martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 09:42
 INTERNI
sabato 26 aprile 2008, 07:00

Jeep, ville e guai giudiziari. La vita spericolata di Beppe

Il fustigatore dei pregiudicati fu condannato per aver provocato un incidente nel quale persero la vita due suoi amici e un bimbo. E si salvò da un abuso edilizio con i condoni che adesso critica

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
Alla fine degli anni Settanta Giuseppe Piero Grillo prende moglie: a Rimini conobbe la proprietaria di una pensioncina, Sonia Toni, e in breve si sposarono. Avranno una figlia, Valentina, e Davide, nato purtroppo con dei problemi motori. Il girovagare di Grillo tra i residence di Roma e Milano, tuttavia, renderà le cose difficili molto presto. Su un importante quotidiano nazionale, pochi anni dopo, la moglie rilascerà un’intervista in cui accuserà il marito di non andarla a trovare praticamente mai e soprattutto di lasciarle sempre pochissimi soldi. Ma oggi i rapporti sono ottimi: anche se si è vista negare, da ex candidata per i verdi a Rimini, il famoso bollino grillesco che suo marito rilascia alle liste civiche. Si è arrabbiata molto.
Il giorno più nero. Il tardo 1981 e non il 1980, come erroneamente riferito nel suo blog, è l’anno in cui il comico diviene protagonista di un episodio destinato a segnalarlo per sempre. Il 7 dicembre, da Limone Piemonte, decide di partirsene con alcuni amici alla volta di Col di Tenda, un’antica via romana tra la Francia e la Costa ligure: in pratica sono delle strade sterrate militari in alta quota che portano a delle antiche fortificazioni belliche. Con lui ci sono i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, 45 e 33 anni, col figlio Francesco di 8, oltre a un altro amico che si chiama Alberto Mambretti. Per farla breve: quel viaggio, d’inverno, è una follia. È una strada d’alta quota non asfaltata, e un altro gruppo di amici, nonché un’opportuna segnaletica, sconsigliano vivamente: a esser precisi, la strada è tecnicamente chiusa. Fa niente: Grillo ha uno Chevrolet Blazer, un costoso ed enorme fuoristrada rivestito esternamente di legno e peraltro inquinantissimo. Un quinto amico, Carlo Stanisci, forse si avvede del pericolo e decide di scendere assieme alla fidanzata e al cane. Finisce malissimo: all’altezza di Bec Rouge, alpi francesi, l’auto sbanda su un ruscelletto ghiacciato e scivola verso una scarpata; Grillo riesce a scaraventarsi fuori dall’abitacolo, ma gli altri no, e l’auto rotola nella scarpata per un’ottantina di metri. Mambretti sopravvive non si sa come. I due coniugi muoiono, e ciò che resta del figlio viene trovato sotto la fiancata dell’auto.
Sconvolto, Grillo si rifugia nella casa di Savignone che divide col fratello. Aspettando il processo, non si ferma: ha appena ultimato «Te la do io l’America», nel 1982 è protagonista di «Cercasi Gesù» diretto da Luigi Comencini e nel 1984 l’attende «Te lo do io il Brasile». E qui c’è un episodio, pure raggelante, raccontato in parte dall’Unità del 21 settembre scorso. Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (nel fiorentino) per un cachet di 35 milioni. La sera dello spettacolo però diluvia, gente pochina e di milioni se ne incassano 15. Flop. I compagni di provincia cercano di ricontrattare il compenso, niente da fare: neppure una lira di sconto. Della segreteria comunista, tutta giovanile, l’unico che ha una busta paga si chiama Franco Innocenti, un 26enne: deve stipulare un mutuo ventennale nonostante abbia la madre invalida al cento per cento.
Poi i citati film. Nell’84 c’è il processo per l’omicidio colposo. Emblematico l’interrogatorio in aula: «Quando si è accorto di essere finito su un lastrone di ghiaccio con la macchina?»; «Ho avuto la sensazione di esserci finito sopra prima ancora di vederlo»; «Allora non guardava la strada». Il 21 marzo, dopo una lunga camera di consiglio, Grillo venne assolto dal tribunale di Cuneo con formula dubitativa, la vecchia insufficienza di prove: questo dopo aver pagato 600 milioni alla piccola Cristina di 9 anni, unica superstite della famiglia Giberti. La metà dei soldi furono pagati dall’assicurazione: «La stampa locale, favorevolissima al comico, gestì con particolare attenzione la fase del risarcimento» racconta il collega Vittorio Sirianni. Il Secolo XIX, quotidiano di Genova, s’infiammò con un lungo editoriale a favore dei giudici e dell’avvocato Pasquale Tonolo, ma l’entusiasmo fu di breve durata: l’accusa propose Appello e venne fuori la verità, ossia le prove: il pericolo era stato prospettato, oltretutto, da una segnaletica che nessun giornalista frattanto era andato a verificare. La strada era chiusa al traffico, fine.
