martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 20:54
 INTERNI
giovedì 22 gennaio 2009, 08:35

Islam, Maroni vieta le preghiere in piazza

"Scene come quelle di piazza del Duomo a Milano non devono più ripetersi". Il ministro dell’Interno ha pronta una direttiva per i prefetti: "Tuteliamo il diritto di manifestare, ma siano rispettati anche gli altri cittadini"

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook

Roma - Stop alle provocazioni. I luoghi-simbolo della cristianità non potranno più essere invasi. Lo ha deciso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nelle nostre città non si vedranno più manifestazioni-preghiera come quelle del 3 gennaio scorso, quando migliaia di persone, alla fine di un corteo «per la Palestina» occuparono simbolicamente (e senza autorizzazione) piazza Duomo a Milano, e piazza San Petronio a Bologna. Un trauma, per molti, l’invocazione ad Allah pronunciata da migliaia di fedeli musulmani prostrati verso La Mecca proprio davanti alle cattedrali cristiane. Per molti un’offesa, o ancora una mossa consapevole inserita in una precisa strategia di islamizzazione dello spazio pubblico delle città. Anche perché a condurre quella preghiera fu Abu Imad, imam del centro di viale Jenner, su cui grava una condanna appello per associazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. L’arciprete del Duomo di Milano, monsignore Luigi Manganini, parlò di «mancanza di sensibilità». Nessun commento dall’arcivescovo ambrosiano Dionigi Tettamanzi, ma sei giorni dopo gli organizzatori del corteo dovettero bussare alla porta della Curia. Un incontro riparatore sancito da una dichiarazione in cui i promotori del corteo esprimevano «rammarico» «qualora il gesto avesse ferito la sensibilità cristiana», ripetendo che «non c’era intenzione di compiere una provocazione o mancare di rispetto». Un rammarico a cui alcune autorità del mondo islamico o arabo hanno aderito in modo poco convinto, se non controvoglia. Il giorno successivo, a Milano, un nuovo corteo. Tenuto a distanza dal Duomo grazie a un robusto servizio d’ordine controllato da centri islamici e organizzazioni filopalestinesi. Ma non esente dagli slogan violenti, dai roghi delle stelle di David, da una drammatica confusione fra politica e religione.
Ora il ministro Maroni dice «basta»: «Ho preparato una direttiva che verrà inviata a tutti i prefetti affinché fatti come quelli avvenuti davanti al Duomo di Milano non abbiano a ripetersi», ha annunciato al «question time» alla Camera, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di An-Pdl, e vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. L’obiettivo - ha detto il ministro leghista - è «meglio regolare le manifestazioni, garantendo il diritto di manifestare e allo stesso tempo il diritto dei cittadini a fruire pacificamente degli spazi della propria città».

De Corato si è detto soddisfatto della risposta, e della direttiva: «Con questo provvedimento non dovrebbero più verificarsi fatti come quelli del 3 gennaio. L’importante però è rilevare che questa direttiva va applicata drasticamente», ha precisato, osservando come l’autorizzazione a sfilare fino al Duomo non fosse stata concessa neanche quel giorno: «Ora si tratta di impedire questa strategia della provocazione».

Nessuna contestazione dai responsabili dei maggiori centri islamici di Milano. «È nelle prerogative del ministro decidere questa limitazione - ha detto Abdel Hamid Shaari, direttore dell’istituto di via Padova - noi ci siamo affrettati a chiedere scusa per quanto è accaduto, garantendo che non ci sarà più alcun gesto ritenuto offensivo». D’accordo anche il direttore della Casa della cultura islamica di via Padova, Asfa Mahmoud: «Non ci sono problemi. Non dobbiamo mischiare politica e religione, ma ricordo a tutti che i musulmani milanesi, 80mila persone, ancora aspettano un luogo degno dove riunirsi per pregare. Basta con capannoni, garage e scantinati».

50 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#50 Eclisse (1011) - lettore
il 23.01.09 alle ore 17:58 scrive:
[2] «I hope that they [gli islamici] clamor all the louder and posture all the more tellingly--right up until Italians cry, "Basta!" And then, let's see how quickly Islam's all-conquering hordes take flight.» - «Good for the Italians. The front of an ancient cathedral is no place for their headbangers ball.» - «Italy shows some testicular fortitude -- more than most Europeon countries can say these days.». E questi sono solo un esempio.
#49 Eclisse (1011) - lettore
il 23.01.09 alle ore 17:56 scrive:
Mi sono dilettato a cercare questa notizia nei blog in lingua inglese, ecco qualche commento: «Of all the countries I would have expected to lead the fight against Islam, Italy would not have been one of them. I must say, I now have great respect for the Italians. Someone actually has the moral courage and fortitude to stand up for their way of life.» - «Bravisimo Italianos!! (sic)» - «Can you imagine something like this happening in the UK or even the US? […] I think Italy should be praised for the stand they are taking» - «Italy do not succumb to Islam […] Long live Italy.» - «Italy, good on you» - «All the indications are that Italy will take the necessary measures to prevent an Islamist takeover. The Italians are not prepared to subjugate their own culture and the Italian people - particulary in the north - will defend their religion and way of life against the march of Islam.» - «VIVA ITALIA!» ./.
#48 Gio47 (350) - lettore
il 22.01.09 alle ore 19:54 scrive:
110 e lode a Maroni, continua cosí, vedrai che il popolo Italiano approva. difendiamo la nostra cultura
#47 plaunad (999) - lettore
il 22.01.09 alle ore 18:41 scrive:
Ben fatto. Continui su questa linea On. Maroni ed avrà l' approvazione della stragrande maggioranza degli italiani
#46 cantastorie (3004) - lettore
il 22.01.09 alle ore 18:27 scrive:
Non è detto che sia sufficiente....
50 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi