Il vizio del governatore, a trans con l’auto blu lasciata in doppia fila

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di Massimo Malpica e Patricia Tagliaferri

Roma Era talmente un habitué della comunità trans di Roma nord che ai suoi appuntamenti a luci rosse andava con l’auto blu, sprezzante del pericolo di essere riconosciuto. «Lasciava la macchina di servizio in seconda fila, e i vigili neanche lo multavano, ormai lo sapevano», hanno raccontato ieri Brenda, Natalie e un altro trans, tutti interrogati dai carabinieri del Ros che stanno indagando sull’affaire Marrazzo, rilasciando dichiarazioni spontanee. Altre volte il governatore si faceva lasciare dall’autista ad alcune centinaia di metri e proseguiva a piedi fino al 96 di via Gradoli, nel palazzo dove abita Natalie, il transessuale brasiliano ripreso nel video con cui è stato ricattato il presidente della Regione Lazio. E in quel video ci sarebbe anche un breve fermo immagine dell’auto di servizio del governatore, con la targa ben visibile. Nel condominio sulla Cassia, lo stesso dove 31 anni fa si rifugiarono alcuni br implicati nel sequestro di Aldo Moro e che oggi si è trasformato in una sorta di casa di appuntamenti multietnica, Natalie non si fa vedere da qualche giorno. Ieri però gli investigatori hanno ascoltato un trans con lo stesso nome. Anche lei ha confermato di conoscere bene Marrazzo, ma ha negato di essere la stessa immortalata nel video insieme al presidente della Regione: la casa dove hanno fatto irruzione i carabinieri arrestati con l’accusa di estorsione, dice, non è la sua. I militari del Ros hanno perquisito quell’abitazione e anche lo «studio» di Brenda, in via due Ponti 180, il trans indicato proprio da Natalie come intenzionato a vendere un video compromettente di Marrazzo. E forse i militari qui cercavano proprio quel video. Ma in serata, tornando a casa, «Brendona» ha detto ai cronisti di non aver mai avuto rapporti con Marrazzo: «Si è visto da queste parti, ma io non c’entro. È stato con Natalie, l’ha detto anche lui». Altri trans amici di Brenda avrebbero confermato che Marrazzo era spesso in zona, e giustificato la chiamata in causa di «Brendona» da parte di Natalie «perché Brenda gli levava meno soldi». Al di là delle invidie tra «colleghe», negli uffici del Ros ieri è stato sentito anche un terzo trans, forse proprio l’altra Natalie, quella ripresa nel video. Tutti comunque hanno confermato di conoscere i quattro carabinieri che hanno messo nei guai Marrazzo. Sarebbero stati gli autori di frequenti blitz «mirati», finiti spesso con vessazioni e ricatti. In qualche occasione durante le irruzioni sarebbero spariti soldi e droga. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire il ruolo di Natalie - quella giusta - nella vicenda. Non è chiaro se il trans del video sapesse dell’imminente irruzione dei carabinieri né se fosse al corrente del progetto di girare un video per ricattare Marrazzo.
Intanto gli arrestati, interrogati ieri dal gip Sante Spinaci nel carcere di Regina Coeli, hanno respinto ogni accusa, dicendosi loro stessi vittime di un complotto, di una macchinazione ordita da qualcuno più in alto di loro per colpire Marrazzo. Luciano Simeone, 29 anni, Carlo Tagliente, 30 anni, e Nicola Testini, 37 anni, hanno ribadito al giudice di essere militari «al di sopra di ogni sospetto», odiati da tossici e trans della zona nord di Roma per le loro capacità investigative. Il trans ripreso nel video, in particolare, ce l’avrebbe a morte con uno di loro. Insomma, loro sarebbero solo capri espiatori da sacrificare sull’altare di una non meglio precisata strategia per delegittimare il presidente della giunta regionale. Il quarto carabiniere, il maresciallo Antonio Tamburrino, 28 anni, accusato della ricettazione del video, ha cercato di smarcarsi dagli altri, sostenendo di non essere nemmeno sicuro che quello ripreso nel video fosse Marrazzo. Il gip però non ha creduto a nessuno dei quattro. E ha convalidato il fermo emesso tre sere fa, lasciando i carabinieri presunti ricattatori in cella a Regina Coeli. Secondo il giudice per le indagini preliminari, infatti, sussistono pericolo di fuga, inquinamento probatorio e pericolo di reiterazione del reato.
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COMMENTI

