Per Domnica, invece, il primo punto fermo è che alle 21.30, poco prima dell’impatto, era a cena a bordo, non con il comandante, ma assieme a «colleghi dell’equipaggio». La moldava dice di aver lavorato per la Costa, imbarcata sulla nave Magnifica e sulla stessa Concordia, come interprete ed hostess per i passeggeri russi. Questa volta era arrivata come ospite in cabina. La versione della madre è che la crociera sia stata pagata dal fratello. «Dopo l’allarme ho capito che la nave imbarcava acqua e sono salita al ponte 8 (quello di comando nda) perché conosco 4-5 lingue» sostiene l’interprete. «C’erano problemi di energia elettrica, ma sono rimasta in plancia per aiutare il capitano con eventuali annunci e comunicazioni, via altoparlante, in lingue diverse» ha dichiarato alla stampa moldava. La ragazza sostiene che in plancia, oltre a Schettino, c’erano una ventina fra ufficiali e responsabili di crociera. «Quando è stato evidente che la nave si inclinava sempre più da una parte il capitano mi ha ordinato di sbarcare per mettermi in salvo» sottolinea la testimone della tragedia. Domnica raggiunge il ponte 3 e giura che «se non avessi conosciuto la Concordia sarei morta». Poi descrive i drammatici momenti dell’abbandono nave nel caos generale, ma difende a spada tratta il suo operato e quello dell’equipaggio. A cominciare da Schettino: «Se fosse stato un incompetente come avrebbero potuto salvarsi oltre 4mila persone? La prova è che ha fatto girare la nave verso la costa per una migliore evacuazione dei passeggeri. Gli ufficiali sanno bene che ha compiuto il suo dovere». Per la giovane moldava il capitano non è un codardo ma una specie di eroe. «L’accusa di avere abbandonato la nave fra i primi è completamente falsa - sostiene Domnica -. Ho lasciato la plancia alle 23.50 e il comandante era ancora lì». In realtà sarebbe sbarcato poco dopo, mentre a bordo c’erano ancora centinaia di passeggeri. Il codice di navigazione prevede che il capitano sia l’ultimo ad abbandonare la nave.
Sul sospetto di una relazione sentimentale con Schettino, la giovane moldava è scatenata e impaurita dall’attenzione degli inquirenti italiani. «Ci sono dei dettagli che provano quello che dico, ovvero che non avevo alcun legame particolare con il comandante. - spiega al giornale moldavo la ragazza - Se la polizia italiana vorrà interrogarmi ho diversi testimoni che possono confermarlo». Alcuni passeggeri, però, hanno notato una bionda in compagnia di Schettino. E uno degli altri romeni imbarcati, il giovane Banescu, sostiene che «tutti parlavamo del comandante che ha abbandonato la nave non da solo», ma con una donna che gli era molto legata e aveva fatto la hostess sulla Concordia. «Avete visto la foto che i giornali hanno pubblicato? - ribatte Domnica - Mi si vede assieme al capitano? Probabilmente ero al tavolo con una decina di persone. Le accuse sono completamente infondate».
Su Facebook niente foto ma la scritta Costa campus, la struttura che addestra il personale di bordo delle navi da crociera. Ieri ha cambiato la città natale: Zanzibar. Fin dalla prima intervista del 17 gennaio all’emittente moldava Jurnal tv parlava di Schettino come di un eroe: «Penso che abbia svolto un lavoro straordinario, tutto l’equipaggio lo pensa. Il comandante ha salvato più di tremila persone». Peccato che altre sono morte e il disastro sia stato provocato dal passaggio troppo sotto costa. Domnica sembra sorvolare e con il giornale moldavo afferma spavalda: «Sono pronta ad affrontare un secondo naufragio».
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