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lunedì 03 agosto 2009, 07:00

Internet La dittatura dei dilettanti allo sbaraglio

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Mi dispiace ma più passa il tempo e meno trovo ci sia poi da entusiasmarsi per internet, e i suoi tifosi. Costoro in effetti paiono possedere solo un talento per il chiacchiericcio, ovvero per lo sfogo di chi apre la bocca per dargli fiato. Dunque un tipo umano che senza internet farebbe meno danni. Invece ora si riunisce ad altre miriadi di dilettanti, e coopera a impoverire la cultura, come mai sarebbe loro riuscito prima. Il digitare dei polpastrelli eccita il dialogo compulsivo su notizie scopiazzate. E genera la presunzione di massa che l’informazione si possa ridurre a una conversazione. Tant’è che in tutti i siti la parola si impoverisce a battuta sempre più priva di sintassi, senza grazia di suoni e grammatica; nemmeno nell’insulto. E allora per quanto mestieri come il giornalista o l’insegnante possano dirsi in difficoltà, viene comunque da rimpiangerli. Meglio di questo decadere in una presunzione di massa che decima le industrie dei giornali o dei libri. E corrode i mestieri particolari della conoscenza o dell’arte. Insomma direi che il sapere lasciato a costoro regredirebbe presto al frenetico tramare di un mondo di scimmie armate di videotelefonini. Ecco perché alle già non poche sciagure di questi anni aggiungerei pure internet.
Del resto la sciagura iniziano a vederla persino gli insider della Silicon Valley, che scrivono Dilettanti.com di Andrew Keen, tradotto mesi orsono. Conferma che il Web sta insanamente cancellando ogni distinzione tra l’esperto e il dilettante, tra il pubblico e l’autore che si applaude da solo. E in tal maniera finisce di uccidere la nostra cultura. Deduzione per la quale occorre peraltro ormai pure un certo coraggio. Il conformismo con la globalizzazione è peggiorato: ci si limita al biasimo di internet, ma subito corretto dalle lodi. Si compiace la massa degli incolti con distinguo innocui, si biasimano i vizi erotici e il crimine; ma si loda la rivoluzione. E invece internet non è neutrale. Deve anzi dirsi uno dei motori più perniciosi della standardizzazione globalizzante. Come le migrazioni, pure internet è il più delle volte una sciagura. Prima quelle miriadi di anime di tutto scontente, contente di lasciar pilotare i loro pensieri dagli stati d’animo, non erano infatti così perniciose. Ora sono invece evolute a militanti in stato permanente di una pochezza che confonde ancor più la conoscenza.
Ogni mania di questa rete si riassume in un intento: surrogare la verità con una banalità reiterata che si massifica sui video, messa ai voti dagli accessi. Un pessimo esito, che diseduca i giovani. Gli insegna a confondere con la chiacchiera di massa la cultura, quando essa consiste invece in individuale elevarsi, in un tendere faticoso e morale dell’io alla verità, la quale non può dirsi argomento statistico. Come dovrebbe aver insegnato anche il fatto che quando la verità si è messa ai voti è stato crocifisso Gesù Cristo. Inoltre il disastro in Italia si profila anche peggiore, tenuta in conto la crisi più potente che altrove delle nostre istituzioni culturali; e la vanità degli italiani. A milioni hanno libri nel cassetto, e ambizioni canore o estetiche. Ma non soltanto leggono da sempre meno libri, dei tedeschi per esempio. Parlano pure un italiano sempre più povero, che li fa quindi pessimi lettori dei giornali, i quali poi volentieri li rincorrono, come le tv, al ribasso. Comunque sia, ecco come potrebbe forse descriversi il disastro presente di internet: un dilettantesco effetto corrosivo sulle, già provate, forze dell’io.
83 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8   9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#43 scettico (103) - lettore
il 03.08.09 alle ore 14:31 scrive:
caro geminello alvi, pesa il senso di inutilità, vero?
#42 teramano (478) - lettore
il 03.08.09 alle ore 14:25 scrive:
Stavo seguendo il TG regionale dell'Abruzzo quando ho sentito una notizia che potrebbe essere in tema con l'articolo, l'uso dei mezzi di comunicazione. La notizia:" Il fermo biologico nei mari dell'Abruzzo sarà prorogto di dieci giorni, anche a causa dei numerosi sfollati aquilani presenti negli alberghi della costa". Ogni commento è superfluo.
#41 pakiderma (757) - lettore
il 03.08.09 alle ore 14:25 scrive:
-Come sempre si guarda all'effetto e non si analizzano le cause, internet è una grandissima opportunità per chi ha una preparazione culturale adeguata ad utilizzarla, dovrebbero iniziare dalle scuole elementari a far prendere confidenza con il mezzo e a tutte le finestre nel mondo della cultura e della conoscenza che può offrire, il fatto, come mi sembra di aver capito che, Geminello Alvi, critichi anche noi ed il nostro pressapochismo nel commentare, ci deve indurre ad un'autocritica costruttiva - rosi -
#40 aldo1947 (37) - lettore
il 03.08.09 alle ore 14:01 scrive:
quanto inchiostro sprecato !!!
#39 agostino.vaccara (825) - lettore
il 03.08.09 alle ore 13:51 scrive:
"parlano pure un italiano sempre più povero,che li fa quindi pessimi lettori dei giornali". Questo sarebbe vero se i giornalisti sapessero scrivere in un buon Italiano, cosa che non sempre si verifica. Che in internet ci sia una enorme mancanza di cultura, quella vera, non c'è nessun dubbio.Che pochi Italiani sappiano oggi parlare un buon Italiano, anche questo è assodato. Io ho più di 60 anni, ed ai miei tempi a scuola si studiava Italiano, storia, filosofia e tante altre cose. Ma quando leggo: un dilettantesco effetto corrosivo sulle, già provate, forze dell'io, mi viene spontaneo chiedermi: che significa? Francamente non riesco a capirlo. Forse lo potrebbe uno Psichiatra, chi lo sa. Comunque che internet in molti casi sia deleteria, è un fatto certo.
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