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venerdì 12 dicembre 2008, 07:00

La depressione Caro Bobo ti spiego il male di vivere

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Non ho mai avuto timore a confessarlo: ho sofferto, soffro e soffrirò per sempre di depressione. Chi conosce questa malattia sa bene che guarire è impossibile. Però, sa anche che ci si può convivere, questo sì. Un bravo psichiatra quasi sempre riesce a trovare il cocktail di pillole che «coprono» il mal di vivere, che gli impediscono di esplodere, di annientare la volontà, di far precipitare nel burrone della disperazione chi ne soffre, fino a spingerlo addirittura a cercare la morte. Perché di depressione si muore. Talvolta il gesto estremo - forse sarebbe più giusto chiamarlo col proprio nome: liberazione - avviene platealmente, talvolta mascherando il suicidio in un incidente. Tant’è che gli studiosi affermano l’impossibilità di calcolare con precisione il numero delle vittime causate dal «male oscuro», come l’ha definito con struggente ermetismo Berto. Nemmeno si sa con certezza quanti siano davvero quelli che ne soffrono: dieci italiani su mille dicono le statistiche. Ma quanti sono quelli che per ignoranza loro, e spesso talvolta pure dei medici di base, non collegano il proprio «star male» alla depressione? Tanti, insistono gli studiosi.
Tutto questo, per far capire al lettore che cosa ho provato ieri mattina quando dalla mazzetta dei quotidiani ho sfilato il Corriere della sera. In prima pagina una grande foto di Christian Vieri, sdraiato sul campo a occhi chiusi, e sotto un titolo che non lasciava spazio ad alcun dubbio. «Vieri racconta: io e la depressione». Poveraccio, ho pensato, pure lui. Già, perché tra chi soffre di questa malattia c’è una sorta di fratellanza. Quasi massonica, visto che purtroppo nella maggior parte dei casi nessuno ama dichiararsi. Come se ci si dovesse vergognare di un male che può colpire chiunque.
Devo confessare che la spontanea compassione nei confronti del popolare giovinotto è durata pochi istanti. Il tempo di leggere il titolino sopra la foto: «Avevo uno stipendio da 1.500 euro al mese». Ho trattenuto un’irrefrenabile incazzatura fino quando non sono arrivato all’ultima riga dell’articolo. Poi, è esplosa e sono entrato nell’ufficio del direttore, Mario Giordano, per chiedergli il permesso di scrivere questo pezzo.
Dunque, per chi non l’ha letto, i fatti sono questi. Vieri ha chiesto 12 milioni di euro alla Telecom e 9 milioni e 250mila all’Inter come danni di immagine, alla vita di relazione e per mancati guadagni. La prima sarebbe colpevole di aver indagato su di lui, pedinandolo e controllando i suoi tabulati telefonici. La seconda sarebbe colpevole di aver commissionato quest’attività di spionaggio nel tentativo di capire le cause dello scarso rendimento del giocatore.
Ovviamente, non è la vicenda in sé ad avermi innervosito. Chissenefrega. Se non fosse che l’ex attaccante nerazzurro sostiene che a causa di tutto questo ha cominciato a soffrire di depressione. Ad aumentare la sua prostrazione, l’ingaggio offertogli dall’Atalanta, squadra nella quale ora gioca: 1.500 euro al mese, appunto. Cifra che lo deve aver profondamente umiliato. E lo si può capire: dalle brioche al pane secco è sempre un bel trauma. Anche se centomila euro a contratto per ogni gol segnato avrebbero dovuto in parte tirargli su il morale.