Pagina  123  | Successiva 
37 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#37 Dinmau (277) - lettore
il 27.04.08 alle ore 21:42 scrive:
X Marco 68- Carissimo, non si è ancora accorto della differenza fra Lei, "sinistroide" e gli "altri". Lei offensivo, persino sull'aspetto di Facci, parolaio e inconcludente come il suo AMICO GRILLO...noi, con i piedi ben piantati per terra che ANELIAMO finalmente a un po' d'ordine...forza, si converta...siamo pronti ad accoglierla e preparare per Lei persino una camomilla!
#36 marco68 (94) - lettore
il 27.04.08 alle ore 13:32 scrive:
@Dinmau Caro Dinmau, sto qui perchè siamo in democrazia (se non le è chiaro il termine, lo cerchi pure su un dizionario), ed ho il diritto di esprimere le mie idee, anche se non coincidono, fortunatamente, con le sue. Mi auguro vivamente di poter continuare ad avere questa possibilità anche nei prossimi anni, e me lo auguro anche per chi la pensa come lei. Fortunatamente, gli editti bulgari sono leggermente più difficili da attuare, almeno su Internet... P.s. Ammetto che i risultati elettorali mi hanno lasciato un pò di amaro in bocca, ma le 500000 firme raccolte in un solo giorno per i referendum mi hanno ridato fiducia negli italiani: almeno una parte di questo popolo non è stata ancora anestetizzata dal bombardamento mediatico di questi ultimi 15 anni. Saluti.
#35 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 27.04.08 alle ore 6:56 scrive:
Pensierino in calce: ma hanno sentito o letto, quelli che si scandalizzano per cio' che va scrivendo Facci di "personale" su Grillo, quello che il Grillo medesimo ha detto e dice di gente con nome e cognome che gli sta sul gozzo? Giudizi di merito "iNano" , "Sottospecie umana e cagnolino" (la definizione "sottospecie umana " degna di Goebbles), e via gratuitamente offendendo??? Tutti poi regolarmente e signorilmente mandati aff.? Sarebbero queste le critiche civili, argomentate e circostanziate del grande tribuno della plebe (che alla plebe si guarda bene di appartenere)? E che dire dell'istrionismo megalomane che gli fa definire se' stesso ed i tanti astanti nientemeno che i partigiani di oggi? Paragonando gli uni che rischiarono la pelle agli altri (loro) che non rischiano neppure una denuncia per diffamazione? Davvero mi e' difficile capire come si possa credere ad un tipo di tal fatta e criticare Facci perche' lo smaschera.
#34 rossi1000mario (9) - lettore
il 26.04.08 alle ore 23:53 scrive:
Trovo davvero strano il tempismo col quale il Giornale avrebbe indagato sul passato di Beppe Grillo, che comunque ha il merito di aver smosso le acque su un settore quello della informazione che certo non vede l'Italia ai primi posti in quanto a trasparenza. Se poi è vero che la faccenda rete4 ci costa in tre giorni quanto ci costa l'Alitalia in uno è dovere di un giornale democratico scriverlo e farlo comprendere a chiare lettere. Le code per firmare ai referendum le ho viste con i miei occhi e 450.000 firme in un giorno non possono essere nascoste all'opinione pubblica anche se contrastano con gli interessi dei media
#33 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 26.04.08 alle ore 22:44 scrive:
Pensierino in calce: ma hanno sentito o letto, quelli che si scandalizzano per cio' che va scrivendo Facci di "personale" su Grillo, quello che il Grillo medesimo ha detto e dice di gente con nome e cognome che gli sta sul gozzo? Giudizi di merito "iNano" , "Sottospecie umana e cagnolino" (la definizione "sottospecie umana " degna di Goebbles), e via gratuitamente offendendo??? Tutti poi regolarmente e signorilmente mandati aff.? Sarebbero queste le critiche civili, argomentate e circostanziate del grande tribuno della plebe (che alla plebe si guarda bene di appartenere)? E che dire dell'istrionismo megalomane che gli fa definire se' stesso ed i tanti astanti nientemeno che i partigiani di oggi? Paragonando gli uni che rischiarono la pelle agli altri (loro) che non rischiano neppure una denuncia per diffamazione? Davvero mi e' difficile capire come si possa credere ad un tipo di tal fatta e criticare Facci perche' lo smaschera.
37 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi