Già l’ingresso lascia a bocca aperta, perché a dare il benvenuto a grandi e bambini è un gigantesco esemplare di Tirannosauro - proprio quello clonato dai costruttori del parco divertimenti «inventato» da Steven Spielberg -, ricostruito proprio come si pensa dovesse sembrare 70 milioni di anni fa. Stanza per stanza, i visitatori passeggiano attraverso il tempo, passando dal Triassico - 220 milioni di anni fa - al Giurassico e poi al Cretaceo, fino a «rivivere» l’estinzione degli immensi rettili, avvenuta 65,5 milioni di anni fa.
Passo dopo passo è possibile ammirare il Giganotosaurus, con il suo scheletro lungo ben 14 metri, e poi l’Oviraptor. Ma anche l’Eoraptor e il Gallimimus, tanto caro ai fan del colossal americano dedicato ai dinosauri. Ma la mostra è anche l’occasione per conoscere segreti e curiosità legate al mondo della preistoria. Per esempio che la metà degli esemplari di rettili si nutriva esclusivamente di vegetali e che ogni sette settimane viene coniato un nuovo nome di dinosauro. Ma anche che le specie più numerose sono vissute in Argentina e che durante gli anni Venti del Novecento un uovo di Oviraptor è stato venduto alla Colgate University di Hamilton, Stato di New York, per la cifra record di cinquemila dollari.
La mostra è organizzata dalla Fondazione DNArt, e resterà aperta fino al prossimo 12 febbraio. E se, come prevedibile, ha conquistato i bambini, sta già affascinando anche molti adulti, grazie alle ricostruzioni tridimensionali - attraverso le quali sembra di tornare davvero indietro nel tempo - e agli scheletri ricostruiti in tutta la loro imponenza. «L’obiettivo è stato quello di realizzare un progetto scientifico divulgativo nato dalla collaborazione con il museo di Scienze naturali di Torino - spiega Elena Fontanella, presidente della Fondazione - La visita offre, infatti, a grandi e piccini un coinvolgente viaggio, tra divertimento e conoscenza, nell’affascinante mondo dei dinosauri. Arricchita dall’esperienza dello scavo paleontologico simulata nel laboratorio».
L’esposizione infatti ha un occhio di riguardo per i bambini, ai quali sono dedicati numerosi laboratori. C’è, per esempio, una vera e propria «area scavo» per piccoli paleontologi under sei, che seguiti da esperti possono divertirsi a rintracciare fossili muniti di paletta, come dei veri scienziati.
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