mercoledì 29 luglio 2009, 07:00
Inglesi, vi stanno disinformando
È fuori discussione che l'Inghilterra sia stata la culla della democrazia moderna e chi scrive ha avuto il privilegio di conoscerla agli inizi dei lontani anni cinquanta del secolo scorso, quando a Londra era quasi impossibile trovare un ristorante in cui si potessero mangiare gli spaghetti, per non parlare del «caffè ristretto». Arrivato in Inghilterra venni accolto con una tale carica di simpatia da dimenticare le difficoltà di una lingua che conoscevo da autodidatta. Il capo del gruppo di ricerca nel quale ebbi il privilegio di entrare era una figura mitica della Fisica: il Professore Patrick M.S. Blackett, Grande Ammiraglio della Marina Britannica, Premio Nobel e Lord. Aveva scoperto negli anni trenta, con il nostro Beppo Occhialini (uno dei padri fondatori della fisica italiana del dopoguerra), la produzione nei raggi cosmici di antielettroni ed elettroni prevista dall'equazione di Dirac. Scoperta destinata ad aprire le frontiere della realtà detta virtuale in quanto nessuno strumento riuscirà mai a osservarla, ma che produce effetti misurabili con rigore galileiano. Blackett era amico di Bertrand Russell al quale volle presentarmi per discutere di Galileo Galilei. Nelle sue parole di presentazione c'era tutta la simpatia e la stima per l'Italia. Grazie a Blackett entrai nel cuore della Fisica moderna. La scoperta dell'antimateria nucleare, mi portò a conoscere un altra figura mitica, l'autore della famosa equazione prima citata, Paul Dirac, che ci aprì gli occhi sulla esistenza di antiparticelle, antimateria, antistelle e antigalassie. Insomma oltre al mondo deve esistere un antimondo. Quando Dirac mi invitò a casa sua per festeggiare la scoperta dell'antimateria nucleare, la Signora Dirac (ungherese), sapendo che ero siciliano, preparò come dolce l'equivalente ungherese della «cassata siciliana».
Può una Nazione che vanta un altissimo numero di scienziati, tutti amanti dell'Italia, avere della nostra Patria un'idea tanto negativa come sembra emergere da una parte della stampa inglese? Si potrebbe pensare a un affettuoso interesse per evitare che in Italia si instauri una dittatura. Il governo è però retto da una persona democraticamente eletta. La popolarità di Silvio Berlusconi è sotto gli occhi di tutti. Il motivo è nei risultati che il governo da lui guidato riesce ad ottenere, nonostante le enormi difficoltà in cui è costretto a operare. Difficoltà legate al fatto che i cinquant'anni di guerra fredda - con la celata alleanza tra governo (Dc e alleati) e opposizione (Pci) - hanno prodotto in Italia un sistema in cui chi vince le elezioni ha enormi difficoltà a governare.
Quando si scriverà la Storia di questo angolo d'Europa verrà fuori che senza l'ingresso in politica di Berlusconi ben cinque anni dopo il crollo del Muro di Berlino si sarebbe realizzato un fatto senza precedenti. A reggere le sorti del nostro Paese sarebbero state chiamate quelle stesse forze condannate e perdenti nella storia del mondo i cui ideali hanno portato al Muro di Berlino, che ha due componenti, una politica e una culturale. Quella politica ha dovuto scontrarsi con Berlusconi, quella culturale con nessuno in quanto durante il mezzo secolo di Guerra Fredda il potere culturale in Italia è stato totalmente dominato dalla sinistra. Ecco come mai se sei di sinistra non hai bisogno né di invenzioni né di scoperte per essere classificato tra gli scienziati: la componente culturale del Muro di Berlino è rimasta intatta. Gli attacchi a Berlusconi trovano infatti ancora oggi subito appoggio e condivisione in quella cultura dominante aggrappata al Muro di Berlino.