Internet La dittatura dei dilettanti allo sbaraglio

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Mi dispiace ma più passa il tempo e meno trovo ci sia poi da entusiasmarsi per internet, e i suoi tifosi. Costoro in effetti paiono possedere solo un talento per il chiacchiericcio, ovvero per lo sfogo di chi apre la bocca per dargli fiato. Dunque un tipo umano che senza internet farebbe meno danni. Invece ora si riunisce ad altre miriadi di dilettanti, e coopera a impoverire la cultura, come mai sarebbe loro riuscito prima. Il digitare dei polpastrelli eccita il dialogo compulsivo su notizie scopiazzate. E genera la presunzione di massa che l'informazione si possa ridurre a una conversazione. Tant'è che in tutti i siti la parola si impoverisce a battuta sempre più priva di sintassi, senza grazia di suoni e grammatica; nemmeno nell'insulto. E allora per quanto mestieri come il giornalista o l'insegnante possano dirsi in difficoltà, viene comunque da rimpiangerli. Meglio di questo decadere in una presunzione di massa che decima le industrie dei giornali o dei libri. E corrode i mestieri particolari della conoscenza o dell'arte. Insomma direi che il sapere lasciato a costoro regredirebbe presto al frenetico tramare di un mondo di scimmie armate di videotelefonini. Ecco perch´ alle già non poche sciagure di questi anni aggiungerei pure internet.
Del resto la sciagura iniziano a vederla persino gli insider della Silicon Valley, che scrivono Dilettanti.com di Andrew Keen, tradotto mesi orsono. Conferma che il Web sta insanamente cancellando ogni distinzione tra l'esperto e il dilettante, tra il pubblico e l'autore che si applaude da solo. E in tal maniera finisce di uccidere la nostra cultura. Deduzione per la quale occorre peraltro ormai pure un certo coraggio. Il conformismo con la globalizzazione è peggiorato: ci si limita al biasimo di internet, ma subito corretto dalle lodi. Si compiace la massa degli incolti con distinguo innocui, si biasimano i vizi erotici e il crimine; ma si loda la rivoluzione. E invece internet non è neutrale. Deve anzi dirsi uno dei motori più perniciosi della standardizzazione globalizzante. Come le migrazioni, pure internet è il più delle volte una sciagura. Prima quelle miriadi di anime di tutto scontente, contente di lasciar pilotare i loro pensieri dagli stati d'animo, non erano infatti così perniciose. Ora sono invece evolute a militanti in stato permanente di una pochezza che confonde ancor più la conoscenza.
Ogni mania di questa rete si riassume in un intento: surrogare la verità con una banalità reiterata che si massifica sui video, messa ai voti dagli accessi. Un pessimo esito, che diseduca i giovani. Gli insegna a confondere con la chiacchiera di massa la cultura, quando essa consiste invece in individuale elevarsi, in un tendere faticoso e morale dell'io alla verità, la quale non può dirsi argomento statistico. Come dovrebbe aver insegnato anche il fatto che quando la verità si è messa ai voti è stato crocifisso Gesù Cristo. Inoltre il disastro in Italia si profila anche peggiore, tenuta in conto la crisi più potente che altrove delle nostre istituzioni culturali; e la vanità degli italiani. A milioni hanno libri nel cassetto, e ambizioni canore o estetiche. Ma non soltanto leggono da sempre meno libri, dei tedeschi per esempio. Parlano pure un italiano sempre più povero, che li fa quindi pessimi lettori dei giornali, i quali poi volentieri li rincorrono, come le tv, al ribasso. Comunque sia, ecco come potrebbe forse descriversi il disastro presente di internet: un dilettantesco effetto corrosivo sulle, già provate, forze dell'io.

