La congiura del silenzio sui dossier Kgb

Gli storici dovrebbero esultare per i nuovi fascicoli sui segreti che Berlusconi ha ricevuto dalla Bielorussia. Ma per la casta dei compagni qualsiasi documento va prima sottoposto al sinedrio degli ex e post comunisti

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Prosperi dixit. Chi è Adriano Prosperi? È lo storico ufficiale di Repubblica, cioè del regime che decide, o vorrebbe decidere, che cosa è degno o no di essere conosciuto dai poveri italiani sottomessi alla dittatura degli intellettuali. E, a nome della citata casta che nessuno ha eletto, è stato emesso un ukase: guai a chi cerca di apprendere come hanno funzionato i rapporti tra Unione Sovietica e Italia, quali alleanze, tradimenti, complicità ci sono stati e perdurano ancora oggi dopo la caduta del comunismo (almeno di quello del Cremlino che va da Lenin fino a Breznev e perché no, Gorbaciov). Dunque la casta ha stabilito che qualsiasi carta, testimonianza, documento vada prima sottoposto al Sinedrio dominato dagli ex, o post, o comunque li si voglia chiamare, figli della rete di compagni amministratori unici della storia occidentale e in particolare della nostra, di quella provincia la cui capitale è Roma. Dunque, guai a chi esplora e studia l’archivio fornito a Berlusconi dal governo della Bielorussia. A Prosperi qui si risponde: vada al diavolo.
I fatti. Il dittatore della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, grato per la visita a Minsk del nostro premier, ha consegnato a Silvio Berlusconi quattro bei libroni con i fascicoli segreti custoditi dai sovietici a proposito di soldati italiani, e forse non solo soldati, fatti prigionieri e in gran parte morti o spariti durante e dopo la seconda guerra mondiale in Urss.
La nostra reazione abbastanza banale è stata: interessante. Molto. Leggere. Leggere con cura ovvio. Senza impantanare, annebbiare, sbianchettare. Poi certo contestualizzare, difendere, tutto quanto. Comunque vedere, leggere, sapere. Eravamo convinti fosse questa la famosa ricerca storica, con i criteri della scienza e non quelli dell’ideologia. Ovvio. Il primo moto siamo convinti sia giusto e assai congruo: è la curiosità, se si è uomini.
Invece. Orrore. Ripulsa. Guai. Paura, soprattutto paura. Da cui la calunnia preventiva, persino al sottoscritto che chiede semplicemente a quei fogli di tenere duro, almeno loro, visto che non possono avere paura, né hanno il potere di ricredersi. Abbiamo supplicato modestamente non siano lasciati ammuffire né sotterrare nei particolarissimi scantinati o nelle casseforti dove poi, dopo un po’, naturalmente spariscono o vengono sommersi dalla camomilla, avvolti da nuvole di gas narcotizzanti, resi innocui, paciosi, in fondo alla fine inutili.
L’ipse dixit di Prosperi è stato accolto, a quanto pare. La comunità degli scienziati storici dovrebbe mobilitarsi, persino eccitarsi dinanzi a degli inediti che per di più ci riguardano direttamente: scoprire che essi (forse!) parlano italiano, non suscita desiderio di sapere, ma di non sapere, ed è partito l’invito non a studiarli alla morte, ma ad occultare, coprire, sopire. La possibilità che sia tra le vittime sia tra i carnefici ci siano nostri connazionali è diventato un motivo per scostare quelle carte, per metterci il timbro di impresentabili. Si guarda il dito di un dittatore invece che la luna, la quale esiste, eccome se esiste, ci sono stato milioni di prigionieri, di assassinati, addirittura tra i nostri. Be’, non bisogna permettere a questi sacerdoti dalle pozioni già precostituite di iniettare i loro tossici deformanti alla realtà. Quei libroni non sono di Repubblica e degli ex comunisti. Ma sono delle famiglie italiane che hanno perduto i loro cari. E della famiglia italiana intesa come Repubblica italiana e non debenedettiana.
È bastata un’osservazione del Giornale e si è alzato il fuoco di sbarramento. Una paura della verità, un timore delle carte e degli archivi, che ha indotto Prosperi & C. a mettere le mani avanti. Non ci fa spavento questa mossa. Anzi essa indica uno spavento. Facile da individuare. Prosperi, con la classica pompa dell’accademico à la page appare seccato che arrivi materiale, e si dice sicuro sia stato manipolato e lo sarà ulteriormente a meno che - ovvio - lo rigiri lui, a lungo, per saecula seaculorum su mandato del Parlamento.
Pazzesco, ma in fondo neanche tanto. Basta fare un giretto su internet per rendersi conto che questo è il parere del vasto popolo che vuole la verità su tutto, purché coincida con la verità che essa crede già di sapere. E cioè che il male è Berlusconi e il bene è tutto il resto purché sia funzionale al suo assassinio morale e lo sputtani.
Va bene, va benissimo se un presunto pentito di mafia costruisca versioni da bar di Cosa Nostra. Allora lo si ascolti da parte dei pm senza contraddittorio, venga incoronato - come ha scritto Feltri - da manifestazioni da Transilvania, dove si usano i colori foschi dei vampiri benedetti da intellettuali da quattro soldi e da quattro rubli vecchi quattro novi franchi svizzeri.
Ci eravamo mostrati contenti dell’arrivo di molto materiale degli archivi segreti del Kgb consegnati da Lukashenko a Berlusconi. Riguardano i nostri soldati prigionieri in Russia. Qualcosa che permetterebbe di ricostruire - si spera - tanti destini di gente scomparsa. E forse tanti tradimenti. Anzi senz’altro molti tradimenti. Di essi c’è una letteratura di testimonianze universali. Possiamo a richiesta fornire un’antologia, infinitamente più seria e senza scopo di lucro, a differenza delle chiacchiere malavitose degli Spatuzza. Ora sono a disposizione possibili riscontri, o forse no. Ma questi archivi sono a disposizione, probabilmente. Non si tratta di nominare inchieste parlamentari, oppure sì. Quello che chiediamo è un gruppo di esperti di rango internazionale. Idea: Martin Amis, Robert Conquest, Elena Aga Rossi, Vladimir Bokovskij. E altri studiosi che essi ritengano utili a esplorare archivi e carte. E il Parlamento vigili, ma senza che ci mettano il naso tutti quanti potrebbero avere un certo conflitto di interessi o l’intenzione alla Prosperi di impastoiare il lavoro di scoperta della storia. E visto che ci fidiamo della sua buona fede, sia fatto sotto l’alto patrocinio del presidente Napolitano, coadiuvato da un parlamentare di maggioranza (e ho proposto Giancarlo Lehner) e uno di opposizione. Qualcuno non vuole sapere, vuole frenare, impolverare? Be’, ha già parlato. Ora smetta di scavare buche per nascondere quei quattro libri che sono album di famiglia a quanto pare piuttosto scomodi, e molto molto interessanti.
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COMMENTI

