Io fisico controcorrente vi spiego il bluff del riscaldamento globale

Franco Battaglia è uno dei quattro italiani tra i 650 scienziati firmatari dell’appello contro la bugia del cambiamento climatico indotto dall’uomo

di -
Scrivere proprio oggi sulla colossale balla del riscaldamento globale è, come s'usa dire, come sparare sulla croce rossa; e, a dire il vero, non ne avrei tanta voglia. Anche perché, diciamolo con l'onestà scientifica di sempre, i freddi globali - e sottolineo globali - di questi giorni non sconfessano la balla più di quanto l'afa di luglio non confessi che esso balla non è. E anche perché il pianeta sta effettivamente attraversando una fase di riscaldamento globale: ciò che balla è - colossale, gigantesca balla - è che l'uomo abbia un qualche ruolo sul riscaldamento e, men che meno, sul clima. E anche perché, infine, è da 10 anni che ne scriviamo.

Faccio parte di un organismo internazionale, l'N-Ipcc (la N sta per «non-governativo») che ha valutato la stessa letteratura scientifica a disposizione del più famoso Ipcc, ma è giunto a conclusioni opposte, e ha pubblicato il rapporto «La Natura, non l'Uomo, governa il clima» (tradotto in 5 lingue, la versione italiana è pubblicata dall'editore 21mo Secolo). Il rapporto è stato inviato - assieme alla firma di oltre 650 scienziati da tutto il mondo - al Senato americano, per far ascoltare ai membri di quell'alto consesso, la voce del dissenso (o, visti i numeri, direi più correttamente, del consenso sul dissenso). Ciò che è importante, sul tema, è capire, una volta per tutte, perché col riscaldamento globale l'uomo non c’entra. Vi sono una mezza dozzina di indizi, a nessuno dei quali nessuno ha fornito spiegazione e che tutti insieme fanno una schiacciante prova.

1) Il pianeta è già stato più caldo di adesso: senza invocare tempi geologicamente lontani, lo è stato per molti secoli nel cosiddetto «periodo caldo olocenico» di 6000 anni fa, e per un paio di secoli nel «periodo caldo medievale» di 1000 anni fa.

2) L'attuale riscaldamento è cominciato nel 1700, quando erano l'industrializzazione assente e mezzo miliardo la popolazione mondiale, e ha continuato fino al 1940 quando erano l'industrializzazione quasi assente e la popolazione 1/3 della odierna.

3) La temperatura del pianeta è diminuita dal 1940 al 1975, tanto che a metà degli anni Settanta del secolo scorso era popolare un'isteria per il freddo paragonabile a quella odierna per il caldo; peccato, però, che furono, quelli, anni di boom industriale, demografico e di emissioni di gas-serra.

4) È dal 1998 che la temperatura del pianeta ha smesso di crescere e il 2008 sarà probabilmente dichiarato il più freddo degli ultimi 10 anni; ma dal 1998 le emissioni di gas-serra sono ininterrottamente aumentate.

5) Tutti i modelli matematici che attribuiscono ai gas-serra antropici il ruolo di governatori del clima prevedono che nella troposfera a 10 km al di sopra dell'equatore si dovrebbe osservare un riscaldamento triplo rispetto a quello che si osserva alla superficie terrestre; orbene, le misure (ripeto: misure, non chiacchiere) satellitari non rivelano, lassù, alcun aumentato riscaldamento, men che meno triplo, ma, piuttosto, un rinfrescamento.

Come si vede, quindi, l'attuale riscaldamento è occorso nei tempi e nei luoghi sbagliati rispetto alla congettura che lo vorrebbe d'origine antropica. L'ultimo indizio, poi, non è un indizio: nato come «prova regina» della teoria antropogenica del global warming esso si è evoluto in prova regina della sua inconsistenza. La parola chiave è «sensitività climatica», cioè l'aumento della temperatura conseguente a un raddoppio della concentrazione atmosferica di gas-serra; orbene, la sensitività climatica è di mezzo grado, il che significa che alla fine del 2100 potremmo aspettarci un contributo antropico alla temperatura della Terra di, forse, 0,2 gradi; contributo ben nascosto dalle molto più ampie variazioni naturali.

Mi piacerebbe che nessuno parlasse più di riscaldamento globale, anche perché comincio ad annoiarmi; ma più che un auspicio è, la mia, una pia illusione: quella del riscaldamento globale antropogenico è una fiorente industria, ben oliata dal denaro delle nostre tasse - una quantità fantasmagorica di denaro pubblico - diretto verso progetti tanto grandiosi quanto inutili, tipo: il fantasioso sequestro della CO2, la burla della realizzazione di parchi eolici, la truffa della realizzazione degli impianti fotovoltaici. Il tutto con la benedizione del Parlamento europeo; il quale, promuovendo la politica energetica suicida del cosiddetto 20-20-20, fondata sul falso scientifico di pretendere di governare il clima, sembra ansioso di dare il via ai lavori di scavo per la nostra fossa. Che qualcuno lo fermi.
Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

43 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#43 silviob2 (306) - lettore
il 23.11.09 alle ore 11:28 scrive:
In questi giorni un hacker ha recuperato le e-mail degli "scienziati" che studiano il riscaldamento globale e che concordano dei <> - trucchetti - per addomensticare i dati alle loro tesi. Perché i governi si ostinano ancora a dargli credito: a chi giova?
#42 Piper72 (15) - lettore
il 27.01.09 alle ore 13:00 scrive:
Dimenticavo: spesso ho l'impressione che il Prof. Battaglia sia controcorrente per partito preso. Anche perché, per quanto ho potuto leggere, è sempre a favore delle decisioni dei governi di destra e sempre contro ogni iniziativa legate a un minor impatto ambientale. P.S. Non sono di sinistra, non sono ambientalista, non sono lobbista. Cerco solo di capire come vivere meglio.
#41 Piper72 (15) - lettore
il 27.01.09 alle ore 12:55 scrive:
Scusate, ma che il clima globale non dipendesse solo dall'uomo è sempre stato chiaro anche a me, che scienziato non sono. Se la Groenlandia era verde, se qualche secolo fa si coltivava la vite in Inghilterra (tanto per fare due esempi) è chiaro che mutamenti ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Tuttavia, lo dico da comune cittadino, prima si cercano fonti alternative e meglio è. Uno, perché prima o poi il petrolio finirà. Secondo, perché l'aria in città è irrespirabile; non lo dico sulla base di dati scientifici ma sulla base del fastidio provato dalle mie narici. Probabilmente, l'uomo non è l'unico responsabile dei mutamenti climatici, ma dei danni all'ambiente è sicuramente uno dei maggiori. Altrimenti potremmo bere l'acqua dei fiumi senza problemi. O no?
#40 Giovanni Pellegrini (1) - lettore
il 19.01.09 alle ore 10:44 scrive:
Quello che non capisco e' se Battaglia sia in completa malafede,o semplicemente non si aggiorni. Commento solo il punto 1). Il battaglia riporta dati del primo rapporto IPCC (1990 o 1991 credo), tratti da un libro del 1982,perche' non c'erano studi paleoclimatici al tempo, riguardanti le temperature medie dell'inghilterra centrale.ovviamente tralascia una dozzina di studi paleoclimatici moderni,che mostrano come le temperature odierne siano piu' calde di quelle del medioevo, e si potrebbe continuare...ma per fortuna nessuno lo ascolta...
#39 antares (37) - lettore
il 18.01.09 alle ore 0:55 scrive:
Franco Battaglia è un grande, quanto guadagnano i catastrofisti in servizio permanente effettivo con tutte le balle sul riscaldamento globale che è solo nei loro cervelli? Un'indagine in tal senso sarebbe utile!
43 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Il cuoco quando ha visto ciò che è successo agli psicologi si è...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Il mondo è in ansia per la Grecia. Non per la sua popolazione, sia...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Il numero di vittime in Siria cresce, ma nonostante le bombastiche...
di Sum ergo Cogito
Per diventare eretico occorre che si sia una chiesa che continua a...
- correlati
+ correlati