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#5 BENNY1936 (547) - lettore
il 25.10.09 alle ore 9:24 scrive:
Se sono veritiere le cose dette dai tre trans dell'inizio, bastano le prime sei righe per fotografare un paese corrotto, con la prepotenza e lo sprezzo delle regole di chi si ritiene intoccabile ( ed effettivamente -- sempre se è vero -- i vigili non lo toccavano). Altro che politica con "spirito di servizio". Ad ogni modo Marrazzo è diventato "Governatore", come si dice adesso forse scimmiottando gli americani, soprattutto per la visibilità avuta con "Mi manda Rai tre". Quali fossero le sue capacità di politico probabilmente non lo sapeva nessuno. Questo modo di spedire in posti di grandissima responsabilità delle persone grazie al loro essere mediaticamente famosi riguarda purtroppo tutti gli schieramenti politici, poiché indubbiamente portano voti, ma poi come reggeranno la carica lo sa solo Dio: spesso si montano la testa purtroppo e diventano arroganti. Marrazzo avrebbe guadagnato in dignità e goduto di più rispetto se avesse subito rassegnato le dimissioni invece di negare.
#4 Colpani Gioacchino (395) - lettore
il 25.10.09 alle ore 9:22 scrive:
Bruno Guerri, Marcello Veneziani, e quindi un'altro cenno di Massimo Malpica, ci danno contezza della attenzione che si è tributata alla triste vicende di Marrazzo. Triste beninteso, per il risvolto voiristico di questo mondo schizzofrenico, attento più ai pruriginosi appetiti sessuali che alla sostanza delle cose. Veniamo al dunque. Marcello ci educa sulla concezione della famiglia, e passi, Bruno Guerri, mette l'attenzione del così fan tutti, Malpica, accenna alla macchina blu. Ma ditemi, in che misura e dove avrebbero indirizzato la loro attenzione i Travaglio, Santoro, D'Avanzo, Concita De Gregorio, e tutte le maestrine che si sono indignate per le permissività del Presidente del Consiglio, se non dico il Berlusca,ma l'ultimo del carro del PDL si fosse trovato ad utilizzare la macchina blu per andare a ..............ne? Che Marrazzo si sollazzi con chi vuole, sono fatti suoi se paga di tasca sua, ma almeno si chieda conto della spesa? O no? INAPLOK
#3 geppino51 (68) - lettore
il 25.10.09 alle ore 9:09 scrive:
Sono contento per l'accaduto, per Franceschini e altri ci voleva propio, non ci voleva per Marrazzo sul lato umano, però ora pagherà per ciò che ha detto del governo di destra. Per Franceschini! stia attento oggi è probabile che nessuno venga a votare.
#2 otello46 (35) - lettore
il 25.10.09 alle ore 9:03 scrive:
L'on. Turco difende (l'indifendibile) dall'altro lato accusa il mostro. Colorandosi il volto dalla rabbia la Costamagna che consola l'amica di partito. Se in Italia la Casta del libro funzionasse seriamente e senza pregiudizi di sorta ne vedremmo delle belle in tutte le Regioni, Province, comuni dove la Casta non si avvicina nemmeno in quanto è territorio di amici.
#1 ICK (137) - lettore
il 25.10.09 alle ore 8:46 scrive:
i 4 carabinieri in questione mi ricordano molto 4 poliziotti americani della serie tv "The Shield". che i 4 carabinieri siano fan di questa serie tv e si siano ispirati alla serie per le loro gesta? io consiglierei ai cronisti de il Giornale di verificare le somiglianze. anche i poliziotti della serie tv prendevano mazzette e al tempo stesso avevano sotto controllo il mercato della droga e sapevano i vizi di tutti.
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