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mercoledì 16 dicembre 2009, 14:17

Internet, Maroni: "No a reati speciali per il web"

Stretta del governo. Ma tramonta l'ipotesi decreto. Maroni: "Consentire alla magistratura di rimuovere dal web le pagine in cui ravvisi un reato ad esempio di apologia o di istigazione". Bernabè: "Costringere il web dentro vincoli giuridici è una contraddizione"

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Milano - Nessun reato speciale, né interventi censori da parte del Governo sul web: quello che il ministro dell’Interno Roberto Maroni intende portare all’esame del Cdm di domani è un provvedimento che "consenta alla magistratura di rimuovere dal web le pagine in cui la magistratura stessa, e non il Governo, ravvisi un reato ad esempio di apologia o di istigazione". È lo stesso titolare del Viminale a spiegare ai giornalisti in Transatlantico la sua proposta, che Maroni oggi pomeriggio illustrerà anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

No ai reati speciali Maroni respinge le polemiche di questi giorni: "Ho letto cose stravaganti sui giornali". E assicura che il governo non pensa a "nessuna legge speciale per il web, nè a reati specifici, nè a un intervento censorio da parte del Governo, come pure aveva proposto il capogruppo dell’Udc in Senato che affidava questa valutazione al ministero dell’Interno". Il titolare del Viminale spiega che "lavoriamo per dare alla magistratura gli strumenti per rimuovere dal web le pagine su cui sia stato commesso un reato". Ma appunto "è la magistratura ad accertare se sia stato commesso un reato, e non il governo. E si tratta di reati ordinari, già previsti dall’ordinamento. Il problema è che se il reato viene commesso sul web rimane permanente, non come quando viene commesso in una trasmissione tv o su un giornale. Ora la magistratura può trovare il colpevole, ma non ha strumenti per far cessare il delitto". E per il ministro "è tecnicamente possibile rimuovere la parte specifica con il reato, senza chiudere i siti". Sempre in questa direzione, Maroni proporrà un «gruppo permanente di lavoro tra il governo e gli operatori della rete per arrivare a prevenire questi comportamenti". L’obiettivo "è un codice etico di autoregolamentazione: ho già registrato interesse da parte di interlocutori importanti". Infine, il giro di vite sulle manifestazioni politiche. Maroni ha ricordato la proposta del ministro La Russa di estendere a tutte le manifestazioni le regole previste per le elezioni politiche: "Su questo ho trovato indicazioni pro e contro, trasversali nello schieramento politico. Ho anche altre ipotesi, ma non ve le anticipo".

I vincoli giuridici Mentre si parla di una possibile stretta ai siti internet, che potrebbe passare attraverso un decreto, dopo l’aggressione al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, Franco Bernabè, ad di Telecom Italia, dice no a vincoli di tipo giuridico alla rete, che sarebbero "una contraddizione in termini". "Internet è il regno della libertà e non della costrizione - ha detto Bernabè - costringere internet dentro un vincolo di tipo giuridico è una contraddizione in termini, significa non sapere che cosa è internet e quale è la sua evoluzione. Penso che sia una notizia - ha concluso - destinata a fare strada per pochissimo tempo". Dello stesso avviso anche Tito Boeri, docente dell’università Bocconi, che definisce, nel corso del medesimo convegno, l’ipotesi di una stretta su alcuni siti internet una "operazione gravissima, che darebbe un segnale gravissimo anche dal punto di vista culturale e un messaggio pesante, anche per il clima che si respira nel nostro paese".

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 Igor (51) - lettore
il 16.12.09 alle ore 14:19 scrive:
Internet è libero, ma non come una piazza. In una piazza si possono contare le persone che manifestano la propria idea, in internet no!! Questo perchè il web è senza regole e controlli. E' talmente libero che una persona può duplicare la propria identità con nick diversi, non è così difficile...Oppure registrare nonni, zii, parenti e vari congiunti che non usano il PC per amplificare la propria idea. Quindi, proprio perchè così libero, internet non è credibile. Occupazione = programmatore
#10 flordluna (1985) - lettore
il 16.12.09 alle ore 14:01 scrive:
Internet e' il luogo della liberta' finche' rispetta la liberta' e la vita altrui! Nel momento in cui si esce dai canoni del rispetto per gli altri....detta liberta' non e' piu' liberta', ma violenza e prevaricazione! La violenza anche solo del pensiero va' oscurata perche' limita la liberta' altrui! Naturalmente bernabe' si oppone perche' lederebbe i suoi interessi...dato che della gente gliene frega assai poco!
#9 VALERIA7 (15) - lettore
il 16.12.09 alle ore 13:46 scrive:
3 Alisha QUINDI bisogna censurare BERLUSCONI che spara sempre m. asu chi non la pensa come lui...che e' la vergogna di questo paese...
#8 fritz1996 (1350) - lettore
il 16.12.09 alle ore 13:40 scrive:
L'azienda diretta da Bernabè, Telecom Italia, sprofondata nei debiti, sta cedendo (qualcuno dice: svendendo) i suoi gioielli di famiglia; tra i dipendenti, chi può scappa, e gli altri soffrono in silenzio in un clima aziendale pessimo; gli azionisti, piccoli e grandi, sono furiosi per la pessima performance del titolo, il cui valore, da quando c'è Bernabè, si è men che dimezzato; che altro? Ah già, la tv aziendale, La7, ed il portale aziendale, Virgilio - che purtroppo mi devo sorbire avendo da lunghissimo tempo un indirizzo email presso di loro - tengono una linea politica dipietresca. In questo quadro, quale può essere la credibilità di Franco Bernabè?
#7 zio Fester (1268) - lettore
il 16.12.09 alle ore 13:16 scrive:
La grande libertà di Internet é sacra. Per questo deve essere difesa da coloro che la vogliono usare per portare avanti idee e progetti violenti e distruttivi. Guarda caso proprio questi soggetti sono quelli che sono vicino all'Iran, dove si sta soffocando la rete, od alla Nord Corea, dove la popolazione non ha accesso alla rete.
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