martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 09:13
 INTERNI
lunedì 03 agosto 2009, 07:00

Internet La dittatura dei dilettanti allo sbaraglio

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
Mi dispiace ma più passa il tempo e meno trovo ci sia poi da entusiasmarsi per internet, e i suoi tifosi. Costoro in effetti paiono possedere solo un talento per il chiacchiericcio, ovvero per lo sfogo di chi apre la bocca per dargli fiato. Dunque un tipo umano che senza internet farebbe meno danni. Invece ora si riunisce ad altre miriadi di dilettanti, e coopera a impoverire la cultura, come mai sarebbe loro riuscito prima. Il digitare dei polpastrelli eccita il dialogo compulsivo su notizie scopiazzate. E genera la presunzione di massa che l’informazione si possa ridurre a una conversazione. Tant’è che in tutti i siti la parola si impoverisce a battuta sempre più priva di sintassi, senza grazia di suoni e grammatica; nemmeno nell’insulto. E allora per quanto mestieri come il giornalista o l’insegnante possano dirsi in difficoltà, viene comunque da rimpiangerli. Meglio di questo decadere in una presunzione di massa che decima le industrie dei giornali o dei libri. E corrode i mestieri particolari della conoscenza o dell’arte. Insomma direi che il sapere lasciato a costoro regredirebbe presto al frenetico tramare di un mondo di scimmie armate di videotelefonini. Ecco perché alle già non poche sciagure di questi anni aggiungerei pure internet.
Del resto la sciagura iniziano a vederla persino gli insider della Silicon Valley, che scrivono Dilettanti.com di Andrew Keen, tradotto mesi orsono. Conferma che il Web sta insanamente cancellando ogni distinzione tra l’esperto e il dilettante, tra il pubblico e l’autore che si applaude da solo. E in tal maniera finisce di uccidere la nostra cultura. Deduzione per la quale occorre peraltro ormai pure un certo coraggio. Il conformismo con la globalizzazione è peggiorato: ci si limita al biasimo di internet, ma subito corretto dalle lodi. Si compiace la massa degli incolti con distinguo innocui, si biasimano i vizi erotici e il crimine; ma si loda la rivoluzione. E invece internet non è neutrale. Deve anzi dirsi uno dei motori più perniciosi della standardizzazione globalizzante. Come le migrazioni, pure internet è il più delle volte una sciagura. Prima quelle miriadi di anime di tutto scontente, contente di lasciar pilotare i loro pensieri dagli stati d’animo, non erano infatti così perniciose. Ora sono invece evolute a militanti in stato permanente di una pochezza che confonde ancor più la conoscenza.
Ogni mania di questa rete si riassume in un intento: surrogare la verità con una banalità reiterata che si massifica sui video, messa ai voti dagli accessi. Un pessimo esito, che diseduca i giovani. Gli insegna a confondere con la chiacchiera di massa la cultura, quando essa consiste invece in individuale elevarsi, in un tendere faticoso e morale dell’io alla verità, la quale non può dirsi argomento statistico. Come dovrebbe aver insegnato anche il fatto che quando la verità si è messa ai voti è stato crocifisso Gesù Cristo. Inoltre il disastro in Italia si profila anche peggiore, tenuta in conto la crisi più potente che altrove delle nostre istituzioni culturali; e la vanità degli italiani. A milioni hanno libri nel cassetto, e ambizioni canore o estetiche. Ma non soltanto leggono da sempre meno libri, dei tedeschi per esempio. Parlano pure un italiano sempre più povero, che li fa quindi pessimi lettori dei giornali, i quali poi volentieri li rincorrono, come le tv, al ribasso. Comunque sia, ecco come potrebbe forse descriversi il disastro presente di internet: un dilettantesco effetto corrosivo sulle, già provate, forze dell’io.
