Ingroia si confessa dai comunisti: "Sono un magistrato partigiano"

Al VI congresso del Pdci, il sostituto procuratore di Palermo fa un comizio e dice: "Non mi sento del tutto imparziale, anzi, mi sento partigiano. Partigiano non solo perché sono socio onorario dell’Anpi, ma soprattutto perché sono un partigiano della Costituzione". Il Pdl insorge: uno scandalo

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Lo abbiamo visto partecipare ai convegni di partito, stringere la mano al presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenire alla manifestazione dell'Idv di Di Pietro e Travaglio contro il bunga bunga per sbeffeggiare Berlusconi, sedersi sullo scranno di Annozero insieme con Ciancimino, parlare dal palco delle festa bolognese della Fiom. E il dubbio che il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia fosse, diciamo così, "di parte" era balenato nella mente. Ma poi questo dubbio si scontrava con le rassicurazioni e le dichiarazioni dello stesso pm che ha più volte sottolineato come “agli occhi del cittadino il magistrato non soltanto deve essere imparziale ma deve anche apparirlo”.

Ma quando poi sempre lo stesso pm ammette la sua vera inclinazione politica, ecco che ogni dubbio viene spazzato. Il palco dal quale arriva la confessione è quello di Rimini, precisamente quello del VI Congresso nazionale del comunisti italiani.

Ingroia fa il suo comizio. Dichiara che "siamo in una fase critica. Le parti migliori della società devono impegnarsi dentro e fuori le istituzioni per realizzare un’Italia migliore. La magistratura deve essere autonoma e indipendente. La politica deve essere ambiziosa: deve fare la sua parte. C’è tanta stanchezza fra gli italiani. La politica con la ’p’ minuscola chiede alla magistratura di fare un passo indietro. C’è bisogno invece di una politica con la ’p’ maiuscola. Senza verità non c’è democrazia. Fino a quando avremo verità negate avremo una democrazia incompiuta. Legalità senza sconti per nessuno, in armonia con i principi costituzionali. Abbiamo bisogno di eguaglianza. Un’Italia di eguali contro un’Italia di diseguali". 

E poi ancora parole in difesa della Costituzione: "La Costituzione è sotto assedio. Che fare? Resistere non basta. I magistrati non possono essere trasformati in esecutori materiali di leggi ingiuste".  Infine viene fuori il vero Ingroia: "Un magistrato deve essere imparziale quando esercita le sue funzioni -e non sempre certa magistratura che frequenta troppo certi salotti e certe stanze del potere lo è- ma io confesso non mi sento del tutto imparziale, anzi, mi sento partigiano. Partigiano non solo perché sono socio onorario dell’Anpi, ma sopratutto perché sono un partigiano della Costituzione. E fra chi difende la Costituzione e chi quotidianamente cerca di violarla, violentarla, stravolgere, so da che parte stare".

Insomma, parole destinate a far scalpore, ma pronunciate comunque, nonostante il pm fosse consapevole di ciò che avrebbero provocato. "Ho accettato l’invito di Oliviero Diliberto pur prevedendo le polemiche che potrebbero investirmi per il solo fatto di essere qui - ha infatti esordito il magistrato di Palermo dal palco dell’assise del Pdci - ma io ho giurato sulla Costituzione democratica, la difendo e sempre la difenderò anche a costo di essere investito dalle polemiche".

La previsione sulle critiche è stata azzeccata. Infatti, dal Pdl sono giunte affermazioni di biasimo nei confronti del reo confesso. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchito, ha ringraziato ironicamento il "dottor Ingroia per la sua chiarezza. Sappiamo che le vicende più delicate riguardanti i rapporti tra mafia e politica stanno a Palermo nelle mani di pm contrassegnati dalla massima imparzialità".

Più dure le parole del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. "Sono gravi e inquietanti le parole di Ingroia che confermano l’animo militante di alcuni settori della magistratura. Da persone così invece che comizi politici ci saremmo attesi le scuse per aver fatto di Ciancimino jr una icona antimafia quando invece organizzava traffici illeciti e nascondeva tritolo in casa. Ingroia conferma i nostri dubbi.E sul caso Ciancimino dovrebbe spiegare molte cose. Porteremo questo scandalo e il suo comizio odierno all’attenzione del Parlamento dove sarà anche il caso di discutere dlla nostra mozione sul 41 bis che fu cancellato per centinaia di boss al tempo di Ciampi e Scalfaro e che anche ora il partito di Vendola vorrebbe abolire".

