Il voto anti-spread

Napolitano ha realizzato il suo sogno di ex comunista: liberarsi di Berlu­sconi, e ha trovato nella crisi un alleato più affidabile della sinistra

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Il presidente Napolitano ieri ha detto molto, ma non tutto. Ha raccontato come è andata, dal suo punto di vista, con il governo Monti. In sintesi: una scelta inevitabile che non ha provocato alcuna sospensione della democrazia. Il capo dello Stato ha ricostruito le ultime drammatiche settimane: la crisi, lo spread, le pressioni internazionali, gli inciampi della maggioranza. Tutto vero, per carità. Ma non è detto che una somma di verità porti a disegnare un quadro vero. Il governo Monti, e questo Napolitano non lo ha detto,non nasce all’improvviso sull’onda di una emergenza.

È invece il punto di approdo di chi, per oltre tre anni, ha lavorato, giorno dopo giorno, per fare cadere Berlusconi e ribaltare il risultato elettorale senza passare per le urne. Lo stesso Monti, falliti tentativi per via politica (la scissione di Fini) e quelli giudiziari-mediatici, era stato allertato da tempo, e con lui i pezzi da novanta dell’attuale esecutivo.Non prendiamoci in giro. Non si lasciano banche, rettorati e relativi compensi dalla mattina alla sera per spirito di servizio. Per cui è vero che la democrazia non è stata sospesa, ma è certo che la democrazia è stata raggirata, presa in giro e beffata. Nella forma tutto è a posto, nella sostanza si è trattato di un piano diabolico orchestrato proprio dal Quirinale e andato in porto sulla debolezza generale del quadro politico.

Napolitano ha realizzato il suo sogno di ex comunista: liberarsi di Berlusconi, e ha trovato nella crisi un alleato più affidabile della sinistra.Al momento c’è riuscito, anche se con scarsi risultati. La Spagna ha preferito andare alle urne. Il nuovo governo ha presentato una manovra con molti tagli alla spesa e meno tasse. Da ieri, il suo spread, a differenza del nostro, è tornato a livello pre-crisi. Vuoi vedere che gli elettori ne sanno più dei banchieri?

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
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COMMENTI

143 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#143 guido.blarzino (293) - lettore
il 24.12.11 alle ore 22:05 scrive:
Da Berlusconi pretendeva il testo elaborato dal Cdm prima ancora che arrivasse al Quirinale. E gia' questo era un'anomalia perche' lo pretendeva, non si trattava di collaborazione istituzionale e prentendeva continue limature. In questo salto ad ostacoli Berlusconi trovava dopo Fini alla camera con altre impuntature per passare poi con l'opposizione. Il tutto per bloccare il programma politico chiaramente proposto agli elettori. Qui l'emergenza e' stata creata. Ed e' stato un vero golpe, nulla giustifica l'operazione. Ma il programma di Re Giorgio non funziona, lo spread continua a volare. Questi 4 bocconiani hanno gia' portato miseria ed il taglio alle spese ce lo sogniamo. Intanto paghiamo tutti noi Italiani il " salva Italia " ( ovvero il salva poltrone ) ma l'economia Italiana si raffreddera' sempre piu' e vedremo cosa succedera': ci trasciniamo il debito pubblico da troppo tempo e ci travolgera' come una valanga.
#142 gbbsrg (58) - lettore
il 23.12.11 alle ore 10:23 scrive:
Sono felice che altri si siano accorti dello sporco gioco di Napolitano. Forse un giorno riusciremo a LIBERARCI dai Kompagni!!!
#141 Giuseppe Borroni (48) - lettore
il 23.12.11 alle ore 1:16 scrive:
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#140 masbalde (273) - lettore
il 22.12.11 alle ore 23:58 scrive:
Il trionfo era il massimo onore che nell'antica Roma veniva tributato con una cerimonia solenne al generale che avesse conseguito un'importante vittoria. Consisteva in un corteo formato dalle truppe vittoriose con alla testa il triumphator, il trionfatore che, partendo da campo Marzio, entrava in Roma attraverso la Porta Triumphalis. Al momento culminante del Trionfo per tradizione, lo schiavo che teneva l'alloro della vittoria sulla testa del generale gli sussurrava nell'orecchio: Memento mori! Memento te hominem esse! Respice post te! Hominem te esse memento! (in italiano suonerebbe pių o meno cosė: "Ricordati che devi morire! Ricordati che sei un uomo! Guardati attorno! Ricordati che sei solo un uomo!"). Ditelo a Mario Monti, e a tutti quelli che lo sostengono.
#139 marforio (1848) - lettore
il 22.12.11 alle ore 21:07 scrive:
minopoli 21 -guarda che il nome gia tradisce la provenienza . il baffettino trottola non e romano cosomai a roma ci e venuto , datosi che e dinastico il suo appartenere al pci. LUI e pugliese.
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