83 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#83 nicole74 (12) - lettore
il 04.08.09 alle ore 15:55 scrive:
ma l'autore che si applaude da solo, molto spesso, è il primo a denigrare ciò che non è internet. Ed è questo che deve fare riflettere. Anche su cosa comporti un certo tipo di libertà di fruizione. Sacrosanta, ma non dimenticando, per esempio, che un film "scaricato" non è quello che si vedrebbe al cinema, per qualità di immagine, suono, per il fatto che soprattutto nei film d'autore la selezione dell'inquadratura ha un'importanza, nell'insieme, che tagli di schermo sacrificano. Il problema è che quando si parla obiettivamente di cosa internet non è si viene tacciati di fare la caccia alle streghe. Mentre semplicemente si dice cosa non è. Internet è e non è. E, come per tutte le cose, un po' di obiettività non guasta.
#82 nicole74 (12) - lettore
il 04.08.09 alle ore 15:42 scrive:
Internet è utilissimo per molti versi, e lo è anche per le informazioni, certamente, se si ha una base critica per poter selezionarle e confrontarle. La necessità di imparare sia ad usare internet che a sapere "gestirlo", da utenti, è reale. Per gestirlo intendo una conoscenza del mezzo, dei suoi pregi e dei suoi difetti, che non è automatica. Internet non è solo ciò su cui l'articolo è centrato, (ma di un certo aspetto si parla) ma certamente è anche questo: "il Web sta insanamente cancellando ogni distinzione tra l’esperto e il dilettante, tra il pubblico e l’autore che si applaude da solo". Negarlo è assurdo, nel momento in cui lo stesso mezzo si trova spessissimo a dover "difendersi" da se stesso, nel momento in cui si cerca di fermare, appunto, catene di sant'antonio di informazioni buttate lì che sembrano vere solo perché sono scritte. Vero è certamente che l'autore che si applaude da solo spesso non fa male a nessuno, ma se l'autore che si applaude da solo accettasse in
#81 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 04.08.09 alle ore 12:52 scrive:
*#77 Hilbert_Space*-Mi devo ripetere:Internet,ed anche la liberta'che significa,e' un meraviglioso strumento. Se realizzo o possiedo un grosso, pesante posacenere, posso usarlo per raccogliere la cenere e spegnervi le sigarette,o come arma impropria.Non e' il posacenere"colpevole",lo sono io.Un'arma puo' servire per offendere o per difendersi.Un coltello a tagliare cose od ad accoltellare il prossimo. Una bottiglia a contenere liquidi od a diventare una motolov o,se spaccata, a ferire. Non e' sbagliato il mezzo,semmai il fine per il quale lo si usa.Questo intendevo dire sostenendo che "prendersela" con il mezzo-Internet e' errato ed anche un po' stupido.
#80 telemaco1947 (556) - lettore
il 04.08.09 alle ore 0:25 scrive:
E' evidente che la quantità non fa la qualità, ma è anche vero che tanti sedicenti professionisti passano per tali perchè assunti dall'amico di papà o perchè raccomandati dalla mamma. Il fatto è che manca un reale senso critico che premii il merito. Gli editori, letterari o artistici che siano, spesso non non sono in grado di apprezzare dei veri talenti. Il vero problema non sono i dilettanti allo sbaraglio, ma i professionisti incapaci. E non è nemmeno internet il problema, che rimane un mezzo valido per aumentare contatti e conoscenza, ma semmai il suo inevitabile cattivo uso che comunque diventa un male necessario.
#79 Fabio_63 (508) - lettore
il 04.08.09 alle ore 0:14 scrive:
C'è poco da fare: nel mondo delle idee esistono le gerarchie ed i titoli nobiliari che sono più veri e ben attribuiti che nell'ambito delle gerarchie umane. In ambito culturale i ragli d'asino non salgono al cielo, mentre tra gli uomini un comunista può diventare capo del governo, ma sarà comunque perdente perchè le sue idee sono perdenti nel mondo più vero, quello della cultura.
83 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi