Italiani sveglia, la pacchia è finita

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Prima o poi doveva succedere: è suonata la sveglia. Quando accade non sempre ci si butta giù dal letto. È conveniente farlo, ma c’è chi guadagna ancora qualche minuto di torpore, rimandando di un po’ la levata. È quello che sta accadendo. Ancora a letto, la parte torpida della nazione fa finta di non rendersene conto o ne dà la colpa a Berlusconi e a Tremonti, ma la serie di sfavorevoli congiunture nazionali e internazionali - globali, dunque - cui dobbiamo necessariamente far fronte per non finire nel Quarto mondo, mette fine e per sempre a un old deal che andava avanti, bene o male, da una quarantina d’anni. Frutto di una intesa tacita ma solidamente operante fra la Dc e il Pci, nel giro di poco tempo si venne a creare uno Stato «pesante» che aveva voce e potere in ogni settore dell’economia e della finanza. E che sull’onda dell’ideologia comunista (a ciascuno secondo i propri bisogni) e di quella cattolica (la solidarietà sociale) si accollò il compito di mantenere il cittadino o comunque di esentarlo da tutte una serie di spese che lo Stato si accollava.
In pratica, un poderoso ma invertebrato, adiposo, decerebrato Stato sociale che si muoveva su due fronti: la gratuità di molti servizi e l’assegnazione a pioggia o meglio a grandine di una serie infiniti sussidi, di gabole per tirar su soldi (un esempio per tutti: la lavoratrice che si ritrovasse in stato interessante nel corso dei lavori, anche stagionali, in agricoltura, aveva o forse ha ancora diritto al sussidio maternità per un anno. Frotte di giovani spose specie del Meridione, terminato il viaggio di nozze andavano a raccogliere l’uva o le olive e due mesi dopo passavano alla cassa e chi s’è visto s’è visto). In certe cittadine del sud non c’era (non c’è?) abitante - uno solo - al quale lo Stato nega una qualche sovvenzione, foss’anche quella di invalidità e questo anche se l’invalidità era inesistente, ciò che ha permesso a un paio di generazioni di vivere alla michelaccio. Senz’altro cruccio che quello di far trascorrere il tempo. L’unico lavoro che sembrava loro opportuno era di frugacciare fra le pieghe dei decreti, delle leggi, delle delibere, delle ordinanze e delle disposizioni transitorie (cioè permanenti) e scovarvi il pretesto per fare rispettosa domanda onde beneficiare di questo o quel sussidio. E non è che nel resto d’Italia le cose siano andate in modo diverso. Vaste sacche di parassiti di Stato sussistevano e credo sussistano tutt’ora nel laborioso Triveneto, nella operosa Padania o nell’austero Piemonte.
Ai propri comodi ci si abitua in fretta e non vi si rinuncia senza pugnare. L’inverno scorso un paio di scuole col bilancio in rosso comunicarono ai genitori morosi che fino al pagamento degli arretrati avrebbero sospeso la distribuzione del pasto ai loro figliuoli. A colazione, si sarebbero dovuti accontentare di un panino. La reazione fu: affamano i nostri figli. Metter mano al portafogli e pagare il dovuto, no. Fornire ai figli un cestino con il cibo preparato dalla mamma solerte, no. L’unica reazione è l’attacco a testa bassa: affamano i nostri figli (che dunque hanno il diritto di mangiar gratis).
Bene, questo impianto sociale - in pratica questa pacchia, questo Bengodi - reso ancora più malsano dal welfare nel welfare, ovvero dall’aiuto economico e materiale che genitori e nonni forniscono all’armata degli italici bambaccioni, non può più reggere a meno di non avviarsi alla bancarotta, ovvero sia alla povertà (quella vera, non quella vagheggiata da la Repubblica con le sue fantomatiche famiglie che non arrivano alla quarta settimana. Destinata, semmai, non a un arrivo, ma a una partenza per un lungo weekend). È suonata la sveglia. È tempo di sbaraccare l’old deal: non ci sono altre vie per scongiurare l’annunciata catastrofe e saranno dolori per i giovani assuefatti al mantenimento familiare o, peggio che mai, di Stato. Toccherà loro una sorte tremenda: andare a lavorare. E dire addio alla movida, che pareva fosse l’unica loro ragion d’essere.

