martedì 09 febbraio 2010
 
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martedì 11 marzo 2008, 09:12

La figlia è down: plastica al viso

Gb, la bimba ha solo due anni. I genitori vogliono sottoporla a numerosi interventi per correggerne i lineamenti. Polemiche. La madre: "Lo facciamo per il suo bene". Sei d'accordo? VOTA

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Londra - Ophelia compirà due anni questo mese. È una bellissima bimba inglese, dal visetto paffuto e i capelli castano ramati simili a quelli della madre. Adesso lei non sa di essere nata con la sindrome di Down e a quest’età anche a molti adulti i segni inconfondibili di quei cromosomi in più potrebbero passare inosservati. Ma i suoi genitori temono che una volta cresciuta, la gente non riesca a vedere al di là di quegli occhi da cinesina, di quelle orecchie un po’ accartocciate, di quella lingua un po’ troppo carnosa in cui le parole incespicano.

Così stanno considerando l’idea di sottoporla a delle operazioni di chirurgia estetica, per renderle la vita un po’ più facile. Il loro punto di vista ha però scatenato un vivace dibattito etico in Gran Bretagna di cui Ophelia è ovviamente del tutto inconsapevole. È veramente un’operazione estetica quello di cui ha bisogno un bimbo down per affrontare serenamente una vita che certo si preannuncia più difficile di tante altre? I genitori di Ophelia Kirwan - un chirurgo plastico di fama mondiale e sua moglie brillantemente rifatta - sostengono di sì: «Siamo pronti a prendere questa decisione solo per il bene di nostra figlia, quando avrà diciotto anni. Non vogliamo che la gente la giudichi soltanto per come appare». La procedura è complicata, prevede la correzione della forma degli occhi, del setto nasale troppo piatto, delle labbra e della lingua e infine del collo. Un inferno ricostruttivo destinato a rendere Ophelia uguale agli altri, almeno nell’aspetto. Ma basterà a renderla felice e sicura di sé?, si chiedono in molti. Oppure saranno i genitori a essere più sereni, convinti che il nuovo aspetto di questa figlia «diversa» serva a farla accettare da una società innamorata della propria immagine patinata?

I signori Kirwan non sono gli unici ad aver pensato ad un’operazione così radicale. Dall’età di cinque anni Georgia Bussey di Pimlico è stata sottoposta dai suoi genitori a tre interventi dolorosissimi per eliminare dal suo volto i segni della sindrome. I suoi genitori hanno sempre affermato di aver agito così solo per amore della figlia, ma le associazioni di parenti con figli Down sono inorridite, alcuni ritengono che questo modo di agire sia da considerare alla stregua di un vero e proprio abuso. «Quello che questi bambini portano nelle nostre vite è così profondo e straordinario, è l’umanità più vera - ha detto Rosa Monckton, moglie dell’ex direttore del Sunday Telegraph e madre di Domenica, che ora ha 12 anni -. Il nucleo della questione non sta in come appaiono, ma in quello che sono. Prima di tutto sono i nostri bambini, bambini che devono esser amati e non cambiati perché sono leggermente diversi dagli altri».

Concetto inattaccabile perché in realtà vale per ognuno di noi. E l’essere Down centra veramente poco o nulla.