28 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#28 rosario50 (113) - lettore
il 08.12.09 alle ore 21:03 scrive:
Prendere soldi da uno stato straniero, all'epoca nostro nemico politico, cosi' come nemico dell'alleanza NATO, e' considerato tradimento . Sapere che cittadini italiani erano al servizio dei paesi dell'est mi fa semplicemente schifo . La Repubblica e' la nuova quinta colonna in Italia.
#27 bloodisland (482) - lettore
il 08.12.09 alle ore 19:17 scrive:
sentendotutte queste considerazioni mi vergogno di appartenere ad una nazione che annovera tra i suoi cittadini gentaglia che non solo non ha mai detto la VERITA, e ora che ci sono documenti che se non sono il vangelo possono semre essere trattati come dei resoconti,dai quali si possono trarre delle conclusioni che si possono anche non condividere,o magari giustificare,ma che si neghi in assoluto che tutti i cittadini che vogliono essere in condizioni di usufruirne questo è intollerabile,altro che CENSURA o libertà di stampa sono sempre più convinto che la verità per qualcuno sia la PRAVDA
#26 giusburzagli (428) - lettore
il 08.12.09 alle ore 19:14 scrive:
Ma tu guarda questi giornalisti di Repubblica! Sono così impegnati nella guerra contro Berlusconi da non rendersi conto della castronerie che dicono e propagandano. Forse che gli archivi, qualunque archivio, non sono più tra i documenti che gli storici consultano e studiano? Altro che Repubblica, dovrebbe chiamarsi "Dittatura" come quel regime tanto ammirato da "barbapapa" che in pochi anni, diceva lui, avrebbe superato gli Stati Uniti e l'Occidente. Bum! Ne avesse indovinata una.
#25 roberto.morici (1392) - lettore
il 08.12.09 alle ore 18:29 scrive:
dahellf, jacopo82, profiler. Ma di che cosa avete paura? Le prevedeibili e probabili verità dei dossiers consegnati da Lukascenko al nostro Premier vi terrorizzano così tanto? Evocare minacciosamente i trascorsi di Renato "betulla" Farina credete che possa influire su eventuali fatti già avvenuti? L'eventuale parere, negativo a prescindere, del primo Prosperi che passa non cambierà la realtà di fatti ancora da conoscere né dei tragici fatti già avvenuti: il massacro di Katyn ad opera dei soldati dell'Armata Rossa; La sorte dei circa 200 comunisti italiani, condannati in base a ridicole accuse, giustiziati dai sovietici (con la fattiva collaborazione di Ercole Ercoli) e solo dopo molti anni "riabilitati"; il massacro di civili, preti, industriali e patrioti non comunisti da parte di partigiani rossi (in qualche caso agli ordini di ex miliziani neri)......... Calma, quindi. L'eventuale rivelazione di altri fatti non potrà essere più raccapricciante di quanto già avvenuto.
#24 SR71 (2713) - lettore
il 08.12.09 alle ore 17:11 scrive:
16marco. Concordo. Prima che accada come per le liste dei VENDUTI all'URSS, nelle quali comparivano nomi di parlamentari del PCI e che D'Alema, s'affrettò a sbianchettare.Sarebbe bello se IL GIORNALE, si prendesse cura di pubblicarli o, quanto meno, renderli disponibili su internet affinchè IL MONDO sappia da che banda di criminali consenzienti siamo OPPRESSI.
28 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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