Islam all'attacco? No, noi suicidi

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La notizia è identica a tante altre che ci siamo ormai abituati a registrare, ogni anno, nell’imminenza del Natale: a Ravenna 17 asili su 22 hanno proibito il presepe. Identica è anche la motivazione della messa al bando: la volontà di «non offendere» i bambini non cristiani, che poi vuol dire i bambini musulmani, in larga maggioranza tra gli stranieri, anche se in larghissima minoranza tra gli iscritti agli asili. Comunque, per rispetto a quella «minoranza», niente presepe: e quindi anche niente Tu scendi dalle stelle, niente Astro del ciel, niente Adeste fideles, niente recita, non parliamo poi di una messa. È probabile che fra breve venga anche proibito ai bambini di far menzione in classe della scatola del Lego trovata sotto l’albero.
C’è però qualcosa di nuovo, in quel che è accaduto a Ravenna. Questa volta la comunità musulmana, evidentemente stufa di essere poi presa a bersaglio dell’indignazione di quei pochi ormai rimasti a indignarsi, insomma stufa di fare da capro espiatorio, ha fatto sentire la sua voce. «Il presepe non urta nessuno», ha detto Mustapha Toumi, segretario del Centro di cultura e Studi islamici della Romagna, che ha aggiunto: «La natività è il simbolo che spiega la venuta al mondo di Gesù, profeta amato dal popolo musulmano». Parole che sarebbero un’ovvietà, se solo si conoscesse l’abc della religione islamica, per la quale Gesù non è l’Incarnazione di Dio (come credono i cristiani) ma è comunque un grande profeta, secondo solo a Maometto.
Infatti, se è una «novità» la pubblica reazione degli islamici di Romagna, è anche incontestabile che mai abbiamo avuto notizia, negli anni scorsi, di manifestazioni di islamici contro il presepe: siamo sempre stati noi italiani, noi occidentali, noi laici a volerli cancellare dal panorama natalizio. Le uniche proteste contro i simboli cristiani provenienti dal mondo islamico sono venute da quel pittoresco personaggio di Adel Smith, cittadino italiano a tutti gli affetti, figlio di un italiano che si chiama «Smith» solo per via di antenati scozzesi. Quando, il 7 novembre 2001, a Porta a porta Adel Smith insultò il crocefisso («un cadaverino appeso a due legnetti»), la Comunità islamica italiana prese immediatamente le distanze.
Quel che è successo a Ravenna speriamo sia, insomma, la caduta di una foglia di fico, di un’ipocrisia tenuta in vita fino ad ora per occultare la verità: siamo noi che stiamo cercando di spazzare via il cristianesimo dalla nostra cultura e dalla nostra vita. Il «rispetto della sensibilità musulmana» è solo un pretesto, prova ne sia la festa di Ognissanti, altra ricorrenza cristiana ormai di fatto soppressa, e non per favorire la convivenza con altre religioni: è bastato trovare, come succedaneo, un’americanata come Halloween. Certo: il rischio di un’islamizzazione dell’Occidente, denunciato da Oriana Fallaci e da tanti altri, è reale. Ma se ciò avverrà, non sarà perché gli islamici ci avranno ammazzati: sarà perché noi ci saremo suicidati.
Qualcuno ironizza quando la Chiesa cattolica lamenta di sentirsi aggredita e accerchiata per essere ridotta a un ruolo di assoluta marginalità. Ma è un dato di fatto che i mezzi di informazione, la scuola, la politica e in generale tutta la cultura parlano un linguaggio estraneo - quando non apertamente ostile - al cristianesimo. Un fenomeno che non viene negato neppure da chi di questa cultura ormai a-cristiana è portatore. Ma che viene giustificato con la semplice necessità di separare Stato e fede, o con una sorta di autodifesa contro le continue ingerenze della Chiesa in questioni politiche.
In realtà, le «continue ingerenze» - più in materia etica che politica - sono un quasi disperato tentativo di far sentire ancora la propria voce in un mondo che vive neanche più «contro», ma semplicemente «senza» riferimenti al vangelo. La politica non basta a spiegare un’offensiva che ha in realtà radici ben più profonde: le stesse che hanno portato la cristianità, in duemila anni di storia, a essere ciclicamente perseguitata. Non a caso il cristiano crede che la Chiesa sussisterà fino alla fine dei tempi: ma non certo come maggioranza, bensì come «piccolo gregge».

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COMMENTI

74 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#74 b.bruno (3976) - lettore
il 23.12.08 alle ore 12:57 scrive:
#ma non sono né CRETINI né ILLUSI , sono CRIMINALI ( crimen, infatti, è delitto contro il popolo ). Sarebbe come riconoscere loro le attenuanti del non sapere né intendere né volere. E po non saranno loro a pagare il conto, loro si sono già messi al sicuro, saremo noi, i c...ion,i a pagarlo, e ci starà bene.
#73 b.bruno (3976) - lettore
il 22.12.08 alle ore 22:11 scrive:
dimenticavo, # Biri107, a prova del nove dell’ esistenza di un piano, e di un piano voluto, e di quel tipo, cioè di liquidazione delle ultime tracce di identità cristiana dall’ Europa, di ricordare l’ ASSATANATA resistenza dei vertici europei che contano alla iscrizione delle famose radici cristiane neppure a preambolo della Costituzione della Nuova Europa ( quelli che si dichiaravano favorevoli, recitavano solo la parte loro assegnata... ). E poi, pensare che non possa non esserci un piano e non volere poi crederci che ci sia, mi pare una contraddizione, no? E immaginare poi da chi venga l’ ispirazione di questo piano, non è una fatica tremenda. Si sa, si sa...
#72 Biri107 (1343) - lettore
il 22.12.08 alle ore 20:38 scrive:
Grazie Sylvia. Credo proprio che tu abbia visto giusto : 1) i Buonisti illusi (le buone maestre di Ravenna, certi parroci, tante anime belle), 2) gli Ideologi relativisti (professori di Oxford, intellettuali organici, i Tullio De Mauro, gli Odifreddi, i Vattimo, ecc.), 3) i Cretini interessati (politici di mezza Europa, amministratori locali, alti prelati) : tutti e tre questi gruppi, ognuno con le sue motivazioni, spingono concordemente nella stessa direzione, la dissoluzione del collante spirituale della nostra cultura. E - accecati dai rispettivi interessi - non vedono quello che anche un cieco vedrebbe, e che la storia recente ha già abbondantemente dimostrato in Francia, in Inghilterra e ovunque : gli islamici non si integrano, né vogliono integrarsi. Ti ringrazio Sylvia per avermi aiutato a chiarire questa (triste) storia e ne approfitto per augurarti Buon Natale. P.S. resta solo un dubbio : Gianmariax in che gruppo lo mettiamo? (buon natale anche a te, Gian...)
#71 b.bruno (3976) - lettore
il 22.12.08 alle ore 19:25 scrive:
#gianmariax66: il suo ragionamento la qualifica. Complimenti.
#70 b.bruno (3976) - lettore
il 22.12.08 alle ore 19:22 scrive:
dimenticavo, # Biri107, a prova del nove dell’ esistenza di un piano, e di un piano voluto, e di quel tipo, cioè di liquidazione delle ultime tracce di identità cristiana dall’ Europa, di ricordare l’ assatanata resistenza dei vertici europei che contano alla iscrizione delle famose radici cristiane neppure a preambolo della Costituzione della Nuova Europa ( quelli che si dichiaravano favorevoli, recitavano solo la parte loro assegnata... ). E poi, pensare che non possa non esserci un piano e non volere poi crederci che ci sia, mi pare una contraddizione, no? E poi immaginare da chi venga l’ ispirazione di questo piano, non è una fatica insuperabile. Si sa, si sa...
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Alessandro Sallusti
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