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COMMENTI

86 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#86 voce nel deserto (13038) - lettore
il 07.06.10 alle ore 21:49 scrive:
Per molti la pacchia non cè mai stata.Neppure iniziata. Speriamo che la pacchia sia finita per chi ha fatto sempre il ricco Epulone. Non si tiri troppo la corda che il popolo comincia ad essere nervoso e il popolo ,una volta mobilitato e superato il punto di non ritorno della mobilitazione stessa,difficilmente può essere fermato. L'esibizione di tanta ricchezza nasconde le miserie di una gran parte del popolo italiano e di quel 7% di immigrati che va ad ingrossare le fila dei diseredati per la gioa del partito del tanto peggio,tanto meglio..
#85 volp (111) - lettore
il 07.06.10 alle ore 21:25 scrive:
La dmagogia di queto articolo è sconsolante, pensialle partite IVA che evadono le tasse, pensi alle ruberie degli amici del so editore, pensi agli sprechi di stato ed ai consulenti di Brunetta, vada a vedere quanto costano. E poi la colpaè del' invalido di Castelluccio o di Borrello.? QUeste sono chiacchere buone per gli idioti, pensi al figlio di Bossi in Consiglio regionale e poi ne riparliamo
#84 Emilio Macchi Alfier (213) - lettore
il 07.06.10 alle ore 20:01 scrive:
Come non condividere le parole di Granzotto? Il nuovo premier britannico, Cameron, ha esordito nel suo mandato annunziando molti anni di sacrifici, un po' come Churchill che all'inizio della seconda guerra mondiale non esitò ad annunziare ai suoi cittadini un futuro di lacrime e sangue. I britannici si adeguarono, evitarono di essere invasi e vinsero la guerra; chissà che non succeda anche questa volta. E noi? confidiamo nella CGIL?
#83 barafonda (26) - lettore
il 07.06.10 alle ore 19:49 scrive:
non mi sembra che le offerte di lavoro abbondino,soprattutto nei riguardi dei giovani,laureati o no che siano.le donne,nel privato,in caso di gravidanza per poter proseguire il rapporto di lavoro spesso devono appellarsi ai santi. chi assicura un futuro alle famiglie che vogliano procreare,quando non esistono sgravi fiscali per le troppe spese da affrontare,vedi rette degli asili nido proibitive.tra i paesi ocse siamo agli ultimi posti per quanto riguarda i salari,cresciuti negli ultimi vent'anni solo con l'inflazione programmata e con miserevoli rinnovi contrattuali,ma tra i primi come tassazione.non mi sembra che con un quadro del gnere si viva nel paese del bengodi la prego di considerare tutti gli aspetti di una società,non solo quelli che le sono utili per scrivere un articolo.aborro repubblica ma una famiglia mono reddito non riescie veramente ad arrivare a fine mese,chissà forse lei vive in un'altra italia
#82 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 07.06.10 alle ore 19:34 scrive:
#75 Lisa_Simpson: Leggo i commenti all’articolo e mi accorgo che qualche cosa non quadra. Dopo otto anni, quest’anno sono ritornato in Italia per una vacanza sulla riviera romagnola. Otto anni di notizie dal mio Paese tramite i giornali online e niente TV italiana. Beh, Gente; albergo quattro stelle, nei posti macchina mai visti tanti macchinoni milionari, sette su dieci erano SUV, il resto BMW serie 3 e 5. Famiglia con tre figli e cinque telefonini (Giuro, li ho visti), non ho avuto proprio l’impressione di un Popolo di morti di fame.
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