La minoranza rumorosa

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Non voglio scrivere d’altro, scegliere un tema più a botta sicura. Sono veramente stufo di dovermi sentire in crescente imbarazzo ogni volta che la Chiesa finisce in prima pagina; stufo di dover scegliere, cioè, tra l’ingoiarmi un’opinione o sentirmi un impudente qualora la esprima, dovermi sentire cioè un mangiapreti nel caso io dica anche delle cose normalissime o addirittura banali. Non è possibile, nel 2009, in uno Stato occidentale, che scrivere di cose vaticane debba ancora essere un problema: questo tentativo di bipolarizzare anche la Chiesa - il governo le dà sempre ragione, l’opposizione sempre torto - è ridicolo e democraticamente fallace: anche perché i sondaggi, i famosi sondaggi, dicono chiaramente che stare col Vaticano e stare con la maggioranza degli italiani non è matematicamente possibile. Testamento biologico, Legge 194, aborto, coppie di fatto, divorzio breve, laicità dello Stato: su questi temi, per esempio, non è la sinistra a pensarla in maniera difforme dal Vaticano: è-la-maggioranza-degli-italiani, e lo è anche la maggioranza degli italiani di centrodestra: è chiara questa cosa? Volete vedere i sondaggi? Ne siete al corrente? Ma soprattutto: ne è al corrente il governo? Ogni volta che ne discuto con qualcuno appunto del governo, poi, la risposta è sempre la stessa: bisogna avere la Chiesa dalla propria - dicono - che tanto le questioni etiche non spostano voti. Loro ne sono sicuri. Io no.

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COMMENTI

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#39 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 16.08.09 alle ore 15:51 scrive:
*#35e #36 giessebi*- Non potremo mai arrivare da nessuna parte,caro amico,partendo(come pariamo)da presupposti diversi.Ne'potrebbe essere diversamente,perche' essi sono antitetici.Lei continua a parlarmi secondo la morale cattolica.Io continuo a rifarmi al diritto individuale inalienabile.Io non ho nulla contro la morale cattolica,nel senso che ritengo che ciascuno possa e debba poterla far sua*per se'stesso*.Io non accetto che questa morale venga imposta a tutti per legge.Quella cattolica e'solo una delle tante morali religiose ed ideologiche esistenti.Non ha alcun titolo,come peraltro non ne hanno le altre,per autoeleggersi Morale, Verita' etc. uniche ed indiscutibili,per decidere che le sue istanze sono piu' valide delle altre e lo debbano quindi essere per tutti,e che tutti siano tenute a rispettarle.L'unica etica che va rispettata e' quella che comprende le basi della liberta' naturale e sociale,e che consente quindi la liberta' religiosa,ma esclusivamente come liberta' personale.
#38 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 16.08.09 alle ore 15:40 scrive:
Il suo cattolicesimo finisce dove comincia il"mio"(si fa per dire)buddismo,il mio protestantesimo,il mio animismo,il mio induismo,il mio ateismo.L'unica etica comune fra queste differenze e' quella che nessuna di esse venga imposta a nessun essere umano.Perche' nessuna di esse e' giusta o sbagliata in assoluto,e puo'esserlo solo per libera decisione individuale e solo per se'.Proprio poi perche'ritengo gli assoluti il peggior pericolo per l'umanita',accetto che anche nel caso di quello in cui confido io ci possano e debbano essere compromessi.In genere legati a fatti contingenti.Anche la sua religione contempla la trasgressione, il peccato,ed assolve e si autoassolve.Come le ho detto circa l'aborto,ho il dubbio sul momento in cui inizia la vita.Ma,nel dubbio,se una donna non vuole saottoporre se' stessa a nove mesi di gravidanza indesiderata,accetto il compromesso che la interrompa.
#37 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 16.08.09 alle ore 15:39 scrive:
Trovo aberrante che i metodi antifecondativi vengano sostituiti da concetti morali. E' con questo genere di pensiero che l'aborto ha imperato da sempre e che ancora e'commesso.Basterebbe questa realta'a dire che il metodo e'sbagliato. La sessualita',poi,e' motore primario naturale.L'uomo,soprattutto attraverso le sue religioni e le sue concezioni morali, l'ha caricata di significati diversi, di sovrastrutture culturali.Ma,ancora una volta,la sessualita'e'fatto privato,e ciascuno deve poterla vivere(nel rispetto di quella degli altri)come gli pare.Insegnare una sessualita'responsabile evita aborti e figli non voluti,abbandonati od odiati.E puo'essere accompagnata(privatamente)da un'educazione come quella che la sua religione ritiene giusta.Credo sia meglio terminare qui.Potremmo proseguire per anni e per migliaia di post.Inutilmente,ritengo.La ringrazio comunque della civile conversazione.
#36 giessebi (296) - lettore
il 15.08.09 alle ore 18:13 scrive:
#34 Sylvia Mayer: "la scienza non ha ancora stabilito" significa che non ha certezze in materia e a me il solo dubbio agghiaccia, senza contare il fatto che contare i giorni per tirare una linea mi pare un'ipocrisia incredibile: fino a ieri un oggetto, da mezzanotte una vita. Non le pare un po' tirata! Quanto alla contraccezione sul piano pratico potrei anche essere d'accordo con lei, pero' io considero la morale cattolica trascendente e necessariamente al di sopra del singolo problema: la Chiesa ci chiede responsabilita' nei costumi sessuali e non potra' mai mollare su questo aspetto, perche' vorrebbe dire relativizzare la morale. I limiti che la Chiesa pone sono a favore di una crescita individuale, del non cedere a qualunque tentazione mondana: ma come un figlio puo' disobbedire e fatalmente disobbedisce ai genitori entro certi limiti, e' chiaro che l'educazione dei genitori non puo' essere lassista, altrimenti i figli crescono senza limiti e ne leggiamo spesso sui giornali.
#35 giessebi (296) - lettore
il 15.08.09 alle ore 18:23 scrive:
Mi spiace per la sua vicenda personale (immagino che non consideri sicura la contraccezione maschile), pero' io discuto il presupposto. In termini di liberta' non esiste un obbligo all'attivita' sessuale, cosi' come e' possibile ubriacarsi ma non e' obbligatorio farlo. La Chiesa si pone il problema che la pillola magica o l'aborto agevole facciano cadere qualsiasi barriera. Lei ha visto qualcosa di particolarmente proficuo per l'umanita' provenire dai sostenitori dell'amore libero degli anni sessanta? Non siamo in Iran; i dogmi, come li chiama lei non sono imposizioni con pene corporali o detentive: la Chiesa ammonisce e poi le persone fanno i conti con la propria coscienza. Mi piacerebbe capire infine, come nella fattispecie i principi morali della Chiesa siano antitetici con la difesa della vita: seguendo questi principi non ci sarebbero aborti non spontanei, ma solo gravidanze desiderate. Non le pare una bella difesa della vita?
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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