marrazzo e chiunque possono fare sesso con chi preferiscono(ma farsi di coca no,dal momento che e'reato); io, diversamente da molti altri,non li giudico come individui per questo.Li giudico oggi,dopo quanto e'stato imbastito contro Berlusconi,perche' ipocriti mentitori,e ritengo meritino lo stesso trattamento inverecondo che hanno somministrato ad altri.E continuo a giudicarli soprattutto per il loro operare politico,quello si'grave e che ci riguarda tutti,per esempio quello di Marrazzo nel suo ruolo di Presidente della Regione Lazio che versa in condizioni penose.I trans sono la palla presa balzo dalla "sinistra" per non parlare delle gravi,quelle si', colpe politiche.
#66 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 25.10.09 alle ore 23:39 scrive:
*#40 giancarlo66* - Caro amico, ho scritto fiumi di parole in questi mesi, ed anche in questi giorni, sulle faccende delle quali mi chiede di occuparmi. Troppe, ed inutile sperare di cavarsela in pocherighe. Credo che il mio pensiero sia chiaro:questa "sinistra"falso moralista e' penosa ed ipocrita.Continua ad esserlo anche in quest'ultimo caso.A me non interessa cosa e con chi Marrazzo,o Berlusconi o chicchessia fa nel suo od in altrui letto.Ma ritengo,essendo una che *non* porge l'altra guancia, che si debba rispondere a lorsignori con il loro stesso linguaggio. Gossip, sput**tanamento,calunnie,insinuazioni,offese,stracciamento di vesti moralistiche a gogo'. Abbiano quel che meritano.Sta a noi non lasciare che il "caso Marrazzo"finisca nel dimenticatoio come il"caso Sircana" o le escort del Pd pugliese. Bisogna fare come loro,battere sul chiodo ogni sacrosanto giorno.Possibilmente con piu' forza ancora della loro.
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