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giovedì 18 dicembre 2008, 19:40

Islam, Vaticano: sì a nuove moschee in Europa

La Santa Sede dice sì alla costruzione di nuove moschee purchè siano rispettose dell’ambiente umano e culturale circostante. E avverte: "Il vero pericolo è rappresentato da un islam che rimane sotterraneo. La sua maggiore visibilità costituirà un elemento di maggiore sicurezza"

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Roma - Sì alla costruzione di nuove moschee in Europa, purchè siano rispettose dell’ambiente umano e culturale circostante. Il vero pericolo è infatti rappresentato da un Islam che rimane sotterraneo e nascosto la sua maggiore visibilità invece costituirà un elemento di maggiore sicurezza per tutto l’Occidente. Sono queste le impegnative affermazioni del cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e vicepresidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) che oggi è stato ricevuto dal Papa insieme al cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Budapest e presidente del Ccee e all’altro vicepresidente dell’organizzazione, il cardinale Josip Bozani, arcivescovo di Zagabria.

La conferenza cristiano-musulmana Ricard è stato relatore dell’importante conferenza cristiano-musulmana svoltasi a Malines, in Belgio, nello scorso ottobre. Le dichiarazioni del cardinale sono state riportate dal Sir, l’agenzia stampa della Cei. "La libertà religiosa - ha detto il porporato - prevede che i fedeli abbiano i propri luoghi di culto, e ciò vale per i cristiani e per i musulmani, in Europa e nei Paesi islamici". Il cardinale si dice favorevole a nuove moschee in Europa, "a condizione che siano rispettose dell’ambiente umano e culturale nel quale vanno ad inserirsi e si adattino al Paese che le ospita".

Sì alla moschea, no al minareto In concreto, spiega, "in alcuni Paesi la costruzione dei minareti per l’invito alla preghiera suscita fastidio e ostilità. Per questo si dice sì alla moschea, no al minareto". In merito ai timori che la costruzione di nuove moschee possa costituire un pericolo per la sicurezza del continente, il card. Ricard ha quindi affermato: "I rischi saranno maggiori quanto più l’islam rimarrà sotterraneo e nascosto. Rendere, al contrario, questa religione più 'ufficiale' e visibile contribuirà a mio avviso a garantire maggiore sicurezza a tutto l’Occidente". Ricard ha anche spiegato che "cristiani e musulmani devono essere al tempo stesso cittadini e credenti, stando in Europa senza diluirsi nè rinchiudersi nel privato, poichè le religioni sono 'organizzazioni sociali' che possono offrire un prezioso contributo alla società".

Il dialogo interreligioso "Cristiani e musulmani - ha detto il cardinale francese - possono impegnarsi insieme per difendere la famiglia e promuovere tutto ciò che facilita la giustizia e la concordia sociale, anzitutto il diritto alla libertà di coscienza e di religione". "Questo ultimo aspetto - ha spiegato Ricard - è stato riconosciuto nella dichiarazione finale della Conferenza cristiano-musulmana di Malines ed è già un primo passo, ma all’interno della libertà di coscienza vi è anche la libertà di lasciare una religione per convertirsi ad un’altra o decidere di farne a meno, e questo per i musulmani è più difficile da accettare". 

28 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#28 silvia25 (108) - lettore
il 19.12.08 alle ore 7:54 scrive:
Sono cattolica ma a questo punto devo dirlo ma perchè la chiesa non ci dà il buon esempio e costruisce una moschea nello stato del vaticano, oppure perchè non ospita i tanto belli e buoni extracomunitari nelle tante stanze del vaticano?!
#27 Caterpillar (1212) - lettore
il 19.12.08 alle ore 6:15 scrive:
Come al solito il Vaticano, o per maggior precisione la parte della nomenklatura ecclesiastica più sensibile alla convenienza ed all'ecumenismo, finge di non ricordare quale sia la tattica dell'islam così come l'avevano ben chiaramente illustrata alcuni suoi autorevoli esponenti: sfruttare la debolezza del cristianesimo insita nella sua dottrina dell'amore e dell'accoglienza e utilizzare le larghe maglie della democrazia per insinuarsi nel tessuto sociale dell'occidente e da qui prepararsi ad aprire le porte della dittatura in nome di Maometto. Dal momento che si sa benissimo quale sia l'obiettivo e quali gli strumenti per conseguirlo, oltre al terrore, mi chiedo perchè le porte dell'occidente restino ancora aperte a questi flussi migratori finalizzati alla presa del potere. A meno che la Chiesa intenda allearsi, come fece con il nemico "rosso" ai tempi di Moro, per illudersi di poter restare in sella a forza di compromessi.
#26 porthos (1737) - lettore
il 19.12.08 alle ore 1:15 scrive:
Ognuno, beninteso può dir la sua,ma essendo l'Europa un insieme di stati sostanzialmente laici dal punto di vista squisitamente politico,ma pur sempre attraversati da altri credi e confessioni, sarebbe utile che Non fosse solo Santa Romana Chiesa a dire cosa si debba fare o non fare in altri stati, Italia compresa.Sarebbe interessante sapere cosa pensino in merito le chiese protestanti, luterane o calviniste che siano,o le altre conessioni che da secoli vivono in Europa, e che dopo anni di lotte spesso cruente, hanno trovato un loro equilibrio socio-politico-religioso,che probabilmente verrebbe alterato da un innesto di una confessione, quella islamica,in cui ancora prevale la componente della "guerra santa" guerreggiata sul campo,della jahad,della vendetta rituale,ma pur sempre portata sul piano della fisicità. Roma, intesa come Vaticano,può Non essere contraria, ma gli europei,intesi come popoli, sono pronti ad aprire incondizionatamente all'Islam ? Personalmente credo proprio di NO
#25 Kontiki946 (627) - lettore
il 19.12.08 alle ore 0:26 scrive:
Visto la loro condiscendenza, usassero il loro territorio...Buttano giù qualche chiesa e ci fanno costruire sopra le moschee. Come fecero con tanti templi Romani su cui furono costruite chiese!
#24 marcodaberlino (16) - lettore
il 18.12.08 alle ore 23:04 scrive:
ma adesso il vaticano controlla anche il ministero dei lavori pubblici?
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