Io che la conosco bene vi svelo chi è la Bonino

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Da più parti, vista la mia storia politica, mi si chiede un parere sulle elezioni nel Lazio e sulla candidatura di Emma Bonino. Ne parlo oggi, lasciando da parte vicende che pure mi hanno profondamente addolorato: nel momento in cui le nostre strade si sono divise, infatti, quanto più io mi concentravo sulle ragioni politiche di quella rottura, tanto più la «ditta-Pannella» ha risposto con un’aggressione personale degna non di una forza libertaria ma di un residuato tardostalinista. Deludente la parabola pannelliana: nella predica, non manca mai la citazione di Pannunzio e dei grandi liberali; ma nella pratica, pesa di più l’esempio dei compagni Suslov e Zdanov.
Ma archiviamo queste tristezze, e veniamo al punto. Se ai radicali è riuscita una sorta di circonvenzione d’incapace a danno del Pd, adesso occorre evitare che gli elettori liberali e riformatori, o comunque alcuni votanti di centrodestra con un profilo politico e culturale differenziato da quello di Renata Polverini, possano cadere nel trappolone-Bonino. E allora ecco quattro semplici e chiari punti politici che, a mio avviso, meriterebbero di essere approfonditi molto più della falsa disputa tra laici e cattolici, che non ha alcun senso, visto che nel Pdl sia i cattolici sia i laici hanno un’ampia e rispettata rappresentanza.
Primo. Emma Bonino, con Marco Pannella, ha difeso strenuamente la linea fiscale di Prodi e Visco: più tasse per tutti. Proprio quando io, segretario del partito e presidente di una Commissione parlamentare, indicavo quelle scelte economiche come un drammatico errore, fino a giungere (caso raro in Italia, dove la seggiola è sacra) a dimettermi dalla presidenza di Commissione, lasciando poltrona, auto blu e partito, Bonino e Pannella erano lì a difendere e giustificare quella sciagurata vessazione fiscale, fedeli guardie svizzere del pontefice Romano (Prodi).
Secondo. La senatrice Bonino, che ama molto parlare di riforma liberale delle pensioni, da ministro del governo Prodi votò invece la controriforma previdenziale con cui l’Italia è divenuta l’unico Paese ad abbassare l’età pensionabile (scelta costata ben 10 miliardi di euro, l’equivalente di una manovrina). Ma ecco l’aspetto più grave: un terzo di questa somma è stato reperito innalzando i contributi a carico dei lavoratori parasubordinati, cioè proprio quei «precari» su cui la sinistra sparge ogni giorno lacrime di coccodrillo. Tradotto brutalmente: un ragazzo di 25 anni, co.co.pro, deve versare più di un quarto del suo stipendio in contributi (senza considerare le tasse!) proprio per finanziare l’operazione che crea altri babypensionati. In un primo momento, la Bonino aveva annunciato fuoco e fiamme contro questa misura prodiana, ma poi ha pensato bene di approvare tutto: perché mai mettere a rischio una poltrona ministeriale?
Terzo. Da quello che si capisce, nel Lazio, a fianco della Bonino, ci saranno anche i miliziani dipietristi dell’Italia dei valori, un po’ di comunisti assortiti, e i verdi del «no a tutto». È con questa compagnia che si prepara la svolta «liberale» in Regione?
Quarto. In tanti, a proposito della Bonino, si stanno interrogando sulla scarsa credibilità di chi si candida nel Lazio con il Pd e in Lombardia contro il Pd, guidando una lista proporzionale. Ma forse la questione più interessante è un’altra. Con le attuali leggi elettorali, i due maggiori candidati a governatore di una Regione sono, di fatto, automaticamente eletti consiglieri regionali. Ecco, in caso di sconfitta, la Bonino resterà nel Lazio a fare opposizione (dimettendosi da vicepresidente del Senato), oppure preferirà rimanere nella sua comoda stanza di Palazzo Madama? Una domandina semplice che, insieme alle altre, Renata Polverini farebbe bene a rivolgere alla sua avversaria.
*Portavoce del Pdl
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COMMENTI

56 commenti su 1   2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#51 albireo6 (942) - lettore
il 22.01.10 alle ore 22:17 scrive:
A tutti i fans dei radicali: leggetevi il libro "La Peste"di Pannella-Bonino & C.,(non quello di A.Camus). E poi, fate una comparazione col modo d'agire coerente di questi signori,che si comportano più da partitocratici degli altri;a loro interessa la visibilità,con ogni forma di manifestazione e scioperi della fame,da fare invidia ai cheloni,per durata.Non importa insinuarsi ieri nel Cdx,oggi nel Csx pur di primeggiare.Eppure sono convinti che da 60 anni,esiste la...peste italiana,della quale nessun partito è immune.
#50 Fabio_63 (1088) - lettore
il 22.01.10 alle ore 21:58 scrive:
Anche io sono stato un iscritto al partito di Pannella. Ricordo quando andavo a raccogliere firme con Giovanni Negri e Sergio Turone, tanto tempo fa. Anche io penso che Capezzone abbia ragione nelle sue critiche ai radicali. E' quello radicale un partitino chiesastico e incoerente. E' un partito che ha fatto tanto male all'Italia, e che nonostante le intenzioni dichiarate, più che liberale è stato la testa d'ariete del disfattismo comunista. Dietro a tutte le svolte negative della società italiana, dal nucleare al libertinaggio, dalla politica spettacolo all'isteria mediatica, c'è una pannellata.
#49 forbot (1651) - lettore
il 22.01.10 alle ore 19:50 scrive:
Ci sono molti che condannano Capezzone, per essere un voltagabbana. Io lo stimo e lo apprezzo per quello che dimostra di saper fare molto bene: Portavoce della CDL. Non capisco perchè molti ritengono un difetto o un peccato aggiornarsi nella vita, piuttosto che rimanere abbarbicati sempre alla solita vecchia edera. Dove è scritto che un uomo, nella sua vita, non può modificare i suoi comportamenti o le sue convinzioni in base alle diverse fasi che attraversa e col mutare della conoscenza che man mano acquisisce col passare degli anni?. Io stesso, nella mia vita, sono passato attraverso diversi partiti, é colpa mia se mi sono imbattuto in partiti che col tempo mi hanno deluso? Quanti di questi hanno cambiato pelle nel tempo? Perchè dovrei essere io a mortificarmi? Bene quindi Capezzone, se volta per volta svolgerà bene il ruolo che si sceglie.
#48 anto_può (403) - lettore
il 22.01.10 alle ore 18:20 scrive:
Bravo Capezzone! Hai fatto bene a chiarire con quali personaggi hai avuto a che fare ed hai fatto bene ad allontanarti da loro. Siamo contenti di annoverarti tra le nostre fila.
#47 mauriziogiuntoli (479) - lettore
il 22.01.10 alle ore 16:36 scrive:
"E' la cultura in sè di questi misirizzi che denota la provenienza nazi-comunista, tutta d'un pezzo su tutto, dalla nascita alla morte. Per loro falce e martello, garrota, crocifisso e ghigliottina sono sempre stati "valori". Da usare contro l'avversario" Questo dicevo e non sono insulti. Sui convincimenti etici di Capezzone nel PDL, a cominciare da Fini, DellaVedova, Majolo, Sacconi e tanti altri ex socialisti ed ex missini-AN, non ce ne sono pochi e non a caso il Berlusca su questi temi dice che c'è libertà di coscienza, parola che in questo blog mal frequentato pochi sanno che sia. La coerenza con l'idiozia non è una virtù semmai.
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