"Io, pagata in nero dai dipietristi"

La denuncia di Liliana, collaboratrice del deputato Barbato: "Promise un contratto dopo un periodo di prova. Invece mi ha lasciata a casa. Metteva i soldi in una busta della Camera, senza buoni pasto né assicurazione". La replica: "Era un test andato male"

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Milano - «Eeeh, mo’ non mi servi, non tengo molto da fare, è estate...». Clic. Fine della chiamata. Fine di un rapporto professionale, seppure coi contorni in chiaroscuro del lavoro nero. Il «principale» in questione, che scarica così il suo dipendente, è il deputato dell’Italia dei Valori Francesco Barbato, un tempo tra i più vicini ad Antonio Di Pietro, sempre tra i più attivi nel condannare la Casta e nel «rappresentare veramente le esigenze dei cittadini», come rivendica spesso in Aula; la «defenestrata», invece, è la sua collaboratrice Liliana. Che dopo quattro mesi da «fantasma» ha ricevuto il benservito. Alla faccia dei Valori e delle esigenze dei cittadini.

Liliana, anche i dipietristi hanno il pessimo vizio di sfruttare i collaboratori?
«Io posso parlare di uno solo, Barbato. E lui questo vizio ce l’ha. Eppure io non sono nata nella bambagia. Ho lavorato tre anni all'ufficio stampa dei Radicali, so cosa vuol dire farmi un mazzo così. Ma almeno avevo un contratto regolare».

Però ha dovuto cambiare...
«Purtroppo sì. Un altro suo collaboratore esterno mi ha detto che l’onorevole Barbato cercava una persona, quindi ci hanno presentati. Un colloquio senza nemmeno parlare di lavoro e un “cominci mercoledì”. Così a febbraio è iniziato il bailamme».

Qualche promessa?
«Semplicemente un contratto dopo un periodo di prova. Ma alla Camera non ci sono regole e quelle che valgono per tutti i lavoratori italiani lì sono ignorate perché con l’autodichiarazione c’è sempre la scusa per mettere all’angolo i principi costituzionali. Quindi passavano i mesi e il contratto non si vedeva. Come del resto Barbato».

Desaparecido?
«In aula c’era, ma è sempre molto difficile parlare. Quando lo vedevo e gli chiedevo notizie sul contratto mi diceva: “Vabbé, mo’ vediamo”».

Intanto lei lavorava...
«Dalle 9.30 alle 19.30, dal lunedì al venerdì. Toh, a volte arrivavo alle 10, ché non abito vicino a Montecitorio, io... Solitamente l’attività di un’assistente è strettamente legata a quella del parlamentare in questione: interrogazioni, appuntamenti, proposte di legge, rassegne stampa. E devo riconoscere che il lavoro svolto per Barbato non era esattamente frenetico».

Nella classifica di produttività dei deputati di Open Polis è 207° su 630. Comunque, dice il saggio: lavoro è se principale paga. Sennò è volontariato. Lei almeno era pagata?
«Puntualmente. Ma rigorosamente in nero. Andava a prelevare i contanti e li metteva in una bella busta con la scritta “Camera dei Deputati”. Io trattenevo la mia parte e poi lasciavo il resto dei soldi al mio collega».

Prassi comune tra i politici...
«Zero assicurazione, zero buoni pasto. Ho speso un capitale in panini nei bar, dato che io non pranzavo alla buvette con 4 euro come i parlamentari».

Epperò questo incanto si è spezzato...
«E in modo davvero antipatico. Alla vigilia della settimana bianca della Camera, giorni in cui è sospesa l’attività parlamentare, mi ha telefonato il mio collega dicendo di aver “intuito” che non sarei stata confermata. Ho chiamato Barbato che ha fatto il pilatesco: “Devi parlarne con lui, è stato lui che inizialmente ti ha contattata... in estate, sai, non servono persone...”. Eppure il “capo” era lui, era lui che mi pagava, però a decidere era il collega. Mah...».

E tanti saluti.
«Esatto. Mai più sentito. Il 6 giugno mi ha fatto chiamare dal suo collaboratore dicendo che mi lasciava a casa perché non ero all’altezza del compito. Ah, giusto perché d’estate non serviva una figura come la mia, so che il mio posto è già stato assegnato a un’altra. Magari senza contratto. Ma tanto la giustificazione è la stessa: il periodo di prova...».

