martedì 09 febbraio 2010
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martedì 30 maggio 2006, 00:00

La Fallaci: «Farò esplodere la moschea sotto casa mia»

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Giuseppe De Bellis

da Milano

Oriana Fallaci esplode. Islam, immigrazione, apatia dell’Occidente, prepotenza del mondo musulmano, politica italiana, sinistra molle e buonista. Si sfoga, si arrabbia. Attacca ancora. La giornalista-scrittrice affida al New Yorker la sua rabbia. Il titolo è The Agitator: è un ritratto intervista di dieci pagine nel quale Oriana ripercorre con Margaret Talbot la sua vita e la sua carriera, ricostruisce le sue polemiche prese di posizione seguite all'11 settembre. Le amplia, le carica, le accentua. Comincia dal passato da reporter e finisce al futuro. A Hugo Chavez, presidente venezualano castrista e anti-americano, il nome del quale le provoca una esclamazione che dice tutto: «Mamma mia».
I nazi-islamici
La Fallaci vede nel fondamentalismo musulmano il ritorno del fascismo che lei e le sue sorelle hanno combattuto: «Sono convinta che la situazione politica attuale sia sostanzialmente quella del 1938, con la conferenza e il patto di Monaco, quando Inghilterra e Francia non capirono nulla. Con gli islamici stiamo facendo la stessa cosa. Guardiamo ai musulmani: in Europa vanno in giro con i loro chador e i loro burqa. Vivono con gli usi e i costumi predicati nel Corano, maltrattano le mogli e le figlie. Rifiutano la nostra cultura e cercano di imporre la loro - quella che chiamano cultura - a noi. Io li rifiuto. È un dovere non solo verso la mia cultura, ma anche verso i miei valori, i miei principi, la mia civiltà. È un dovere non solo verso le mie radici cristiane, ma anche verso la libertà e verso la combattente per la libertà che sono sin da quando ero piccola e lottavo da partigiana contro i nazi-fascisti. L'islamismo è il nuovo nazi-fascismo. Con il nazi-fascismo non è possibile alcun compromesso. Nessuna tolleranza ipocrita. E coloro che non capiscono questa semplice realtà stanno alimentando il suicidio dell'Occidente».
La moschea del Senese
La Fallaci parla della moschea di Colle Val D’Elsa, nel Senese, che nei progetti della comunità islamica, dovrebbe essere la più grande moschea italiana. Oriana non la vuole. «Loro (i musulmani immigrati ndr) vivono a nostre spese, perché hanno scuole, ospedali. Hanno tutto. E vogliono costruire dannate moschee ovunque. Non voglio vedere questa moschea vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia nel loro paese. Se sarò ancora viva, andrò dai miei amici a Carrara, sono tutti anarchici. Con loro, prendo l'esplosivo e la faccio saltare».
Lo spettro dell’Eurabia
Quello che spiega al New Yorker è lo sviluppo della teoria della sua trilogia. La Fallaci e l’Eurabia, cioè l’Europa diventata colonia dell’Islam, grazie alla massiccia immigrazione musulmana nel territorio europeo e che «presto si concluderà con i minareti al posto dei campanili e col burqa al posto delle minigonne». Oriana vede «l'arte di invasione e di sottomissione» che è «l'unica arte nella quale i figli di Allah hanno eccelso sempre». La scrittrice attacca la sinistra europea e il suo doppiogiochismo: «Se si parla male del Vaticano, della chiesa cattolica, del Papa, della Vergine Maria o di Gesù o dei santi, nessuno si può permettere di toccare il diritto di pensiero e di espressione. Ma se si fa lo stesso con l’Islam, il Corano, il profeta Maometto, allora si diventa blasfemi e xenofobi e razzisti».
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