martedì 09 febbraio 2010
 
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giovedì 08 gennaio 2009, 07:00

LA BALLA SPAZIALE

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, il riscaldamento globale costringe i poveri pesciolini a risalire il canale di Suez e ciò dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che tra due o tre anni il Mar Rosso entrerà in ebollizione.
E cosa dire della mattana che colpì la società che si dice civile? Cosa dire di Fulco Pratesi che andava predicando di tirare lo sciacquone solo una volta ogni due giorni, di farsi il bagno solo una volta al mese e di cambiarsi la biancheria solo al mutare delle stagioni? Il tutto per risparmiare anche solo dieci litri di quell’acqua che il riscaldamento globale stava velocissimamente evaporando? Cosa dire dell’ossessione per la «carbon print», per l’«impronta ecologica» che falangi di bischeri tenevano aggiornata, attenti a non sforare i parametri? Tram in luogo di taxi uguale tre punti guadagnati, quattro se al posto del tram s’è inforcata la bicicletta. Dieci piani a piedi in luogo dell’ascensore punti due, virgola uno. Panino con la Bologna in luogo di spaghetti pomodoro e basilico uguale (per via del risparmio d’acqua e di gas) cinque punti tondi tondi. Punti preziosi, estremo omaggio al pianeta in agonia, già alla canna del gas.
Che poi, se le conseguenze del canone catastrofista si fossero limitate al folklore del radicalume chic ambientalista o alle menate di Repubblica, amen. Potevamo anche farcene una ragione. Il guaio è che aveva finito per indurre eminenti statisti, tirati per i capelli dagli Al Gore, a sottoscrivere e giurare di rispettare i precetti di quell’incommensurabile bidone chiamato Protocollo di Kyoto. Bidone che all’Italia, cioè a noi contribuenti, sarebbe costato la bellezza di 180 miliardi (e qui è doveroso dirlo: puntando i piedi, mettendosi «fuori dall’Europa», rifiutandosi di sottostare ai diktat degli ayatollah ambientalisti, Silvio Berlusconi vide più lontano di tutti i Sarkozy e le Merkel e gli Zapatero messi insieme. Chapeau).
Ma sì, ci è andata bene. Seppure in zona Cesarini, l’abbiamo scampata. Vecchia cara Natura, sempre pronta a metterci una buona parola e a sputtanare, scusate il termine, i cialtroni. Non ci resta, ora, che rimboccarci le maniche e con tanta pazienza chiarire alle nuove generazioni, cresciute ahiloro a forza di balle sul clima condizionato dalle lacche per i capelli o dal forno a legna d’una pizzeria, che la neve, la pioggia, il sole, il caldo o il freddo sono fenomeni naturali. Anche i capricci del tempo - e il tempo può essere molto capriccioso - sono fenomeni naturali. E non invece, come hanno fatto loro credere bombardandoli di fregnacce ecologiste, reazioni più o meno inconsulte di una sussiegosa Terra Madre indispettita per scarsa sensibilità ambientalista dell’uomo cattivo. Ci vorrà tempo, ma si convinceranno. Anche perché fra una dozzina d’anni potranno sempre andare a dare un’occhiata alla Puglia e ivi controllare se quelle che gli avevano raccontato erano verità scientifiche o panzane di ciarlatano.
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141 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#141 robinhood (944) - lettore
il 12.01.09 alle ore 9:19 scrive:
@mayer125: guardi che è lei che legge le cose in questo modo dualistico! se lei ragiona in termini binari non pretenda che gli altri seguino i suoi schemi mentali semplificati.
#140 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 11.01.09 alle ore 18:28 scrive:
*#139 Italo * - Hai ragione, su questo non ci piove. Ciao.
#139 Italo (714) - lettore
il 10.01.09 alle ore 20:01 scrive:
Non dico che l'operato di Mattei sia recentissimo ma sottolineo il fatto che fu il primo a capire che potevamo ballare da soli.
#138 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 10.01.09 alle ore 17:14 scrive:
*#137 Italo * - Mattei e' preistoria. Io direi: limitiamoci a chiederci perche' negli ultimi, diciamo 25 anni, quelle risorse sono rimaste inutilizzate.
#137 Italo (714) - lettore
il 10.01.09 alle ore 9:31 scrive:
#133 Sylvia Mayer Quel grand'uomo di Enrico Mattei fu ucciso proprio per questo. La Supercortemaggiore non piaceva alle 7 sorelle. Ma Lui insistette.
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