Io, il Pdl, Putin e Berlusconi. Vi dico tutto

di -
Caro Silvio,
tutti hanno ieri sottolineato il fatto che io abbia scritto sul mio blog la parola «vomitare» e l’hanno usata per farmi dire ciò che non ho detto, e cioè che tu mi provochi la nausea. Questo è falso. Ciò che mi ha provocato nausea è il modo in cui tu fai incombere sulla politica e la vita pubblica italiana il rapporto personale e allarmante fra te e Vladimir Vladimirovic Putin. E mi ha provocato disagio anche fisico averti sentito ripetere facendola tua la versione dell’uomo che chiami «il nostro grande Vladimir» parlando della prima invasione armata di un paese europeo dal 1939 quando Hitler invase la Polonia da una parte e Stalin dall’altra.
Da ieri tutti mi chiedono se abbandonerò il partito, se mi dimetterò dal gruppo, se lascerò il Parlamento, se tu mi hai telefonato, che cosa penso di coloro che sono stati comandati di compilare penose ingiurie nei miei confronti sulle stile delle guardie rosse: nessuno osi criticare il grande timoniere. Le nostre riunioni pubbliche del resto non sono state mai dei congressi, il diverso parere non è gradito e di fatto non è ammesso. Io ho inventato la formula, da te spesso ripetuta, di un partito monarchico e anarchico. Ma se la monarchia diventa pensiero unico e l’anarchia viene schiacciata, allora il partito monarchico-anarchico diventa una anomalia democratica per rispondere alla quale non è sufficiente la convocazione del congresso di febbraio, che di fatto sarà soltanto una kermesse di fusione fra le due componenti, An e Fi. Andarmene? Non ci penso neanche. Mi aspetto invece rispetto e gratitudine per aver introdotto sacrosanti motivi di riflessione su questioni di importanza internazionale, nazionale e morale. Se tu avessi parlato soltanto in termini di realpolitik, non avrei forse provato nausea. Ma tu hai sposato e diffuso come dati oggettivi le bugie di un uomo al quale centinaia di storici e di analisti politici, fra cui io stesso, attribuiscono gravissime violazioni dei principi fondamentali della democrazia e dei diritti dell’uomo.
Ritengo poi falso che un Paese debba impiegare molti anni per passare dal totalitarismo alla democrazia come tu hai detto per giustificare Putin e la sua dittatura del Kgb che ha coperto il parlamento e ogni livello intermedio, sostituendo il partito unico comunista con il partito unico della polizia segreta. Che non occorrano anni è dimostrato dal passaggio dalla dittatura alla democrazia di paesi come la Polonia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, le Repubbliche ceca e slovacca, i casi del Cile, della Spagna, del Portogallo, della stessa Italia e della Germania, che di totalitarismi se ne è beccati due.
Ma il problema dei problemi è che oggi tu sei all’apogeo del consenso, hai una maggioranza di ferro, il tuo governo non corre alcun rischio e dunque è ora di spalancare le porte della discussione e delle libertà cui è intitolato questo partito perché nessuno può essere accusato di «remare contro».
Colgo oggi l’occasione per dire poi che non voglio essere più trattato, come oggi accade a quasi tutti i membri del parlamento, come una pecora, o una scimmia addestrata a spingere tasti, tacere e ritirare lo stipendio alla fine del mese essudando per di più gratitudine per l’alto livello sociale raggiunto e il guiderdone rispettabile. Questi sono criteri inaccettabili e purtroppo te li ho sentiti illustrare. Io ho da dare qualcosa al mio Paese e sento il dovere di darlo essendo, casualmente, un patriota. Ho scelto di servire il mio Paese, non di diventare un vassallo di qualche satrapo straniero. Io sono stato testimone e in un certo senso un coprotagonista della ripresa della Seconda Guerra Fredda lanciata da Putin. Tony Blair te ne può fornire, come Gordon Brown, ogni dettaglio: quando la procura della Regina ha incriminato nel 2007 l’ex tenente colonnello Andrei Lugovoi come probabile assassino del mio collaboratore Alexander Litvinenko, la reazione di Putin è stata quella di far levare in volo i bombardieri strategici russi che giacevano arrugginiti e impolverati negli hangar dal 1991. Blair e poi anche Brown hanno dovuto più volte far levare in volo i loro caccia per proteggere i confini aerei. Il governo di Putin ha minacciato di bombardamento nucleare la Polonia per aver accettato lo scudo spaziale americano e oggi la flotta russa armeggia con le truppe di Chavez. Io personalmente ho udito a Washington qualche settimana fa l’ambasciatore soviet… pardon, russo, dire forte e chiaro alla televisione C-Span «We are back, noi siamo tornati, noi rivendichiamo le zone di sicurezza che costituivano l’ex Unione Sovietica e non intendiamo mollare di un millimetro».
L’invasione della Georgia era stata pianificata da anni e la parte operativa era pronta ad aprile con aeroporti, ferrovie e l’ampliamento di un enorme tunnel. In agosto una grande parte della flotta del mar Nero era pronta per una missione di combattimento. Le truppe di terra, le truppe aviotrasportate e i marines erano pronti a muoversi. Durante le esercitazioni Kavkaz-2008, terminate il 2 agosto cioè una settimana prima della guerra, era stato completato il dispiegamento di aviazione, marina e esercito in località vicine alla frontiera georgiana. Intanto, sempre ai primi di agosto, in Abkhazia era stata completata la riparazione della ferrovia usata per muovere i carri, l’equipaggiamento pesante e i rifornimenti per la forza di circa diecimila uomini che ha invaso la Georgia occidentale senza una scusa o una ragione formale. La propaganda di Stato russa intanto preparava la popolazione alla guerra, descrivendo un attacco georgiano come inevitabile e spiegando come gli Usa e l’Occidente - che non avevano nessun interesse a una guerra nel Caucaso - fossero dietro la minaccia georgiana. È impossibile mantenere truppe e flotta pronte al combattimento 24 ore su 24 per lungo tempo. La seconda metà di agosto era il limite ultimo per iniziare una guerra contro la Georgia. L’invasione, come quella di Hitler alla Polonia del 1939, è stata giustificata da inesistenti «massacri» di cittadini russi nell’Ossezia, mentre è provato che la reazione di Saakashvili è stata scatenata da una serie di bombardamenti con mortai da 120, calibro proibito dagli accordi del 1992 che autorizzavano tuttavia scambi di colpi con armi leggere. Gli americani non hanno fermato il presidente georgiano dalla sua reazione contro la regione ribelle, sicuri che la Russia non avrebbe invaso una nazione europea, dal momento che le sue truppe non erano mai uscite dai confini nazionali dopo la guerra in Afghanistan. Il calcolo era sbagliato perché la Russia intendeva provocare la guerra, procedere all’invasione e mettere la Georgia in una posizione tale da render quasi impossibile il suo ingresso nella Nato.
Ma poi abbiamo la caterva di morti in Russia: i giornalisti uccisi sono circa 40 soltanto dal 2000. Anna Politkovskaya in un suo libro tradotto solo in inglese dice: «Viviamo in uno stato di polizia, siamo arrestati e uccisi, le nostre radio e i nostri giornali vengono chiusi, poi arriva Berlusconi a Mosca, va in televisione e ci spiega che siamo in una splendida democrazia e che Putin è un sincero democratico». Anna Politkovskaya è stata assassinata due anni fa, nello stesso giorno in cui tu sei venuto a parlare. Anna era amica di Sasha Litvinenko. E io ho pianto per i miei morti, moralmente insepolti: sentire il tuo tono da intrattenitore indulgente, ridente, astuto, ammiccante mentre parlavi della mia gente morta ammazzata mi ha fatto realmente sentire male. Tornato a casa ho vuotato il mio stomaco con un senso di disperazione e liberazione. Cartesio pensava che nella ghiandola pineale in mezzo al cervello fosse la connessione fra anima e corpo. Io ho pensato, reagendo fisicamente all’orrore, che fra il piloro e il diaframma risieda la coscienza. E quella è il mio solo giudice e metro.
Ingrandisci immagine