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 lkirwan (1) - lettore
il 17.03.08 alle ore 1:50 scrive:
Laurence and Chelsea Kirwan said: I would recommend that you read Chelsea's and my comments in response to the Mail Article. Please see Ophelia's web site www.opheliablueeyes.com where the comments are posted. You can also read my interchange with the 'Mail on Sunday' writer, Bonnie Estridge prior to publication of the article. As a friend of mine with a Down syndrome child said, 'the only thing you can believe in the Mail is the date!' This article by Amanda Cable infers that she had an interview with the Kirwans prior to writing the March 10 piece. Neither I nor Chelsea has ever spoken to Amanda Cable. We never stated or implied the title. Ophelia is reported as living in Knightsbridge whereas the Mail commissioned her photographs at her home in Greenwich, Connecticut, USA. All of the interviews between Bonnie Estridge of the 'Mail on Sunday' and Chelsea were held by transatlantic telephone calls. We have never recommended or even considered cosmetic surgery for Ophelia. We are far more interested in her health, as well as her physical and mental development. Of course we love Ophelia as she is. The decision to have surgery on a child with congenital anomalies is a complex one taken between the parents and their surgeon. We should leave that decision to the individual family and their medical advisors to decide on its own merits. Reconstructive surgery for congenital anomalies of all kinds has improved the quality of life of millions of children. As a plastic surgeon I have spent my life correcting congenital deformities in the USA and in Third World countries, as part of charitable missions Please take the time to read our comments on Ophelia's web site as well as her dairy which documents Ophelia's progress over the last 2 years and our emotions during that period. Lastly, Chelsea and I were assured that this was a mother daughter article for Mother's Day without any mention of me or plastic surgery. If we had known otherwise we would never have been a party to this shameful article which is a disservice to all individuals with disabilities and to the Down syndrome community in particular. We have always championed research into Down syndrome and that is why in the original article of March 2, Bonnie Estridge gives the names of the charities we support. Neither charity has any interest in cosmetic surgery but is primarily concerned with developmental progress and quality of life issues. Laurence and Chelsea Kirwan
#8 pat146 (3) - lettore
il 11.03.08 alle ore 12:46 scrive:
Sicuramente è facile esprimere giudizi quando si hanno dei figli belli e sani. Non so se è giusto sottoporre la piccola Ophelia a degli interventi lunghi e dolorosi solo per cambiare il suo aspetto fisico. Il bisturi non cancella la sindrome di Down. Le persone Down sono molto espansive ed affettuose e, in fondo, da questo loro atteggiamento sono protette proprio dal loro aspetto inconfondibile. Mi domando come potrebbero essere interpretate delle manifestazioni di affetto ed espansività da parte di una ragazza dall'aspetto "normale".
#7 elmaranga (3) - lettore
il 11.03.08 alle ore 11:25 scrive:
che ***** dici marco tommy? bisogna smetterla di vivere pensando a come dovrebbe essere o a come sarebbe meglio fosse... bisogno ogni giorno confrontarsi con la REALTA' e sapere vivere nel mondo dove ci hanno tutti messi al mondo. per una persona down non e' per niente facile, e anche se tutti (quelli che nn capiscono niente) dicono che la vita di un down e' uguale agli altri sono solo dei gran ipocriti, tanto loro sono normali no? quindi scendi dal tuo mondo di ******* e stima chi ha avuto una sfortuna a ha la fortuna di avere dei genitori che cercano in tutto e per tutto di regalare una vita serena . ipocrita ed egoista
#6 Bobcat1341 (317) - lettore
il 11.03.08 alle ore 10:48 scrive:
La sindrome di Down ha di buono che il tratto somatico indica l'animo semplice e luminoso che vi è all'interno: il problema è di chi giudica innanzitutto male il prossimo (primo non fidarsi) e poi, casomai, ci guarda dentro perché gli "piace" l'involucro esteriore. La tipa(o tipo) rafatta non è né più intelligente né, alla fine, migliore: lo fa per piacere all'altro, senza garantire la sostanza. Ci si pulisce la coscienza cambiando i connotati della bimba: sono LORO, i genitori, che han problemi ad accettarla come non "normale". Ringraziamo il cielo che non l'hanno abortita, comunque.
#5 marco bianchi (591) - lettore
il 11.03.08 alle ore 10:36 scrive:
Il cambiamento esteriore non cambierà il fatto che la bambina è comunque down.ma chi ha il labbro leporino se lo deve tenere?a me sembra che siano gli altri genitori a confondere esterno con interno.ma bisogna per forza avere più problemi possibile?magari per fare una bella battaglia sul riconoscimento delle diversità?
9 commenti su  1  2   pagine
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