COMMENTI

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#78 Kovalsky (106) - lettore
il 03.08.09 alle ore 23:12 scrive:
Il buon Geminelli scrive una montagna di castronerie probabilmente perche' non ha la minima idea di che cosa sia internet infatti lo confonde pure con il protocollo www. (Invero per quasi tutti sono la stessa cosa). Ce ne vuole del coraggio per distorcere internet come fa lui, che e' liberissimo di vivere nella sua ignornaza www, ma potrebbe evitare di insultare i web surfers. Chi non legge libri (anche la scuola disincentiva) ovviamente non puo' farlo via internet, ma il materiale che si puo' qui incontrare e' di altissimo valore informativo e formativo. Senza contare che si e' incentivati ad apprendere altre lingue per poter surfare. (L'italiano e' minoritario). I cretini restano tali con o senza internet, ma quest'ultimo offre possibilita' straordinarie a chi sa sfruttarlo. La vera rivoluzione infatti non e' stato il personal ma il www, a cominciare da netscape, altrimenti non si sarebbero neppure venduti tanti computers. Conclusione Geminelli scrive asinerie d'agosto.
#77 Hilbert_Space (455) - lettore
il 03.08.09 alle ore 22:13 scrive:
Non sono d'accordo con #72 Sylvia Mayer quando dice che un mezzo "non e' imputabile di nulla". Ogni "medium" si interpone tra noi e la realtà fisica, dunque modifica la nostra percezione della realtà, modifica le nostre idee sulla realtà. Da sempre. Dai primi strumenti in pietra per cacciare, all'addomesticazione del fuoco, all'agricoltura, alla ruota, la scoperta del concetto di numero, ......., internet. La rete modifica la nostra percezione della realtà in un modo del tutto caratteristico e nuovo, e questa percezione "falsificata", questa "ideologia" è causata da internet. Quella descritta da Alvi è una parte di Internet, che io evito come la peste perché è esattamente come la descrive lui. Tuttavia per il miei studi internet è molto importante. Se si sa cosa e come cercare è come avere a portata di click tutte le biblioteche del mondo.
#76 Antonio47 (206) - lettore
il 03.08.09 alle ore 22:05 scrive:
#71 il poter non è per nulla infastidito dal fatto che chiunque possa scrivere le proprie opinioni. Le opinioni che contano sono quelle che derivano dalla conoscenza. E' un pò come il 18 politico di sessantottina memoria. Tutti promossi: dottò metta la sua firma - una croce - sulla laurea. Un mio professore di liceo - prete scienziato - sosteneva che la laurea serviva solo a imparare a studiare. A parte i geni, immaginate che formazione, cultura o conoscenza può dare, l'accesso a miriadi di volumi di sapere senza un maestro? Nel '68 i padroni mandavano i loro pupilli a studiare in Svizzera ed in Inghilterra. Qualcuno spende 300.000 dollari in certe università solo per per una specializzazione. Altro che internet: strumento utile, per carità, ma solo per gente formata ed in grado di utilizzare questo strumento. Se poi ci vogliamo fermare alla novella piazza di paese in cui si chiacchiera di tutti e su tutto, beh allora è un'altra storia: un grande fratello altro che paura dei potenti.
#75 lamazza (18) - lettore
il 03.08.09 alle ore 21:25 scrive:
Questo è un articolo che prelude alla prossima censura. Ma se è vero che l'italiano scritto o parlato su internet è povero di che vi preoccupate ? Le notizie che ci sono in internet sono esattamento superficiali e di parte come le vs. reti televisive compresa RAI E Ra1 2 e le vs. trasmissioni. Ora volete chiudere pure internet? Partito della Libertà? della vs ? PFUIIIII.
#74 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 03.08.09 alle ore 20:58 scrive:
*#64 Andrea Cevasco* - Scrive:"la crescita dell'uomo è determinata anche dalla condivisione del sapere.".Vero.Ma quella di cui parla Alvi e' la condivisione dell'ignoranza. E non si tratta solo,come leggo qui in alcuni post,di ignoranza della grammatica italiana.Si tratta di migliaia e migliaia di siti che propinano colossali sciocchezze e falsi che, ad una ricerca da parte di chi non e' in grado di discernere non avendo od avendo una scarsa cultura di base, appaiono credibili.Che sono strutturati in modo da sembrarlo.I motori di ricerca,ovviamente,indicano tutto quello che sulla Rete c'e',senza distinzioni (impossibili) fra la spazzatura e la produzione di qualita'.Se fai una ricerca sull'arte e non ne hai gia'un'idea di base, potrai incappare in un sito che ti presenta croste come arte,te le decanta ed attribuisce loro tutti i riconoscimenti di entita' oscure o inesistenti ma altisonanti, alle quali darai credito. E che magari comprerai a caro prezzo.
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Alessandro Sallusti
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