In questi mesi continua, «ho intrapreso un'intensa attività nel sociale in una realtà che la mia famiglia segue da 30 anni». Priorità alla gestione di San Patrignano, su cui si è concentrata dopo l'allontanamento di Andrea Muccioli l'estate scorsa. «Un impegno - prosegue - che si è progressivamente accentuato e ha assorbito energie e tempo, tenendomi sempre più spesso lontana dal lavoro dell'aula. Ritengo pertanto opportuno rinunciare al mio incarico». Assicura che «ritornare ad essere un privato cittadino non significa rompere il patto con le migliaia di persone che mi hanno eletta. Anche se in modo diverso e indiretto continuerò a partecipare alla vita civile e politica della mia città - conclude - approfondendo i temi e le questioni importanti per essa e per il mio Paese». Da sindaco era criticata per le assenze dal consiglio, sui banchi dell'opposizione non ha perso la maglia nera, da giugno ad oggi aveva risposto all'appello solo 14 volte. E in aula i colleghi dell'opposizione non la vedevano da ottobre. Hanno continuato a leggere invece i rumors sull'avvicinamento della Moratti a Fli. Lei smentisce. Gianfranco Fini invece ieri ha ribadito di «aver parlato con lei qualche tempo fa, non è un mistero che da tempo aveva espresso perplessità sulla conduzione del Pdl in Lombardia. Nelle prossime settimane vedremo se, come mi auguro, vorrà continuare il suo impegno politico con noi».
L'ex sindaco ha comunicato ieri al telefono la sua decisione al coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani e ha chiamato Fabrizio De Pasquale, primo dei non eletti che prenderà il suo posto. Aveva fatto ricorso al Tar contro l'ultimo dei consiglieri Pdl eletti in Comune per una manciata di voti. Nove, secondo il Tar che ha confermato la regolarità del conteggio. Proprio due giorni fa.
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