COMMENTI

51 commenti su 1  2  3  4  5  6   7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#21 Alfierebianco (157) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:45 scrive:
Guzzanti ha ragione, Berlusconi suscita imbarazzo per certe scelte e certe confidenze con Putin. La scelta di eliminare le preferenze nella legge elettorale è la conferma che vuole un partito-claque.........Non vorrei che avesse ragione chi denuncia un calo dei livelli di democrazia in Italia...
#20 giardinodiviola (645) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:44 scrive:
A leggere l'amaro sfogo di Guzzanti verrebbe da dargli tutte le ragioni e concordo nell'apprezzare il senso democratico di libertà di espressione che ha fatto sì di veder pubblicata la sua lettera. D'altro canto, continuo a pensare che Berlusconi non sia uno stolto né abbia in mente di appoggiare/avvalorare tesi oltranziste e dittatoriali per sé. Ha un obbiettivo politico/economico da raggiungere e lo fa nel modo che ritiene opportuno. Nella sostanza, ritengo che dovranno contare i fatti che si concretizzeranno. Con Berlusconi o senza di lui, Putin è comunque in grado di fare quello che vuole. Purtroppo. violitaLauraOnofri
#19 benjiamin (128) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:36 scrive:
Ho sempre apprezzato i suoi articoli, ma sul tema Ex URSS (così è contento) la trovo troppo prevenuto, da quando presiedeva la commissione Mitrokin, dalla quale sono venute fuori un sacco di panzane ( detto da tutti i politici sia di destra, centro e sinistra ), basta dire che la ciliegina sulla torta della sua commissione aveva additato Prodi ad agente del KGB, ed il fantomatico Ciarramella è stato dimostrato essere un grandissimo millantatore, altro che Consulente esperto pagato, tra l' altro, molto profutamente !! A parte questo mi auguro che lei continui a scrivere e colga temi molto più attuali che ci vedono coinvolti tutti i giorni, dalla crisi finanziaria al disfattismo estremo dell' opposizione fino alla demenzialità del buon di pietro .. lasci perdere la politica internazionale, soprattutto l' Ex URSS, è troppo palpabile il suo coinvolgimento e rischia di farle perdere ( come dimostra il suo articolo) quella razionalità che su altri temi l' hanno sempre contraddistinta !!
#18 Dario40 (5824) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:13 scrive:
Egr. On Guzzanti se non ritiene più di rimanere nel PdL, partito di "pecore" e "scimmie" guiadato da un despota si dimetta,ma non bastano le dimissioni dal PdL deve dimettersi da Onorevole e da tutte le eventuali altre cariche conseguenti alla sua elezione di Deputato del PdL.Perchè senza le sue dimissioni a 360 gradi Lei tradisce i suoi elettori che lo hanno votato,anche tappandosi il naso,ma lo hanno votato in quanto era candidato del PdL. E visto che Lei il Presidente Berlusconi lo conosceva da quando era candidato in Forza Italia, poi eletto, perchè ha accettato di ricandidarsi nel PdL e di sostenere Berlusconi come Presidente del Consiglio ? E per favore non tiri in ballo di costituire una corrente in seno al PdL,perchè questo suona da ricatto bello e buono.Non si identifica più nel PdL? Bene,si dimetta da Deputato e da ogni altra carica e alla prossima tornata elettorale si ripresenti con chi vuole.Solo così dimostrerà di essere serio e al servizio del Paese, come sostiene.
#17 annna as (8) - lettore
il 10.10.08 alle ore 11:35 scrive:
Ma Perche' Questo Signore Non Lascia Il Centro Destra?????? Mi Sembra Il Minimo.....dopo La Difesa Di Sua Figlia Si E' Capito Bene A Livello Politico Da Che Parte Sta'
51 commenti su 1  2  3  4  5  6   7  8  9  10   pagine RSS commenti | Cosa sono?

ANNUNCI GOOGLE

Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati