La figlia è down: plastica al viso

Gb, la bimba ha solo due anni. I genitori vogliono sottoporla a numerosi interventi per correggerne i lineamenti. Polemiche. La madre: "Lo facciamo per il suo bene". Sei d'accordo? VOTA

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Londra - Ophelia compirà due anni questo mese. È una bellissima bimba inglese, dal visetto paffuto e i capelli castano ramati simili a quelli della madre. Adesso lei non sa di essere nata con la sindrome di Down e a quest’età anche a molti adulti i segni inconfondibili di quei cromosomi in più potrebbero passare inosservati. Ma i suoi genitori temono che una volta cresciuta, la gente non riesca a vedere al di là di quegli occhi da cinesina, di quelle orecchie un po’ accartocciate, di quella lingua un po’ troppo carnosa in cui le parole incespicano.

Così stanno considerando l’idea di sottoporla a delle operazioni di chirurgia estetica, per renderle la vita un po’ più facile. Il loro punto di vista ha però scatenato un vivace dibattito etico in Gran Bretagna di cui Ophelia è ovviamente del tutto inconsapevole. È veramente un’operazione estetica quello di cui ha bisogno un bimbo down per affrontare serenamente una vita che certo si preannuncia più difficile di tante altre? I genitori di Ophelia Kirwan - un chirurgo plastico di fama mondiale e sua moglie brillantemente rifatta - sostengono di sì: «Siamo pronti a prendere questa decisione solo per il bene di nostra figlia, quando avrà diciotto anni. Non vogliamo che la gente la giudichi soltanto per come appare». La procedura è complicata, prevede la correzione della forma degli occhi, del setto nasale troppo piatto, delle labbra e della lingua e infine del collo. Un inferno ricostruttivo destinato a rendere Ophelia uguale agli altri, almeno nell’aspetto. Ma basterà a renderla felice e sicura di sé?, si chiedono in molti. Oppure saranno i genitori a essere più sereni, convinti che il nuovo aspetto di questa figlia «diversa» serva a farla accettare da una società innamorata della propria immagine patinata?

I signori Kirwan non sono gli unici ad aver pensato ad un’operazione così radicale. Dall’età di cinque anni Georgia Bussey di Pimlico è stata sottoposta dai suoi genitori a tre interventi dolorosissimi per eliminare dal suo volto i segni della sindrome. I suoi genitori hanno sempre affermato di aver agito così solo per amore della figlia, ma le associazioni di parenti con figli Down sono inorridite, alcuni ritengono che questo modo di agire sia da considerare alla stregua di un vero e proprio abuso. «Quello che questi bambini portano nelle nostre vite è così profondo e straordinario, è l’umanità più vera - ha detto Rosa Monckton, moglie dell’ex direttore del Sunday Telegraph e madre di Domenica, che ora ha 12 anni -. Il nucleo della questione non sta in come appaiono, ma in quello che sono. Prima di tutto sono i nostri bambini, bambini che devono esser amati e non cambiati perché sono leggermente diversi dagli altri».

Concetto inattaccabile perché in realtà vale per ognuno di noi. E l’essere Down centra veramente poco o nulla.

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COMMENTI

9 commenti su 1   2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#4 destito francesco (39) - lettore
il 11.03.08 alle ore 10:21 scrive:
Condivido pienamente le scelte dei genitori inglesi.Per quanto facciamo i puritani e buonisti non vorremmo mai un figlio down.Solo chi combatte quotidianamente con loro può parlare.Per tanti anni ho guidato un autobus che portava a scuola i bambini down in via dei Genovesi a Trastevere.Ebbene le accompagnatrici avevano il loro da fare per tenerli buoni,non sono bambini normali purtroppo.Quindi non diamo giudizi sommari e affrettati.
#3 maristaurru (49) - lettore
il 11.03.08 alle ore 10:03 scrive:
Siamo una società ipocrita, ci scandalizziamo e trinciamo giudizi, tutti e troppo facilmente, su argomenti insondabili per chi non ci vive a contatto. Io credo che se avessi un figlio svantaggiato vivrei giorni e notti di angoscia al pensiero del dopo, quando io non ci sarò più; credo che tutte le mie energie sarebbero nel cercare, nei limiti del possibile, di renderlo autonomo e comunque di rendergli la vita meno difficile possibile. A ben vedere come succede, con minor fatica, con i figli non svantaggiati. detto questo, chi può mai sapere quali sarebbero le sue scelte in certe condizioni?
#2 marco_tommy (224) - lettore
il 11.03.08 alle ore 9:43 scrive:
Che tristezza, solo per apparire uguale. Nemmeno per essere diverso, migliore, ma per essere uguale, conformato. Che tristezza.
#1 Vercingetorige (8) - lettore
il 11.03.08 alle ore 9:30 scrive:
Forse i genitori sono solo realisti. Nella nostra società l'immagine conta e molto! Quanti giudicano prima dall'aspetto che dalla persona?
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