Istat, in Italia povero un bimbo su 5

Il rapporto annuale sulla povertà ha rivelato che i minori indigenti sono 1,756mila. Il 70% vive al Sud. Quelli che vivono senza beni essenziali per una vita dignitosa sono 649mila, il 6,3%

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Milano - Cresce in Italia il numero di minori che vivono in condizioni di povertà. Il rapporto annuale dell'Istat, infatti, rivela che un bambino su cinque - 1,756 milioni di minori, corrispondenti al 17% dei bimbi che vivono nel nostro Paese - è povero. La maggior parte di questi, circa 1,179 bambini (il 70%), vive al Sud. E in totale sono 649mila (il 6,3%) quelli che vivono in povertà assoluta, senza l'accesso a beni considerati essenziali per una vita dignitosa. Tra tutti i poveri assoluti in Italia, quindi, i minori rappresentano un quinto del totale.

Cresce la povertà al Sud Il direttore centrale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, ha osservato che "la povertà minorile è in aumento nel lungo periodo, soprattutto nel meridione, dove dal 1997 al 2009 è arrivata al 30%". Osservando la composizione delle famiglie nelle quali vivono i bambini in condizioni di povertà relativa, nel 44% dei casi si tratta di famiglie composte da genitori e due figli; nel 25,8% nel nucleo familiare ci sono tre figli o più. Il 6,9% dei bambini poveri vive con un solo genitore e l’11,4% ha una famiglia con membri aggregati, ad esempio anziani. "L’Italia è un paese caratterizzato dalla povertà minorile - ha aggiunto il direttore centrale dell’Istat - se pensiamo che nel nostro paese un bambino su quattro vive in una famiglia a basso reddito contro il rapporto di uno si dieci della Scandinavia. La povertà minorile, inoltre, è più diffusa rispetto a quella degli anziani". Per quanto riguarda le famiglie, ha aggiunto Sabbadini, citando un indagine sugli indicatori di privazione riferita al 2007 e svolta in collaborazione con il ministero del Lavoro, il 5,4 % delle famiglie con minori ha avuto momenti in cui non poteva garantire un’alimentazione adeguata, il 15,5% non ha potuto comprare gli abiti adatti alla stagione o la tuta per la ginnastica, l’11,2% non ha acquistato libri extrascolastici, il 15,6% ha avuto difficoltà a comprare giochi elettronici. Inoltre alcune famiglie non hanno potuto mandare i figli a mostre, cinema o teatro (12,1%), hanno rinunciato a festeggiare ricorrenze importanti (18,1%) o non hanno partecipato a feste di amici (10%).

"La povertà esiste anche in Italia" Lo studio è stato presentato durante un seminario organizzato dall'Unicef per studiare un piano per contrare il fenomeno. Stefano Tavarella, vicepresidente Unicef, ha commentato: "Dobbiamo far presente alla società civile, spesso distratta che la povertà esiste in Italia e che sta assumendo preoccupanti livelli. Occorre quindi strutturare un piano sistemico che coinvolga Governo, Comuni e associazioni e che contrasti il fenomeno".
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COMMENTI

#5 migpao (2406) - lettore
il 19.10.10 alle ore 19:10 scrive:
#4 gianni59. no, i risultati non saranno gli stessi. il 30 gennaio 1933 in germania sono cambiate tante cose, ma in italia non cambierà mai nulla.
#4 gianni59 (1708) - lettore
il 19.10.10 alle ore 18:27 scrive:
i commenti che si leggono qui sembrano quelli che si leggevano sui giornali tedeschi nel 1928....i risultati saranno gli stessi?
#3 cantastorie (5375) - lettore
il 19.10.10 alle ore 16:57 scrive:
Beh, vista così sembrava una cattiva notizia, dopo aver riflettuto sulla situazione degli anziani dove le percentuali si ribaltano, devo dar ragione a quel tale che diceva: " Si nasce sporchi, affamati e nervosi.... poi però le cose peggiorano..."
#2 migpao (2406) - lettore
il 19.10.10 alle ore 15:34 scrive:
che i genitori lavorino di più, oppure che facciano a meno di fare figli, per me è uguale, basta che non mi si innalzino le tasse per mantenere i figli altrui.
#1 alieno54 (2) - lettore
il 19.10.10 alle ore 14:43 scrive:
Cominciamo a non dare più soldi alle varie associazioni tipo FAO e simili, ai palestinesi, etc. e pensiamo una volta per sempre a mettere a posto le cose a casa nostra, una volta sistemata casa nostra, se avanzano, pensiamo agli altri.Forse è ora di finirla di sprecare soldi per poi leggere sui giornali che i rappresentanti della FAO dei vari paesi dove con un euro si salva una vita, passano i loro soggiorni romani in hotel da 2000 € al giorno. Usiamo questi soldi NOSTRI per i NOSTRI bambini.
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