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giovedì 19 giugno 2008, 07:14

La Finanziaria "9 minuti e mezzo"

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Cambia il mondo, cambia l’Italia, cambia la manovra. Ieri, la «discussione» del piano di finanza pubblica in Consiglio dei ministri è durata nove minuti e mezzo, laddove in passato il varo della Finanziaria comportava intere nottate di lavoro, litigi, colletti slacciati e qualche malore. Ieri, un governo di centrodestra ha deciso aiuti alle fasce più deboli, marginali, della popolazione - dalla carta prepagata per gli acquisti di alimentari e gli sconti sulle bollette a favore dei pensionati fino al piano casa, che incoraggia l’acquisto degli alloggi popolari da parte degli inquilini - trovando l’appoggio di buona parte del sindacato; e insieme ha inasprito la tassazione a carico di petrolieri, banche e assicurazioni. In altri tempi, qualcuno avrebbe mai pensato a una battuta come quella pronunciata ieri dal simpatizzante interista Giulio Tremonti - «vuol dire che ridurranno l’ingaggio di Mourinho» - quando un giornalista gli ricordava la protesta di Gian Marco Moratti per la Robin Tax? Molto è cambiato, per davvero. È sociale la cifra che il governo vuol dare a questa manovra. Non solo: è anche una cifra europea.

Silvio Berlusconi ricorda che viene mantenuto l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011, richiesto da Bruxelles, e lo si fa senza aumentare le tasse. La strada fiscale che avevano scelto Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa viene abbandonata, ma resta inalterato l’impegno preso dalla Repubblica italiana, non da questo o quel governo, a portare i conti in ordine. Questo esecutivo appare determinato a tagliare le spese, a costruire una macchina statale più efficiente e meno costosa, a togliere vincoli che ritardano lo sviluppo. «Sarà una semplificazione storica», prevede Berlusconi.

Quella approvata ieri sera in nove minuti e trenta secondi dal governo è, di fatto, una Finanziaria triennale che, secondo gli auspici e le convinzioni di Tremonti, sarà approvata dal Parlamento prima della pausa estiva. Non molti si sono ancora resi conto di questa rivoluzione copernicana. Significa che la Finanziaria vera e propria - quella di settembre per intenderci - sarà un provvedimento snello e non si trasformerà in un incomprensibile articolo unico con centinaia e centinaia di commi, com’è accaduto negli ultimi anni. A settembre, più che di Finanziaria, si discuterà di federalismo fiscale, «la riforma delle riforme». Ma se c’è del nuovo nella cifra e nei contenitori legislativi, non vengono abbandonate in questa manovra le convinzioni storiche del centrodestra. Resta, e anzi viene rafforzato, l’impegno alla flessibilità nel campo del lavoro che, pur in anni di bassa crescita, ha portato il tasso di disoccupazione ai minimi storici.

Resta il tentativo di privatizzare la Pubblica amministrazione, rendendola responsabile di fronte al cittadino-utente. E resta la determinazione a non mettere le mani nelle tasche degli italiani, anche se il mondo è cambiato.

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 b.bruno (2197) - lettore
il 19.06.08 alle ore 18:33 scrive:
Che dolori a sinistra per l’aumento della tassazione ai loro amici petrolieri bancari et similia...Capito perché intendevano candidare Moratti ( al maschile, certo ) a sindaco di Milano, e perché Profumo Alessandro faceva la fila alle primarie prodiane e d’Alemà se la intendeva così bene tra banche e assicurazioni da volersi anch’egli una banca con cui sognare...
#8 luke skywalker (262) - lettore
il 19.06.08 alle ore 17:35 scrive:
Buon inizio del governo, ma province unioni di comuni e comunità montane devono essere abolite subito
#7 marco_tommy (224) - lettore
il 19.06.08 alle ore 14:49 scrive:
Prodi abbassa le tasse a banche, assicurazioni e petrolieri. Tremonti le riporta al 33%, e inventa agevolazioni per i poveri ed i pensionati. Il mondo gira. Tremonti non è un genio. Erano ladri gli altri.
#6 Giorgio Bertoldi (241) - lettore
il 19.06.08 alle ore 13:38 scrive:
Tremonti è un genio
#5 tacitus (822) - lettore
il 19.06.08 alle ore 13:12 scrive:
Per adesso , la Robin tax ha sortito il seguente risultato : uno storno molto consistente in Borsa dei titoli petroliferi o della raffinazione. Tale storno, ha ridotto la capitalizzazione dei titoli suddetti,bruciando ricchezza senza costrutto.I proventi di tale imposta saranno poi sicuramante di entità inferiore alla perdita di capitalizzazione. Il buon Tremonti, si è fatto prendere la mano dalla voglia di demagogia, varando un provvedimento deleterio e degno di Visco, Ferrero, Bertinotti e Diliberto: ora mi chiedo se ho fatto bene a votare CDL, tanto valeva tenersi la mortadella
9 commenti su  1  2   pagine
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