La leggenda delle api uccise dai pesticidi

di -
Ogni tanto, da parte delle solite associazioni ambientaliste, si sente gridare all’allarme per la presenza nei cibi di tracce di fitofarmaci. Del cui uso quelle stesse associazioni chiedono, molto irresponsabilmente, l’abbandono. Bisogna invece essere consapevoli che non solo non vi è alcuna giustificazione scientifica per abbandonare l’uso di antiparassitari chimici, ma che, anzi, vi sono tutte le ragioni per continuare a investire in ricerca per il loro sviluppo e miglioramento. Essi, piaccia o no, fanno parte di un più ampio schema di tattiche per il controllo della sana crescita dei prodotti agricoli, visto che - checché ne dicano quegli ambientalisti - per combattere malattie e parassiti, non esiste una singola strategia che funzioni in ogni tipo di ecosistema. Gli agrofarmaci devono allora essere considerati uno strumento indispensabile per accrescere la produzione agricola in modo sicuro ed ecologicamente accettabile. Anzi, proprio grazie al fatto che il loro impatto sull’ambiente diventa continuamente meno preoccupante e che - a guardare i fatti senza lasciarsi affascinare dai desideri - non esistono alternative che siano efficaci e universalmente disponibili, gli antiparassitari continueranno per i prossimi decenni ad avere un ruolo dominante in agricoltura.
Recentemente è stato sollevato il problema, che si vorrebbe attribuire ad alcuni insetticidi a base di neonicotinoidi, della moria delle api. Visto che uso regolarmente il miele a colazione, il problema mi tocca personalmente. Esso esiste, e non certo da adesso, ed è un fenomeno indubbiamente serio e dannoso per la produzione del miele, e proprio per questo meriterebbe di essere affrontato senza pregiudizi ideologici. In particolare, è stato accertato che i neonicotinoidi non c’entrano con la moria delle api. I test effettuati, obbligatori in fase di registrazione di tutti i fitofarmaci, dicono chiaramente che l’esposizione di campioni di api a queste sostanze non ha dato risultati negativi: per farla breve, le api di diverse migliaia di alveari esposte per alcuni anni non sono morte. Né poteva essere diversamente visto che è il seme a essere pretrattato con l’insetticida, il quale non si usa durante la fioritura. Piuttosto, quegli studi giungono alla conclusione che le cause della moria delle api sono, oltre che eventi climatici avversi, proprio i parassiti e le malattie, e che le perdite variano molto a seconda della tecnica apistica adottata: insomma ci sono apicoltori più bravi e scrupolosi e altri meno. Allora, la sospensione dell’uso di quegli agrofarmaci, senza arrecare alcun beneficio alle api, risulterebbe una scelta non indolore e irresponsabile: senza protezione, si perderebbero interi raccolti di mais o di barbabietole. I soliti danni causati dagli ambientalisti della domenica, insomma.
Progettare di abbandonare l’uso di antiparassitari e fitofarmaci, poi, è ancora più contraddittorio se, allo stesso tempo, si mantiene l’attuale riluttanza ad accettare i prodotti geneticamente modificati, i soli che possano lasciare speranze di riduzione dell’uso dei prodotti della chimica. Piuttosto che rinunciarvi, va seriamente considerata l’eventualità di investire in ricerca allo scopo di migliorare la loro compatibilità ambientale e la sicurezza per la salute. Allora, non la demagogia ingannevole delle sirene ambientaliste, ma l’impegno ad investire in ricerca sia sui fitofarmaci sia, soprattutto, sulle opportunità offerte dalle biotecnologie fornirà le più solide garanzie di un futuro sempre più rispettoso dell’ambiente. Perché, alla fine, la verità è la solita: la protezione dell’ambiente è una cosa troppo seria per lasciarla un giocattolo nelle mani delle associazioni ambientaliste.
Franco Battaglia

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

29 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#29 vilpoiana (353) - lettore
il 29.09.08 alle ore 16:08 scrive:
vedo con piacere che l'articolo del "prof." Battaglia stavolta ha fatto storcere il naso a molti! Era ora che i lettori si rendessero conto delle falsità scritte da questo sedicente professore...
#28 IRVANO (1) - lettore
il 22.09.08 alle ore 18:59 scrive:
Egr.Sig.Battaglia sono un apicoltore professionale da circa 30 anni e lavoro con 1000 alveari in merito all'articolo scritto voglio sottolineare che ci sono sì apicoltori più o meno bravi,ma se ti trovi con le api in zone dove vengono utilizzati i neonicotinoidi (come nel mio caso ) non ti resta che pregare perchè la strage di api è garantita. Ormai sono 5 anni che soffro per questo problema. Negli anni passati solo il 20/30 % degli agricoltori usavano questi prodotti e infatti i danni erano limitati, nel 2008 nella mia zona il 90 % li ha utilizzati ed è stata una strage.
#27 gianmariax (1998) - lettore
il 22.09.08 alle ore 18:27 scrive:
Da bambino...e vorrei fare presente che non ho 80 anni ma mooolti meno...c'erano le lucciole a casa mia...ora saranno almeno 15 anni che non se ne vede più mezza. Sarà sicuramente colpa degli omini verdi che abitano sulla faccia nascosta della Luna! Si, si...deve esser proprio colpa loro. Questa sera per cena spaghetti al tonno...ma prima una bella spruzzata di DDT al posto della bottarga per insaporire.
#26 sandrolo (2) - lettore
il 22.09.08 alle ore 17:37 scrive:
Finchè sui giornali avranno più spazio i catastrofisti o i politici pecorari, il sempre documentato prof. Battaglia, ne avrà di battaglie da combattere! Alessandro Longo, roma
#25 sukran (731) - lettore
il 22.09.08 alle ore 17:09 scrive:
Sembra strano vedere come un articolo giornalistico, ricco di dettagli e infarcito di informazione scientifica, affidi l'incipit con "ogni tanto, da parte delle solite associazioni ambientaliste...". Quando? Chi? Cosa è stato esattamente detto? Come si possono conciliare una critica così netta e un'imbarazzante vaghezza?
29 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati