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giovedì 22 gennaio 2009, 08:35

Islam, Maroni vieta le preghiere in piazza

"Scene come quelle di piazza del Duomo a Milano non devono più ripetersi". Il ministro dell’Interno ha pronta una direttiva per i prefetti: "Tuteliamo il diritto di manifestare, ma siano rispettati anche gli altri cittadini"

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Roma - Stop alle provocazioni. I luoghi-simbolo della cristianità non potranno più essere invasi. Lo ha deciso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nelle nostre città non si vedranno più manifestazioni-preghiera come quelle del 3 gennaio scorso, quando migliaia di persone, alla fine di un corteo «per la Palestina» occuparono simbolicamente (e senza autorizzazione) piazza Duomo a Milano, e piazza San Petronio a Bologna. Un trauma, per molti, l’invocazione ad Allah pronunciata da migliaia di fedeli musulmani prostrati verso La Mecca proprio davanti alle cattedrali cristiane. Per molti un’offesa, o ancora una mossa consapevole inserita in una precisa strategia di islamizzazione dello spazio pubblico delle città. Anche perché a condurre quella preghiera fu Abu Imad, imam del centro di viale Jenner, su cui grava una condanna appello per associazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. L’arciprete del Duomo di Milano, monsignore Luigi Manganini, parlò di «mancanza di sensibilità». Nessun commento dall’arcivescovo ambrosiano Dionigi Tettamanzi, ma sei giorni dopo gli organizzatori del corteo dovettero bussare alla porta della Curia. Un incontro riparatore sancito da una dichiarazione in cui i promotori del corteo esprimevano «rammarico» «qualora il gesto avesse ferito la sensibilità cristiana», ripetendo che «non c’era intenzione di compiere una provocazione o mancare di rispetto». Un rammarico a cui alcune autorità del mondo islamico o arabo hanno aderito in modo poco convinto, se non controvoglia. Il giorno successivo, a Milano, un nuovo corteo. Tenuto a distanza dal Duomo grazie a un robusto servizio d’ordine controllato da centri islamici e organizzazioni filopalestinesi. Ma non esente dagli slogan violenti, dai roghi delle stelle di David, da una drammatica confusione fra politica e religione.
Ora il ministro Maroni dice «basta»: «Ho preparato una direttiva che verrà inviata a tutti i prefetti affinché fatti come quelli avvenuti davanti al Duomo di Milano non abbiano a ripetersi», ha annunciato al «question time» alla Camera, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di An-Pdl, e vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. L’obiettivo - ha detto il ministro leghista - è «meglio regolare le manifestazioni, garantendo il diritto di manifestare e allo stesso tempo il diritto dei cittadini a fruire pacificamente degli spazi della propria città».

De Corato si è detto soddisfatto della risposta, e della direttiva: «Con questo provvedimento non dovrebbero più verificarsi fatti come quelli del 3 gennaio. L’importante però è rilevare che questa direttiva va applicata drasticamente», ha precisato, osservando come l’autorizzazione a sfilare fino al Duomo non fosse stata concessa neanche quel giorno: «Ora si tratta di impedire questa strategia della provocazione».

Nessuna contestazione dai responsabili dei maggiori centri islamici di Milano. «È nelle prerogative del ministro decidere questa limitazione - ha detto Abdel Hamid Shaari, direttore dell’istituto di via Padova - noi ci siamo affrettati a chiedere scusa per quanto è accaduto, garantendo che non ci sarà più alcun gesto ritenuto offensivo». D’accordo anche il direttore della Casa della cultura islamica di via Padova, Asfa Mahmoud: «Non ci sono problemi. Non dobbiamo mischiare politica e religione, ma ricordo a tutti che i musulmani milanesi, 80mila persone, ancora aspettano un luogo degno dove riunirsi per pregare. Basta con capannoni, garage e scantinati».

50 commenti su 1  2  3  4  5  6   7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 dellelmodiscipio (1532) - lettore
il 22.01.09 alle ore 10:49 scrive:
E bravo il Maroni. Vieti anche il passaggio di Calderoli col suo branco di maiali destinato a impedire la costruzioni di moschee su terreni impuri. Dia ordine ai carabinieri di sparare su quegli animali.
#19 EleonoraC (38) - lettore
il 22.01.09 alle ore 10:42 scrive:
vogliono la moschea, il tempio, luoghi di culto se li costruiscano sui loro terreni a loro spese. Pregano in piazza/marciapiedi/strade/luogo pubblico intervenga la polizia. Un occidentale e cristiano non può minimamente pregare o dare testimonianza della propria fede in paesi arabi, non solo, per noi donne anche solo essere turiste nei loro paesi senza velo è visto come un affronto.
#18 Giacomo Di Palermo (11) - lettore
il 22.01.09 alle ore 10:38 scrive:
"Un trauma, per molti, l’invocazione ad Allah pronunciata da migliaia di fedeli musulmani prostrati verso La Mecca proprio davanti alle cattedrali cristiane." Un trauma?? Non so se ridere o se piangere..magari per questa volta rido. Siamo troppo indietro rispetto agli altri paesi ai quali vorremmo confrontarci, non so se ci riprenderemo piu'.
#17 blues188 (575) - lettore
il 22.01.09 alle ore 10:39 scrive:
Bene, anche oggi c'è l'insulto dell'arrabiatissimo gianmariax, ormai è diventato parte integrante del rumore di fondo. #12 Simone Peri, la penso come te, siamo noi ad essere paurosi nello svolgere il nostro ruolo. Qualche impedimento ci è stato procurato dalle idee sinistre, ma siamo noi che abbiamo dimenticato di fare quanto ci spetta. Maroni sta facendo la sua parte, noi facciamo la nostra. Intanto cuciniamo una bistecca di maiale per gianmariax, potrebbe aver fame del maialino che Calderoli ha portato a spasso a vedere aree ancora incontaminate del Nord.
#16 satana (509) - lettore
il 22.01.09 alle ore 10:29 scrive:
#12 simone peri: qual'è la nostra identità? o forse volevi dire le nostre identità?...noi siamo da secoli calpesti e derisi perchè non siam popolo perchè siam divisi...
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