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lunedì 07 aprile 2008, 09:00

Italia bloccata: finite solo 4 opere su 137

Corte dei conti: gli appalti sono frenati da esecutivo e veti locali. Il record: 4 anni per l'ok ecologista alla superstrada

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Roma - Furono chiamate «grandi opere», infrastrutture in grado di risollevare un Paese, di mettere in contatto Regioni vicine eppure separate da barriere naturali un tempo inaffrontabili, cemento per rilanciare lo sviluppo attraverso strade, autostrade, ponti e binari. Priorità di una nazione, e infatti la legge che sanciva le urgenze infrastrutturali dell’Italia venne chiamata «legge obbiettivo», norma per concedere a queste opere fondamentali procedure accelerate «per il rilancio delle attività produttive».

Risultato: dal 2001 su 137 grandi opere strategiche ne sono state portate a termine 8. Sei sono ferme da oltre un anno al progetto preliminare, altre 8, sempre da più di un anno, al progetto esecutivo. Con record di lentezza per l’approvazione della Via, la Valutazione d’impatto ambientale, che superano i 1500 giorni.

Secondo gli ultimi dati disponibili, gli interventi approvati sono stati 144: le macro-infrastrutture iniziali furono infatti scorporate in 15 sistemi, 228 opere e in 358 interventi, poi ridotte dal governo Prodi che selezionò priorità nelle priorità per ridimensionare l’ambizioso progetto iniziale ai fondi effettivi. Ma le grandi opere non stanno procedendo con la straordinarietà di tempi che aveva stabilito la legge e avanzano ancora più piano - secondo l’ultimo studio dell’Ance l’associazione dei costruttori -, dalla seconda metà del 2006.

Un grave freno, secondo questo dossier, è stata una variazione del ruolo del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, da parte del governo Prodi: questa «complessa riorganizzazione», si legge, «ha di fatto costituito un elemento di rallentamento di tutte le ordinarie attività approvative e di coordinamento svolte dal Cipe tra la seconda metà del 2006 e la prima metà del 2007».
Situazioni «di rallentamento» nel periodo 2006-2007 vengono segnalate anche per quanto riguarda la Struttura tecnica di missione, «dovuta alla complessiva riorganizzazione della struttura a seguito del cambiamento di governo».

È l’approvazione del progetto preliminare la fase più delicata (e più lenta) della nascita di una grande opera secondo l’Ance: sono necessari in media 525 giorni, un anno e mezzo, una media tre volte superiore ai 180 giorni previsti dal decreto attuativo del 2002.
I progetti fermi stanno aspettando in media da quasi cinque anni (1596 giorni). Tutta la fase progettuale ha una durata media di 3 anni e 7 mesi. Le procedure che dovrebbero essere accelerate per legge sono frenate da «forti elementi di conflittualità istituzionale - si legge nel dossier - tra i livelli amministrativi centrali e le regioni e gli enti locali».

Ma anche da coperture non garantite: la Finanziaria 2008 ha stanziato per le opere strategiche 3 miliardi di euro fino al 2010. Nell’allegato sulle infrastrutture del Dpef la necessità calcolata però era più che doppia (6,2 miliardi). Ecco il pericolo: «Questo consistente gap fa presagire, in assenza di opportune misure correttive, il possibile verificarsi nei prossimi anni di problematiche per la completa copertura finanziaria di opere già in avanzato stato progettuale».

Anche la Corte dei conti, nella delibera pubblicata il 31 marzo, meno di una settimana fa, sulla gestione finanziaria dell’Anas nel 2006, ha ammonito: «L’attuazione della legge obiettivo palesa vistose lentezze e ritardi che delineano un quadro decisamente negativo». E si aggiunge: «Delle 137 opere deliberate dal Cipe alla data del 30 novembre 2006 ne risultavano completate soltanto 4 e in corso 25, queste ultime pari a poco più di un quinto di quelle approvate; altre 35 opere risultavano invece in attesa dell’apertura dei cantieri». I bandi aggiudicati, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile, sono 87. Questo significa che circa la metà delle grandi opere non è neanche arrivata alla gara.

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8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 Luigi Morettini (3390) - lettore
il 07.04.08 alle ore 12:43 scrive:
E' chiaro a tutti che il governo Prodi doveva boicottare le opere messe in cantiere da Berlusconi.La sinistra cova rancore è astiosa vendicativa, non riconosce mai i propri fallimenti, figuriamoci se è propensa a portare a termine i lavori iniziati dai suoi avversari politici. Non vogliono ancora scusarsi con il mondo intero per aver sostenuto le più feroci dittature comuniste al mondo, possiamo sperare in un loro buon senso per far vivere meglio gli italiani? Sono e restano comunisti, comunque camuffati.
#7 Gallo Giuseppe (550) - lettore
il 07.04.08 alle ore 12:11 scrive:
se vince pdl di Berlusconi presidente finalmente vedremo queste opere realizzarsi con il buon senso di tutti gli Italiani che vogliono un vero cambiamento anche nelle istituzioni, chi frena lo sganciamo e lo facciamo andare a piedi
#6 socrate77 (479) - lettore
il 07.04.08 alle ore 11:35 scrive:
il problema è che è inutile far pompa magna di grandi opere se poi non si sistema la macchina burocratica. Ci vuole un accordo bipartisan su questi problemi..molto semplici. Un governo stabilisce un lavoro e poi una commissione in 90gg valuta impatto ambientale, copertura finanziaria, gara di appalto. Se supera i 90 gg viene sfiuduciata.
#5 LOUITALY (54) - lettore
il 07.04.08 alle ore 10:40 scrive:
Per allargare di 2 corsie un misero collegamento tra l' aurelia e l' aeroporto di Pisa (si e no 1 kilometro) ci hanno messo ben più di 10 anni ed ancora non hanno finito di asfaltare decentemente. NON CAPISCO prorpio come ci siano voluti tutti questi anni per una misera misera costruzione. Una vergogna marcia!!! Nell stesso periodo in altri paesi (malesia, tailandia, Hong Kong, a Dubai etc) ho visto costruire kilometri kilometri di strade bellissime ponti gallerie grattacieli eccezionali. In Italia abbiamo una mentalità micragnosa. E quando Berlusconi era al governo nessuan opera è stata conclusa, mentre il governo comunista ha distrutto quei pochi progetti in essere
#4 Maria Rosa (337) - lettore
il 07.04.08 alle ore 10:27 scrive:
Signor Ministro, grazie al cielo, fino a sabato, che cosa ha fatto in questi due anni?
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