La modella è in provetta, ora sfila la bioetica

Gattinoni sceglie come simbolo della sua nuova collezione una ragazza russa di 17 anni che è stata concepita con la fecondazione artificiale. Gli stilisti strizzano l’occhio ai temi sociali ed entrano nel dibattito sulla vita

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RomaScienza miracolosa, bioetica per la rigenerazione, medicina della metamorfosi. La donna di Gattinoni è nata dalla fecondazione in provetta, come la modella simbolo della nuova collezione presentata a Roma: Clementine Liubova, 17 anni, padre siberiano e madre italiana.  Viene fotografata dalla griffe con un candido miniabito della Rinascita: una tunichetta con intrecci di tessuto che ricordano i nastri del Dna e una sola manica asimmetrica, dal fiocco simile ad una farfalla che esce dal bozzolo.

Sulla passerella di AltaRoma al Santo Spirito in Sassia Clementine non può salire. «Per le nuove regole di tutela delle minorenni - spiega il manager della maison, Stefano Gattinoni - doveva essere accompagnata dalla madre. Ma purtroppo lei è all’estero».
L’abito lo indossa un’altra modella e al polso porta il Dna-bracelet, una doppia elica «genetica» di agate uruguaiane e fili d’oro, creata dall’orafo Gianni de Benedittis. Come gli orecchini-pendolo delle mannequin e i ciondoli a clessidra che contengono acqua, fonte di vita, della collezione di gioielli Palingenesi.

È il tempo che ispira lo stilista di Gattinoni, Guillermo Mariotto, e i suoi abiti parlano di una donna che ritorna all’infanzia grazie alle nuove scoperte della scienza e ritrova un Eden perduto, così come l’alta moda si affranca da eccessi, pesantezze e rituali tradizionali per diventare più libera, misurata e moderna.

Ecco allora che anche le t-shirt possono essere couture di sapore modernista, come mini abiti ricamati con borchie di plexiglass e bottoni di raso nelle sfumature dell’avorio, del platino, dell’oro e dell’argento. I deliziosi baby-dress sono trasparenti e scollati, dipinti a mano, con strati di tulle ricamato color pastello. Mentre la natura rigenerata è rappresentata da abiti con plissé di foglie, garze e lamelle dagli effetti lunari o fiori di loto e bruchi. Linee aerodinamiche, cappottini di taffettà drappeggiato in ali di farfalla, con in vita un semplice fiocco e giubbotti di lavorazione sofisticata. E modelli cangianti come squame di un pesce, pelli spalmate e giacche importanti. Le spose non hanno velo, ma tiare di pietre dure.
Prima di tutto questo, a rappresentare l’ultimo giorno del vecchio mondo, sfila un lucente abito nero-terra in fibra ecologica, stretto in vita da una cintura ricamata con schegge di vetro e con uno strascico sartorialmente strappato come dal sisma. Lo indossa una modella di colore ed è l’omaggio ad Haiti di Gattinoni, che promuove la raccolta di fondi dell’associazione «Save the Children».

Ad applaudire in prima fila un parterre «politico» bipartisan, con Isabella Rauti Alemanno e Lella Bertinotti, Flavia Veltroni con la figlia Vittoria e Maria Teresa Scajola. Oltre a principesse, attrici ed Enrico Lucci delle Iene, che alla fine salta in passerella infastidendo Mariotto.

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Alessandro Sallusti
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