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16 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#16 utu (31) - lettore
il 13.12.08 alle ore 1:11 scrive:
Caro Nicola, io la capisco perchè suo compagno di sventura, ma non condivido il suo punto di vista, anche perchè mi pare che in fatto di depressione lei stia faccia un gran pasticcio. Purtroppo non c'è spazio per parlare qui e nemmeno voglio far la parte di quello che la sa lunga, mi basta farle notare che lei non sa distinguere nemmeno da depressione causata da fattori interni (endogena) o da fattori esterni (esogena o reattiva). Sono d'accordo con lei: chi è depresso lo rimane per tutta la vita, se non altro come modo di affrontare la vita, ma ci si può convivere benissimo. Sta ad ogni depresso decidere come affrontare il male oscuro, io ho scelto di non riempirmi di medicine e me ne sono trovato bene. E' anche una questione di linguaggio e di inclinazione del proprio carattere, in questo senso ognuno si "sceglie" la depressione che più gli si addice. Auguri!
#15 gipaoris (8) - lettore
il 13.12.08 alle ore 0:39 scrive:
Bravo articolista, finalmente un articolo serio sulla depressione dopo tante scemenze lette e sentite per anni. Lasciamo perdere il caso di Vieri (Bobo), mi raggela leggere dei commenti che mostrano quanta disinformazione e ignoranza esiste in argomento. Io ho vissuto la tragedia in casa (mia sorella depressa ha ucciso nostra madre e si è suicidata). Quando impareremo a riconoscere per tempo nei nostri cari questa TERRIBILE MALATTIA prima cha sia tardi? Ci vogliono tanti articoli così ogni volta che c'è un suicidio. E' ora di mettere in testa a TUTTI che è LA DEPRESSIONE CHE CREA I PROBLEMI E NON CHE I PROBLEMI CREANO LA DEPRESSIONE. E dite chiaro a tutti che gli ansiosi sono i soggetti preferiti da questa malattia micidiale!
#14 Ititrefen (588) - lettore
il 12.12.08 alle ore 21:23 scrive:
Povero! La depressione deve essere una brutta bestia. Temo che non riuscirà a seguire i consigli del Cavaliere di spendere sotto le vacanze natalizie per far girare l'economia. Sono affranto.
#13 francyderasmo (335) - lettore
il 12.12.08 alle ore 19:17 scrive:
vorrei anche aggiungere che ci sono numerosi dipendenti che subiscono il mobbing accertato dalle aziende dove lavorano e che per pudore, e dignita' non si permettono di instaurare una causa per i danni subiti. non dimentichiamo comunque che se il dottore ha certificato questo stato e allegato il documento alla causa civile, il caro bobo, dovra' rinunciare alla sua carriera di giocatore perche' sara' ritenuto un elemento instabile e soggetto a crisi depressive. quindi non adatto a fare parte di una squadra dove tutti devono essere sia fisicamente che mentalmente dei piccoli gladiatori. molto probabilmente ha ritenuto di fare questa scelta pèr finire "in bellezza "(sic!)" spaparazzandosi dolcemente o a formentera (posto che frequenta abitualmente) o ai caraibi alla faccia dei soliti italiani che non finiscono mai di ritenere dei bambocci deboli e spauriti degli dei dell'olimpo.
#12 francyderasmo (335) - lettore
il 12.12.08 alle ore 18:40 scrive:
scusi sa ma non e' vero che una causa vera e propria non c'è nel caso di vieri,la vera causa della depressione è data dal troppo denaro,da troppe veline,troppe feste troppo di tutto e naturalmente il troppo stroppia. è facile andare in depressione quando hai tutto nella vita, e la stessa cosa accade anche a chi ha meno, solo che quelli che hanno meno si fanno forza e cercano di reagire perche' devono prendere quello che possono. mentre quelli che hanno tutto si lasciano andare a singhiozzare nel prato verde dei campi di calcio soffrendo per essere caduti dal piedistallo degli dei. piedistallo che personalmente sbatterei molte volte nella testa di quel tipo di depressi e li manderei solo a raccogliere le palle. bobo vergognati,fai un po' di volontariato e regala tutti i tuoi miliardi ai poveri e vedrai che ti passera' la depressione e ti vera' la gioia di vivere come noi comuni e poveri mortali che si accontentano e vivono con 1000 euro al mese, canticchiando la mattina,"che bel giorno"
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