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venerdì 18 settembre 2009, 08:29

Impossibile arretrare. È in gioco la sicurezza della nostra civiltà

Una vittoria dei talebani sarebbe una vittoria del terrorismo che vuole distruggere l’Occidente

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Si sta, anche quando si muore. Questa è una sporca guerra giusta. L’Afghanistan è la frontiera dell’Occidente: ci siamo per noi, prima che per loro. Per l’America, per l’Europa, per il futuro. Non si può tornare indietro da se stessi. Piangiamo oggi e ci riarmiamo domani. Questa guerra non si può perdere per abbandono. Perché è nostra. È la diretta conseguenza dell’attacco alle Torri Gemelle, è l’effetto secondario dell’11 settembre 2001, è la risposta a un’offesa vigliacca, all’assalto contro gente come noi. Non è un conto aperto di Bush, né un nuovo fronte di Obama. Dentro c’è uno scontro che non si chiude a Kabul, Kandahar, Herat e Jalalabad. Passa da New York e arriva nelle città. Sono tutti i militari che incontriamo armati a difesa dei nostri monumenti. Sono i controlli negli aeroporti, la paura di viaggiare, la voglia di restare a casa. Questa guerra è fatta da divise che non hanno bandiere: difende un popolo senza nazionalità, reagisce per la dignità di una vita normale. È la risposta a New York sfigurata nel 2001, a Madrid colpita del 2003, a Londra esplosa nel 2005. È l’orgoglio di una rivalsa.

Non c’entra con l’Irak, non ora. Perché chi confonde regala un alibi ai kamikaze. Lo scontro per Bagdad nacque tra le polemiche che trascina ancora adesso. Era giusto anche quello, quando fu deciso. Poi s’è infognato nelle carte dell’Onu, nelle diatribe ideologiche. Ha portato alla fine di Saddam e nessuno pianga per questo. Senza Hussein è un mondo migliore, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo. Si può discutere qualcosa dell’Irak, l’abbiamo fatto, l’abbiamo sentito, l’abbiamo elaborato. Non si può per l’Afghanistan. Nessuno, nella zona della Casa Bianca pensa che il ritiro sia un’ipotesi possibile. Lo dice solo qualche intransigente liberal del Congresso seguito dai pacifisti europei che considerano evidentemente i Talebani come un folcloristico gruppo etnico.

Obama no. Ha vinto le elezioni dicendo che non avrebbe mollato l’eredità di Bush. «Porteremo a compimento la missione anti-terrorismo». Ha aumentato del 50 per cento i soldati, ha cambiato i vertici militari, ha scelto i generali che hanno guidato per Bush la guerra in Irak, bombarda ogni giorno, fa sparare ogni minuto. Il Pakistan ci va di mezzo? Fa niente. Se una bomba colpisce i Paesi confinanti è un male necessario, per il presidente Usa. Perché vuole vincere, deve vincere. Allora ha chiesto anche più impegno agli alleati. Noi. Tutta Europa, tutto l’Occidente. Siamo lì per sopravvivere, per difenderci. Si tornerà a missione compiuta.
Questa è una guerra che non tiene conto di una normale dialettica pacifisti-interventisti: qui non si tratta di voler conquistare qualcosa, qualcuno, soldi, potere. Qui siamo andati a cercare di stanare chi ha dichiarato il suo rancore nei confronti del nostro modo di vivere, chi vuole imporci un mondo dove le donne sono sottomesse, dove gli uomini sono combattenti nel nome di un’idea che fa finta di richiamarsi all’Islam. Siamo andati a dirgli, cercando caverna per caverna, che c’è un mondo che non può farsi mettere sotto da un gruppo di una ventina di kamikaze in grado di pilotare aerei bomba. I talebani avanzano, non mollano, crescono, si prendono città, villaggi, munizioni, spalleggiati da quella che chiamiamo Al Qaida, cioè gli assassini dell’11 settembre, i violentatori dell’umanità.

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31 commenti su 1  2   3  4  5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#21 virgo74 (93) - lettore
il 18.09.09 alle ore 12:01 scrive:
si può sì tornare indietro. Non si stermina la gente fuori dai confini nazionali, non vogliamo terroristi in casa? Giusto ma agiamo sulle regole dell'immigrazione.
#20 Adriano Meis (141) - lettore
il 18.09.09 alle ore 12:00 scrive:
I talebani, tanto simpatici ai sinistri, uccidono per convircerci a tornare a casa in modo che loro possano rimprendersi l'Afghanistan e farne una base e un centro di addestramento per il terrorismo internazionale, in modo da potere il prima possibile abbattere, dopo le torri gemelle, anche San Pietro, la Torre Eiffel e la Casa Bianca. Se noi ci facciamo intimidire come conigli e torniamo a casa, non solo l'avranno avuta vinta loro e dunque imperverserà il terrorismo anche da noi, ma capiranno che usare i kamikaze funziona. La soluzione è che se oggi noi abbiamo, mille soldati, dopo un attentato ne mandiamo duemila. Forse così la smettono. Va aggiunto che se la guerra contro i talebani non è stata ancora vinta, è perchè le sinistre filo-islamiche sono contrarie all'aumento dei contingenti: se fossimo tutti compatti e d'accordo e l'Occidente mandasse tutti i soldati che servono, i talebani sarebbero già concime per fertilizzare la terra per i raccolti in tempo di pace.
#19 bogiovanni (7) - lettore
il 18.09.09 alle ore 11:33 scrive:
Onore ai caduti italiani, onore ai nostri soldati che continueranno la missione e un grande abbraccio ai loro familiari che possano riempire il vuoto lasciato dai loro cari con l'immenso orgoglio di avere dei figli, padri, fratelli che hanno pagato il prezzo più alto per la libertà di tutti noi. Grazie ragazzi.
#18 gigigi (800) - lettore
il 18.09.09 alle ore 11:21 scrive:
Per fare tutto cio' che dice il signor De Bellis,sarebbe bastato che i governi precedenti avessero prese le giuste misure,per non permettere a tutti i disperati, extracom., clandestini, arabi e miscellanea varia, di entrare nel nostro territorio. Altro che la sicurezza dei nostri mezzi pubblici avremmo avuto! Avremmo avuto il nostro Paese!L'Italia e' bellissima e gli italiani sono un popolo che, fin quando c'era la leva obbligatoria, funzionava, eccome! Si trattava, insomma, soltanto di inculcare le buone maniere e l'educazione ai ragazzi in crescita.Il resto sarebbe venuto fuori da solo. Oggi dobbiamo "combattere" tutti i santi giorni per evitare che ti rubino, ti stuprino, ti violentino ecc.,ed a farlo,sono tutti, o la maggior parte, elementi venuti da "fuori", arabi e non! Accidenti a loro, accidenti a chi li ha fatti venire, accidenti a noi, che non ci siamo ribellati a sufficienza, quando potevamo. Ora, no, ora occorre combattere, perche' solo con la guerra otterremo la pace. Amen
#17 alba56 (25) - lettore
il 18.09.09 alle ore 11:07 scrive:
Quanta nostalgia della Fallaci,leggo e rileggo i Suoi libri quante verità, Italia sta diventando mussulmana? Verissimo, ieri, l'altro ieri e avanti ieri quante Sannah,e Inna e quante/i non abbiamo saputo, dove sono le donne che si dichiarano femministe,i pacifisti, i centri sociali che vogliono la parità, s'd'indignano per i nostri ragazzi che per Noi ripeto per Noi muoiono?
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