"Non era mai accaduto che un magistrato in servizio, già esposto mediaticamente su più di un fronte, prendesse la parola a un congresso di partito per attaccare maggioranza parlamentare e governo. Oggi il dottor Ingroia lo ha fatto con il suo intevento al congresso dell’ultimo partito comunista rimasto,congresso che naturalmente lo ha applaudito in sfregio a qualsiasi principio di separazione dei poteri", sottolinea Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl. Insomma, Ingroia se lo aspettava: le sue parole avrebbe suscitato un vespaio. E così è stato.

Il pm Antonio Ingroia
Il pm Antonio Ingroia
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COMMENTI

178 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#178 Olga.Antonelli (582) - lettore
il 31.10.11 alle ore 17:36 scrive:
Certo che la GIUSTIZIA ITALIANA, quella maiuscola, è proprio messa male. Tremano i polsi a sentire certe ... tardive confessioni che ci proiettano il mondo dei togati come un luogo di rivoluzionari stile....puerto escondido.... Poveri noi!!!
#177 precisino54 (392) - lettore
il 31.10.11 alle ore 16:45 scrive:
È strano: l’articolo di Sallusti segue quello di ieri di Ferrara sulla sts esternazione. Ho fatto una statistica sui commenti di quest’altro articolo e riscontravo un netto propendere x la censura nei confronti di qst arrogante e spocchioso alieno. Come mai dp un giorno i commenti denotano un recupero di qll sinistrorsi? Hanno ricevuto la vulgata del partito e finalmente parlano, ieri erano rimasti senza parole? X mia colpa né ieri né stamane ho ancora sentito i commenti di politici di sx, non so neanke se qualcuno ha provato a giustificare le parole piene di “misura” di qst descamisado. Anche qst volta il solito ritornello di B. che attacca e quindi … Vedremo chi farà il prossimo passo? Sarà il PdR, l’Anm, o i soliti del Pd che approfitteranno x oscurare lo scontro Renzi e Bersani? Ingroia. non è solo un offesa ai partigiani, morti per la libertà, ma nke x la parte sana della M. ed in particolare x gli inarrivabili Falcone e Borsellino!
#176 precisino54 (392) - lettore
il 31.10.11 alle ore 13:46 scrive:
Stamane alle 8: 150 commenti; 127 contro, 14 pro, 9??. Come dobbiamo valutare? Come una censura, un plauso, o un invito agli organi competenti, a ciò preposti, ad intervenire di conseguenza e di certo non per un semplice scappellotto? In democrazia ognuno ha diritto di esprimere la sua opinione, cercare di imporla alla maggioranza si dice dittatura! Sono integralista della C. e spesso ne cito gli articoli: Ingroia non è un partigiano della Cm non ne avrebbe stravolto la ratio, è solo fazioso e di parte! I gulag erano pieni di “sovversivi” vittime dei procuratori di stato che approfittavano della loro funzione per eliminare il dissenso. È questo che intende il nostro eroe per partigianeria? Come farà a dichiararsi imparziale e sereno, ed il giudice rigettare una eventuale ricusazione? Vuoi vedere che Csm, Anm e simili riusciranno a scindere anche in questo caso il ruolo dalla funzione e dal privato?
#175 alberto m. (61) - lettore
il 31.10.11 alle ore 11:07 scrive:
Chissà cosa diranno adesso “lor signori "della nostra sinistra politica & mediatica , quelli che fanno le risatine, quando il Cav. parla di magistratura politicizzata. Purtroppo, già leggendo qui alcuni commenti, temo che , come successe con il triplo resistere del "cavallerizzo" Borrelli , l’episodio non modificherà il pensiero “progressista” solo accecato dall’odio per Berlusconi .D’altronde, ricordiamoci che, in questo paese, una signora “taglia 50”, di nome Vanna Marchi, è riuscita ad arricchirsi vendendo “creme e pozioni” dimagranti!
#174 corto lirazza (633) - lettore
il 31.10.11 alle ore 8:49 scrive:
diventare magistrato in italia, è persino meglio che diventare parlamentare, lo stipendio è lo stesso, in più non hanno neppure paura delle elezioni. Sono come monarchi!!
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Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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