Bruxelles - Il parlamento europeo non ha adottato alcuna risoluzione sulla libertà di
informazione in Italia e nell’Unione Europea.
La risoluzione del Partito democratico (presentata dai gruppi Socialista&Democratico, Alde, Verdi e
sinistra), che sosteneva che in Italia la libertà di stampa è a rischio, è stata bocciata per tre voti di scarto (335
sì, 338 no e 13 astensioni).
Quella del Pdl (Ppe, Ecr, Efd), che sosteneva invece che non c’è alcuna minaccia in Italia alla libertà di
informazione, è stata bocciata con 297 voti favorevoli, 322 contrari e 25 astenuti.
In totale, le risoluzioni messe al voto dopo l’intensificarsi degli attacchi agli organi di informazione da parte
del premier Silvio Berlusconi erano otto, alcune di queste presentate dai singoli gruppi parlamentari.
Dibattito acceso Nella risoluzione del centrosinistra si puntava il dito contro
i conflitti di interesse in Europa ed in particolare contro "la
situazione italiana", vengivano "deplorate le pressioni" contro
giornali italiani ed europei da parte delle autorità di governo
italiane e si chiedeva alla Commissione Ue una direttiva sul
pluralismo.
Il centrodestra ha ricordato invece le parole del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano e il suo invito a non usare Strasburgo
come "istanza di appello" delle decisioni nazionali, concludendo che "la libertà di stampa è un valore fermamente
stabilito" in Italia.
Mauro: "La sinistra vuole colpire l'Italia" "Se c’erano dubbi sul fatto che
il fare politica della sinistra italiana a Strasburgo ha come
unico obiettivo danneggiare gli interessi del paese questi sono
stati fugati dal voto di oggi che ha preteso confermare nel
titolo della risoluzione che verrà votata mercoledì sulla
libertà d’informazione, la pretesa unicità del caso Italia".
Lo afferma Mario Mauro, capodelegazione del Pdl
all’europarlamento, secondo il quale il voto di oggi rappresenta "una strumentalizzazione bella e buona considerato che molti
parlamentari anche socialisti di diversi paesi europei si erano
pronunciati durante il dibattito perchè quest’ultimo avesse un
tenore europeo e non lo scopo di colpire un paese in
particolare". "Sta di fatto che sia il Pd che l’Italia dei Valori hanno
optato per mantenere il titolo "Libertà d’informazione in
Italia" con il solo evidente scopo di gettare cattiva luce su un
Paese, il nostro, che probabilmente preferiscono vedere
dilaniato dalle polemiche piuttosto che sostenere nelle sue
necessità", conclude Mauro.
Capezzone: vergogna per Pd e Idv "E' una vergogna che, ancora una volta, in sede di parlamento europeo, Pd e Idv abbiano cercato di sputtanare - questo è il termine che più rende l'idea - l'immagine del nostro Paese. Non ci sono riusciti, e sono stati battuti nel voto. Ma chi risarcirà l'Italia e gli italiani per questo ennesimo danno che la cattiva politica ha cercato di procurare?", attacca Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, commentando il voto contrario dell'europarlamento alla condanna dell'Italia sul tema dell'informazione.
Bonaiuti: figuraccia sinistra... "La sinistra è scesa in piazza a Roma, è andata a Bruxelles gridando l’allarme per la nostra libertà di stampa, ha cercato in tutti i modi di far fare brutta figura all’Italia e sono tornati indietro facendo la solita figuraccia, loro!".
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