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venerdì 22 febbraio 2008, 08:56

La Chiesa è contro il patto Pd-Radicali: pugno nello stomaco

Secondo le gerarchie ecclesiastiche è una disfatta per i cattolici che militano nel Pd. Scontro sull'ex terrorista D'Elia, Veltroni: "Non presentiamo i condannati"

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 Il blog di Andrea Tornielli
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La scelta del segretario del Pd Walter Veltroni di accogliere con nove seggi esponenti del Partito radicale, assicurando un ministero a Emma Bonino in caso di vittoria è arrivata come «un pugno nello stomaco» per la Chiesa italiana. La cultura e molte delle battaglie che hanno visto protagonisti i radicali sono infatti agli antipodi rispetto alla tutela di quei valori «non negoziabili» sui quali il Papa e i vescovi insistono.

Il cuore altrove
La scelta di Veltroni viene considerata nei piani alti della Conferenza episcopale e in Vaticano come una «débâcle» per i cattolici che militano nel Pd. In queste ore, nei sacri palazzi, circola una battuta riferita al segretario del Partito democratico, che due giorni fa, all’assemblea del partito, di fronte alle lamentele dei teodem, avrebbe dichiarato: «Vi lamentate per i radicali? Ma i vescovi hanno già il loro cuore altrove...». Un modo per affermare che le gerarchie – ufficialmente non schierate dopo la fine dell’unità politica dei cattolici sotto lo scudocrociato della Dc – avrebbero però già in qualche modo scelto per il frammentato centro o per il Popolo della libertà guidato dal Cavaliere, e non per il nuovo partito di centrosinistra guidato dall’ex sindaco di Roma. Inutile ripetere che la Chiesa non farà pronunciamenti di voto e che i cattolici militano in tutti gli schieramenti. Ciò non significa, però, che un partito valga l’altro.

Di certo la scelta del leader del Pd, che ha iniziato la sua corsa dichiarando di voler andare da solo, ma si è già apparentato con Di Pietro e ora imbarca i radicali, semplifica in un certo senso il panorama politico accentuando in maniera molto più vistosa quei «problemi di compatibilità» per i cattolici dei quali parlava un editoriale di Avvenire domenica scorsa. C’è chi ricorda di quanto fosse furente Rosy Bindi, qualche anno fa, di fronte alla ventilata ipotesi di accordo tra Berlusconi e i radicali (poi non andato in porto): l’attuale ministro della Famiglia riteneva indecente per un elettore cattolico quella fusione che ora invece si ripropone nel

Partito democratico
Una scelta non facile da far digerire anche ai gruppi e alle associazioni cattoliche storicamente più vicine al centrosinistra.

Influssi radicali
La Chiesa teme che la pattuglia radicale, con i suoi nove seggi sicuri, influenzi non tanto e non solo la definitiva stesura del programma elettorale, ma soprattutto le sue concrete declinazioni nelle sedi legislative. Già nei due anni appena trascorsi non sono mancate tensioni fra le gerarchie e i «cattolici democratici» del centrosinistra, ad esempio in materia di riconoscimento delle unioni di fatto e gay, al punto da indurre il cardinale Angelo Bagnasco a precisare che «quando si tratta di avviare proposte legislative che vanno in senso contrario all’antropologia razionale cristiana, i cattolici non possono in coscienza concorrervi». Con la svolta di ieri le preoccupazioni sono evidentemente moltiplicate.

La scelta del Cavaliere
E le grandi manovre al centro, come vengono seguite? Dopo aver cercato di evitare la rottura tra Berlusconi e Casini affinché fosse mantenuto nel centrodestra un simbolo direttamente riconducibile alla difesa dei valori cristiani, la Cei ora guarda a ciò che accade al centro vedendo di buon occhio almeno una riunificazione della Rosa bianca e dell’Udc, per evitare il più possibile dispersione e quindi «irrilevanza» del voto cattolico. Proprio per questa preoccupazione ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai vertici delle gerarchie italiane il fatto che Berlusconi non abbia voluto apparentamenti con la lista di Giuliano Ferrara in favore della moratoria sull’aborto: una materia che, come hanno dimostrato le dichiarazioni dei cardinali Bagnasco e Ruini, sta certamente molto a cuore alla Chiesa, ma che giocata nello schieramento elettorale ha come effetto concreto quello di frammentare ancora di più il già frastagliatissimo voto dei cattolici.

12 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#12 Lovione (1) - lettore
il 27.02.08 alle ore 11:27 scrive:
Se non vi dispiace faccio un commento non specifico se questo articolo, ma un pò su tutto il giornale. Non riesco più a trovare pezzi che descrivino l'attività del centro-destra. Vedo solo articoli che trattano l'altra parte ponendo naturalmnente l'attenzione sugli aspetti negativi. VOGLIAMO DIRE QUALCOSA DI MODERATO? Per cortesia non trattateci da pecoroni, vediamo bene le contraddizioni dell'altra parte e conosciamo personaggi, la loro storia e quello che hanno combinato al governo o nelle Amministrazioni locali. Vorremmo ora INFORMAZIONE su quello che accade nel nostro Paese e sulle iniziative del centro destra. Grazie
#11 Rosario Amico Roxas (199) - lettore
il 22.02.08 alle ore 18:24 scrive:
La Chiesa di Benedetto XVI, che non è "la Chiesa" tout court, è contraria a tutto ciò che potrebbe portare alla vittoria il PD a danno del cattolicissimo Berlusconi, divorzi, aborto, e vita non proprio santificante a parte. Rosario Amico Roxas
#10 paolam (74) - lettore
il 22.02.08 alle ore 16:17 scrive:
"Proprio per questa preoccupazione ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai vertici delle gerarchie italiane il fatto che Berlusconi non abbia voluto apparentamenti con la lista di Giuliano Ferrara". C'è qualcosa che non capisco: se Ferrara fosse entrato nel PDL non c'era meno dispersione di voti? I cattolici che lo avrebbero votato portavano voti allo schieramento di centro destra!?! o no?
#9 serenella (2) - lettore
il 22.02.08 alle ore 13:38 scrive:
Si pero' come la mettiamo con il Pdl e la presenza al suo interno di Capezzone? Cosa si dirà per esempio sul tema dell'eutanasia?
#8 pippomannino (17) - lettore
il 22.02.08 alle ore 12:09 scrive:
Purtroppo sappiamo degli apparentamenti del PD,con i giustizialisti di Dipietro e con i Radicali di Emma Bonino,però non conosciamo ancora i tranfughi che ala spicciolata sono entrati a titolo personale nella lista Pd.La Campagna elettorale si preannincia secondo me molto infuocata,e le polemiche verranno forse dagli ex Dc della Margherita.
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