Cosa chiederebbe a Di Pietro?
«In quest’esperienza gli unici “valori” che ho incontrato sono stati quelli in nero e in busta chiusa. L’Idv parla di ripristino della legalità, trasparenza, aiuto alle fasce deboli e alternativa di diritto: ecco però in concreto come sono stata tutelata. Di Pietro non può tenere sotto controllo tutti i parlamentari, ma deve sapere che ci sono cellule cancerogene nel suo partito».

La stessa cosa che gli rimproverava Barbato a proposito dei membri campani di Idv...
«Appunto. Tralascio commenti».

Francesco Comellini, presidente dell’associazione collaboratori parlamentari, si augura che tutti seguano il suo esempio. Ma lei non teme di non lavorare più al Parlamento?
«Non guardo al rischio ma al coraggio di denunciare ciò che non va. Se uno sta zitto, come spesso i miei colleghi, subisce. Io nei Radicali ho imparato ad agire piuttosto di lamentarmi».

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COMMENTI

42 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#42 Angelo48 (3852) - lettore
il 22.06.09 alle ore 23:18 scrive:
#22 mambanero : non si tratta di fare delle distinzioni capziose sulle attività professionali delle signore in esame. La legge non prevede il reato della prostituzione, ma nessuna legge mi vieta di pensare e ritenere la prostituzione, una pratica di sostentamento economico non edificabile eticamente. Cosa penseremmo e/o penseresti se una nostra parente per sostentarsi compirebbe la stessa...professione? Usare per giunta questa losca attività per incastrare qualcuno sensibile a tali pratiche (anche se la D'Addario deve ovviamente dimostrare le sue accuse), e' esercizio ancor più meschino, vile ed ignobile eticamente. Pertanto, io non distinguo capziosamente : valuto solo eticamente. Quello sui parlamentari pregiudicati poi, e' un discorso a parte che esula da questo contesto che stiamo analizzando. Esso implicherebbe, in modo trasversale, altre profonde riflessioni sulle leggi vigenti.
#41 Angelo48 (3852) - lettore
il 22.06.09 alle ore 22:59 scrive:
#26 pintoi69: non ho assolutamente informazioni più dettagliate della inaffidabile stampa italiana. Le mie valutazioni sono figlie solo del buon senso. Ribadisco il mio concetto: la signora Liliana, denuncia un pagamento in nero semplicissimo da confutare attraverso la produzione di regolari buste paghe da parte dell'onorevole. La Patrizia (che non oso definire signora), ammette da sola di essersi recata alla festa per incastrare il Premier, ed afferma sempre da sola, di aver passato una notte con lui. Come confutare questo? Solo affermando il contrario, mentre la Patrizia per evitare smentite dovrebbe dimostrare quel che sostiene, altrimenti diventa diffamazione. La logica ed il buon senso pertanto, porterebbero a propendere per la versione della signora Liliana. Ritenere entrambe le dichiarazioni inattendibili, e' per me una offesa all'intelligenza degli uomini. Saluti.
#40 il tonio (1) - lettore
il 22.06.09 alle ore 22:46 scrive:
I nostri parlamentari sanno bene che oggi per far lavorare un dipendente all'interno di un cantiere, rispettando tutte le regole, una azienda deve presentare il POS il DURC e certificazioni varie tra cui il libro paga e la regolarità contributiva aggiornati, sostenendo dei costi di produzione notevoli che vanno ad aggiungersi a quelli già onerosi dei contributi, Gli onorovoli possono "Loro" non corrono il rischio di visite da parte dell'ispettorato del lavoro. Naturalmente sapere che questo succede anche con i dipendenti di onorevoli dell'IDV viene veramente da dire che schifo!! Onorevole Di Pietro la legge non è uguale per tutti? o no..
#39 danilo.bianchi (8) - lettore
il 22.06.09 alle ore 20:59 scrive:
rataplan....torna a scuola......sei tutelato dal MINISTRO GELMINI....non preoccuparti una classe per te la trova....
#38 Kalaritanum (1395) - lettore
il 22.06.09 alle ore 19:39 scrive:
grottolo, lei è solo un inguaribile comunista stalianiano...lo sa che la Cortina di Ferro e il Muro di Berlino non esistono più?... sono stati abbattuti vent'anni fa, lo sa?!...i media che lei cita messi insieme non raggiungeranno mai le falsità che Repbblichella 2000 scrive in un quaro di pagina....a voi interessa solo sapere come il premier usa il battacchio, se ce l'ha lungo o corto...I media da lei citati, al contrario, parlano soprattutto dei problemi della gente normale. E non quelli dei guardoni del signor Scalfari..
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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